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Narrativa

Libertango

Pubblicato il 04/06/2020

Il Mercoledì Jazz dell’Osteria Creativa era nato grazie alle due grandi passioni di Carlo Bonelli: i soldi e la musica jazz.

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Milano.

Il Mercoledì Jazz dell’Osteria Creativa era nato grazie alle due grandi passioni di Carlo Bonelli: i soldi e la musica jazz. Nelle interviste che Carlo Bonelli era solito concedere, amava autodefinirsi un imprenditore del settore food & beverage e protégée della musica jazz; mai si sarebbe definito un oste. Chiunque fosse entrato nella sua Osteria lo avrebbe capito dando un rapido sguardo alla carta dei vini e alle poltrone di pelle color magenta: il termine Osteria era pura modestia. 

Come ogni Mercoledì i clienti consegnavano un loro vinile di musica Jazz all’entrata dell’Osteria, che avrebbero ritirato a fine serata. Carlo Bonelli avrebbe selezionato alcuni brani da quei dischi creando il sottofondo musicale che avrebbe anticipato il concerto del complesso Jazz di quella sera. Sul palco era predisposto un impianto hi-fi con giradischi, amplificatore valvolare e due diffusori progettati seguendo i sapienti precetti dei maestri liutai di Cremona. Il suono dell’impianto hi-fi dell’Osteria, caldo, a tratti mistico, faceva rivivere jazzisti come Duke Ellington, John Coltrane e Louis Armstrong creando un legame profondo tra gli spettatori di quello che Carlo Bonelli amava definire ‘il nostro momento di ascolto musicale’. Gli habituè dell’Osteria Creativa sapevano che chiamare DJ Set ‘il nostro momento di ascolto musicale’ di fronte a Carlo Bonelli era la seconda cosa che lo irritava di più nella vita. La prima era ricevere da un suo cliente un vinile che non fosse di musica Jazz.

Quella sera Carlo Bonelli aveva ricevuto l’album ‘Libertango’ di Astor Piazzolla. Tango. 

Aveva sorriso a denti stretti a quel cliente che dopo appena dieci minuti aveva ricevuto una telefonata dall’ufficio e aveva avuto la sfacciataggine di uscire in fretta dall’Osteria promettendo di tornare nel giro di un’ora. Prese nota mentalmente: aumentare i prezzi, selezionare la clientela. 

Carlo Bonelli salì sul palco con i vinili della serata concentrandosi nella selezione dei brani.

Un cliente si avvicinò al palco e chiese di poter dare un’occhiata.

La richiesta era inopportuna ma il vestito sartoriale che il cliente indossava era senz’altro meritevole e le sue tasche sicuramente troppo profonde per non essere accontentato.

Pur non essendo un amante della musica classica Carlo Bonelli si compiacque del proprio intuito quando il cliente gli porse il proprio biglietto da visita: Daniele Burco, Direttore della Filarmonica della Scala. Poco male se non lo aveva mai sentito nominare, Carlo Bonelli aveva subito recuperato punti durante la loro conversazione e alla fine si era arreso solo all’ infinita cultura musicale del Maestro, il quale, con grande classe, gli suggerì di inserire Libertango in scaletta. Libertango, spiegò il Maestro, racchiudeva in sé elementi innovativi presi dalla musica jazz che segnavano l’inizio del ‘nuevo tango’ di Astor Piazzolla, la dipartita dal tango tradizionale di Carlos Gardel. Gli fece anche notare come l’album fosse parte del ristrettissimo numero di copie stampato nel 1973, un anno prima della popolare versione uscita nel 1974 con la casa discografica Mondial Sound di Milano.

Quel vinile valeva almeno cinquemila euro sul mercato.

Il Maestro gli chiese con garbo di introdurlo al fortunato proprietario di Libertango per fare una sua offerta ed inserirlo nella propria collezione privata. Carlo Bonelli lo informò che il proprietario sarebbe tornato all’Osteria in meno di un’ora ma il Maestro non aveva tempo di aspettare: la sera seguente avrebbe diretto una sinfonia di Brahms e aveva bisogno di riposare. Chiese allora a Carlo Bonelli di consegnare il suo biglietto da visita al proprietario del vinile in modo che lo contattasse. Per scusarsi del disturbo arrecato, Il Maestro Burco lo invitò al concerto del giorno seguente. Classe.

Carlo Bonelli rimase in attesa per tutta la serata e dopo qualche domanda apparentemente disinteressata ebbe la assoluta certezza che il suo cliente non conoscesse affatto il valore di mercato di Libertango. Carlo Bonelli e i soldi: concluse l’affare per duecento euro.

La sera seguente si recò alla Scala per il concerto di Brahms diretto dal Maestro Burco.

Arrivato all’ingresso del teatro porse il biglietto da visita del Maestro all’addetta alla biglietteria; un lasciapassare, gli aveva detto il Maestro.

La donna esaminò il biglietto da visita e lo guardò di sbieco indicando la locandina sulla colonna del teatro.


GIOVEDI’ 4 GIUGNO 2020

ORE 20.30


JOHANNES BRAHMS

OVERTURE TRAGICA IN RE MINORE PER ORCHESTRA OP. 81


DIRETTORE:

DANIELE GATTI


Carlo Bonelli le strappò il biglietto da visita dalle mani e imprecò sottovoce.

Aveva duecento buoni motivi per farlo. 

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Andrea Bertorelle ha votato il racconto

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Luigi B.F. Fiorentino ha votato il racconto

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Divertente, coinvolgente, bel colpo di scena. Forse si poteva snellire qualche periodo qua e là.Segnala il commento

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Bruno Leri ha votato il racconto

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Cassandra Ancure ha votato il racconto

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Calamaifritti ha votato il racconto

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Sonia Jurlina ha votato il racconto

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unacatastrofe ha votato il racconto

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nadelwrites ha votato il racconto

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Barbara ha votato il racconto

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Urbano Briganti ha votato il racconto

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Magistrale truffa perfetta raccontata in bello stileSegnala il commento

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Claudio Bandelli ha votato il racconto

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Federico D. Fellini ha votato il racconto

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Violeta ha votato il racconto

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esercizi ha votato il racconto

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Ottimo, divertente! Bella l'idea, come succede non così spesso, alla fine, e scorrevole la prosaSegnala il commento

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Tella ha votato il racconto

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Sofia Nebez ha votato il racconto

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Etis ha votato il racconto

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di inVinile

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