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Narrativa

LIDIA

Di Laura Camposeo - Editato da Laura Camposeo
Pubblicato il 04/09/2020

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Aveva solo 15 anni Lidia quando seppe che i suoi genitori morirono a causa di un incidente stradale. E lei che prima abitava in provincia con i suoi, in seguito si trasferire a Bari, a casa della nonna materna. Lidia era una ragazzina molto timida, amava suonare il pianoforte, e il suo sogno nel cassetto era quello di diplomarsi all'accademia di musica. Sua nonna aveva 70 anni  suonati ed era una cristiana attiva in parrocchia . Quindi convinse Lidia a suonare per la parrocchia alla messa. Lei all'inizio non voleva, perché si vergognava. Ma poi su insistenza della nonna, che gli diceva: se vieni in parrocchia lì ti farai tanti amici. Per cui lei decise di andarci, accompagnata dalla nonna. Lidia conobbe subito il vice  parroco don Massimo, che era molto simpatico. Questi  quando ha saputo che Lidia suonava il pianoforte. Le chiese subito di farlo, per la messa serale delle 18.00 perché la domenica sera non c'era nessuno che lo faceva, e lei acconsentii. Per Lidia incominciava una nuova vita, in una città che non conosceva, quindi faceva molta fatica a fare amicizia a causa della sua timidezza e poi non sopportava sentirsi chiamare orfana. Per cui si richiudeva ancora più in se stessa, Anche a scuola non aveva trovato amiche con cui parlare, e confrontarsi. Ma solo don Massimo che aveva  50 anni. Ancora piacente come uomo, sapeva come prenderla. Lui riusciva con la sua pazienza e la sua tenacia a farla ridere un po' e farla dimenticare la perdita prematura dei suoi genitori. Gli piaceva raccontargli storie divertenti e lei rideva, rideva sempre. Un sabato pomeriggio di primavera, Lidia decise come sempre di andare all'oratorio della parrocchia per incontrare don Massimo, questo gli aveva promesso di fargli avere dei spartiti di musica classica che ha lei piacevano molto. Una volta arrivata suonò il campanello della sacrestia, lui apri e la fece entrare dicendogli:_ Saliamo di sopra, così non ci disturberà nessuno, voglio farti vedere la nuova pianola che mi ha regalato don Claudio._ Ok , rispose lei. Salirono le scale e la fece entrare in una stanza. Lidia si guardò intorno, vide che c'era una scrivania, un armadio, un letto e infine la famosa pianola. Lui disse:_Vieni a sederti qui, accanto a me sul letto, voglio farti vedere gli spartiti. Lei ci andò senza esitare.

Anche perché, lo vedeva più come un padre, che come uomo. Lidia si sedette accanto a lui e incominciò a sfogliare gli spartiti. Lei nella sua ingenuità gli pareva bello per un attimo, abbracciarlo per dimostrare tutto il suo affetto per ringraziarlo del regalo appena ricevuto. Ma ad un tratto lui incominciò ad accarezzargli i capelli, dicendogli:_Ma lo sai che sei proprio bella oggi!_ Lidia sorrise, gli piacevano molto i complimenti. Nella sua breve vita  ne aveva ricevuti pochi. Poi lui aggiunge:_Come mai hai messo i pantaloni oggi ? Lo sai che ha me piace di  più, quando porti la gonna._ Lei sorrise e disse:_ Nonna stamattina, ha dimenticato di fare la lavatrice._ Lui sorrise e disse:_Ok però promettimi domani, che è domenica la metti ok._ Va bene , rispose lei. Lui la strinse forte a se dandogli un bacio sulla guancia. Lei tutta contenta disse:_Ti voglio bene._ E lui:_Anch'io ti voglio un mondo di bene, e non puoi sapere quanto. Ma ora vai si è fatto tardi, e mi raccomando non mi deludere, domani ti voglio vedere più bella ok!_ Si disse lei tutta contenta. E uscii per tornarsene a casa. Il giorno dopo, lei si fece bella, proprio come voleva lui, indossò la sua gonna blu, con sopra la sua maglietta preferita, e i sandali. Andò allo specchio, prese la spazzola e incominciò a spazzolare i suoi lunghi capelli. Pensava a lui a come gli piaceva quando questi la chiamava la sua piccolina. Si guardava allo specchio e sorrideva. Poi si alzò e uscì di casa, per andare da lui. Una volta li, lui la portò su in camera sua. Si sederono sul letto lui a stringeva a se, lei era così felice. A un certo punto lei si alzò in piedi e disse a lui:_Ti piace la mia gonna? L'ho messa per te._ Si disse lui e così dicendo allungò le sue mani sotto la gonna accarezzandole le gambe. Lei era in piedi d'avanti a lui. Lidia disse:_ Ma cosa fai?_ Sorridendo lui rispose:_Lidia tu sei bella e ti voglio accarezzare, ti prego lasciami fare._ Lei non si aspettava quella richiesta e rimase un po' allibita. Lui approfittò subito, e con mossa fulminea gli abbassò lo slip. Cercando di mettere una mano tra le gambe. Lei prima d'istinto le serrò, ma poi cedette alle sue carezze. Stava provando sensazioni sconosciute, ma la sua mente nello stesso tempo gli diceva che: stava sbagliando. Che non doveva essere lì, in quella stanza, con un uomo. Ma soprattutto un sacerdote, a cui lei aveva dato tutta la sua fiducia, la sua stima. Lui la baciava sul collo, la stringeva a se. Lei lo spinse via a fatica. Lui le disse:_No, non te ne andare, rimani con me, fammi felice._Lei piangendo si voltò a guardarlo con disprezzo, e delusione. Per poi andare via sbattendo la porta dietro di sé.







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. ha votato il racconto

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Marco Verteramo ha votato il racconto

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Al di là del soggetto e dei commenti. È scritto in modo totalmente trascurato. Peccato, abbi meno fretta quando scriviSegnala il commento

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Ondine ha votato il racconto

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Brava. Però credo anch’io che tu possa andare più ‘in fondo’ parlo della sfera emotiva del disagio che si può trasmettere anche raccontando meno. Magari utilizzando un particolare come metafora. Appunto per evitare l’effetto cronaca. È comunque un tema difficile e sei anche migliorata nella scrittura secondo me. Non mi piacciono molto quelle linee per i dialoghi. Ma è un gusto Segnala il commento

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Messina Giuseppe ha votato il racconto

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Brava!Segnala il commento

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Barbara ha votato il racconto

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Federico D. Fellini ha votato il racconto

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Laure h ha votato il racconto

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Un uomo di 50 anni con una ragazzina di 15 non va bene. È una cosa che però esiste e succede da sempre quindi perché non raccontarlo? Così però a mio parere non va al di là della squallida cronaca. Perché (visto che, oltretutto, quello delle molestie sessuali è un tuo tema ricorrente) non indaghi di più i personaggi? Il male..perché non cerchi da dove nasce? Probabilmente il prete vive un conflitto interiore.. E anche la ragazzina, tra desiderio e disgusto.. Non fermarti alla superficie Segnala il commento

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Clarissa Kirk ha votato il racconto

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Davide Marchese ha votato il racconto

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