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Narrativa

Life Is strange

Pubblicato il 06/09/2021

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"All done, all finished!"Gli dici muovendoti intorno al lettino del CT scanner e premendo il pulsante che lo avrebbe fatto uscire."Oh, well! That was quick!""Very quick. Are you ok? Any problem?""I'm fine, I'm fine.""Great. If so, you can get up."Lo vedi alzarsi a fatica, un po' dolorante, gli metti una mano sulla schiena e lo aiuti a sedersi."Take your time, no rush. If you feel dizzy stay sit for few minutes."Aspetta qualche secondo, poi gira faticosamente le gambe e tenta di alzarsi. In un angolo c'è il suo bastone, lo prendi e glielo porgi."Your stick.""Oh, this is helpful. Thank you."Si riesce finalmente ad alzare e inizia a rivestirsi mentre tu gli dici meccanicamente tutte le informazioni riguardanti i tempi di attesa dei risultati. Pronunci frasi ripetute mille volte, imparate a memoria da un'altra persona allo stesso modo in cui un pappagallo impara delle parole di cui non saprà mai davvero il significato e che ora pronunci come un altoparlante senza nemmeno bene accorgerti di cosa stai dicendo.Quando finisci attendete un attimo nel silenzio, tu lo osservi legarsi i pantaloni alla vita con la cintura, sono talmente larghi da sembrare che stia provando a chiudere un sacco vuoto con una corda."Have you lost weight?""Lots of stones..."Sospira. Non sai cosa dire, hai la cartella in mano con la richiesta - sai come funziona, sai perché spesso le persone sono lì in ospedale e fanno questi esami ma non hai voglia di averne la conferma.I pantaloni ora restano i piedi perché poggiano sulle creste iliache sporgenti dopo che ha chiuso la cintura usando un buco aggiunto a mano, molto distante da tutto gli altri. A quel punto si ferma un attimo e ti guarda:"You know, since I have this I never..."Non capisci la parola,"Sorry, what was that?""Since doctors told me about what I have I never..."Non hai capito di nuovo, nell'evidente imbarazzo e nel tentativo di non dover domandare per la seconda volta di ripetere sorridi prendendo tempo e ci pensi un attimo ma il silenzio dura troppo, lo capisci tu e lo capisce lui, e allora ti arrendi. Sorridi ancora nervoso, scuoti la testa lievemente e porgi l'orecchio,"I'm really sorry, say it again...""Since I have this I never..."Come temevi: non è che non hai capito o non hai sentito, proprio non conosci la parola.Non sai cosa dire, sorridi un poco per l'ennesima volta e provi a mantenere un'espressione che sia accettabile sia in caso si aspetti da te sorpresa, compassione o compiacimento ma ovviamente non basta. Dovresti dire qualcosa, lo vedi che lui se lo aspetta, lo sai ed è giusto che tu glielo dica - che sia conforto o che sia approvazione - ma tu non sai cosa vorrebbe sentirsi dire, vorresti davvero comunicarglielo per dargli la piccola soddisfazione che chi è in quella situazione spesso cerca dagli altri, vorresti tirare fuori il telefono e cercarla sul traduttore ma non puoi e più il tempo passa più la tua espressione si fa patetica e sai di esserlo pure tu - tenti di non fartela colare in faccia, quell'espressione, perché forse non è proprio ciò che vuole vedere o sentirsi dire e intanto lui aspetta fiducioso qualcosa che dava forse per scontato ma che non arriva. Sei inondato da un inatteso dispiacere di essere, nonostante tutto questo tempo e tutti quegli sforzi, bloccato da un pesante paraorecchie di colpevole incomunicabilità e ignoranza; e intanto lui sta aspettando, e ti scruta, e tu sei bloccato.Infine,"I never..."Ripete per l'ultima volta e, ancora, cazzo - ti urli nel cranio-, non capisci."Life is strange..."Conclude da solo recuperando il bastone che aveva riappoggiato al muro; forse si è dato la risposta che cercava, e si incammina verso la porta."Life is strange."Ripeti tu.
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Commenti degli utenti

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Maceto Pobbi ha votato il racconto

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Molto bello! In un breve momento di umanità emerge il piccolo, banale dramma di una parola sconosciuta che si pone come una barriera tra i due, vanificando le buone intenzioni del protagonista. Il mistero della parola ignota permane fino alla fine, lasciando il senso dell’incomunicabilità che spesso si interpone tra gli esseri umani. Ben narrato.Segnala il commento

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Andrea Trofino ha votato il racconto

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Franco 58 ha votato il racconto

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di Ma Chi?

Esordiente
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