Small cover.png?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccountZoom cover

Horror

Lo scantinato

Pubblicato il 01/06/2019

Un buon pretesto per uccidere.

44 Visualizzazioni
15 Voti
Il buio avvolge tutto intorno a me. Un ronzio penetra le mie orecchie, non riesco più a muovere un muscolo. 
Sono morto, penso. 
Lo squittio di un topo e il suo zampettare frenetico mi fanno ricredere.
No, non ancora. Ma allora, dove sono?
L'odore, acre e pungente, di muffa, umidità, vino rosso e gomme sgonfie: lo scantinato.
Goccioline di sudore mi solcano la fronte, e qualcosa sotto di me bagna i miei vestiti. È ovunque, mi pare di essere immerso in una pozzanghera.
Sangue.
Da quanto sono disteso sul pavimento? Non ricordo. Minuti, ore, non ha molta importanza. Sembra che il tempo abbia deciso di fermarsi e prendersi una pausa.
La testa continua a pulsare, il dolore è lancinante. Sento che fa parte di me. Un fuoco mi attraversa il corpo, brucia dall'interno delle mie ossa.
È così che doveva andare? 

Quella sera ero solo, come sempre. Le bambine erano da alcune amiche, le avevo salutate un'ultima volta prima di fare un salto al supermercato più vicino per rifornirmi il frigo: morivo di fame. Pensavo di invitare qualche amico, avevo la serata libera dopotutto. Presi il cellulare, feci per digitare un numero... mi bloccai.

Ah, già. Non ho amici.

Da quando avevo divorziato da mia moglie, nessuno mi aveva più cercato, nè aveva risposto ai miei inviti. Erano sei mesi ormai che mi ignoravano tutti, e quasi un anno dall'ultima volta che vidi Sadie. Dal giorno dell'aggressione.

A Sadie non importava nulla di dividere gli immobili o che le pagassi i viveri. Lei voleva l'affidamento, a tutti i costi.

Ma il giudice disse di no.

Aveva lasciato il lavoro dopo la nascita delle gemelle - voleva crescerle a tempo pieno, era diventata un'ossessione -, così non aveva nessun fondo economico. In più, a seguito di una profonda perizia psichiatrica, venne fuori che soffriva di bipolarità e disturbo ossessivo-compulsivo. Da allora mi furono chiari molti suoi atteggiamenti che in passato collegavo ingenuamente allo stress post-parto: attacchi di ira, manie di controllo, perfezionismo a livelli maniacali; per non parlare delle sue insolite abitudini che prima di sposarci trovavo carine, ora soltanto inquietanti. 

Non fraintendetemi, i suoi modi di fare mi mettevano in soggezione, ma non per questo non l'ho amata. Ero ammaliato da lei. Il suo sorriso un po' malinconico, i capelli ricci color miele e il profumo di lavanda della sua pelle. Mi aveva stregato, per questo passavo sopra a tutto. Fingevo di non vedere.

È facile immaginare che quando ottenni l'affidamento - avevo un lavoro stabile e il mio cervello risultò sanissimo - andò su tutte le furie. Quasi si avventò sul giudice dopo il verdetto. Ma non passò molto tempo prima che aggredì sul serio me.

Quella volta successe all'improvviso, per strada. Si era appostata in un vicolo, e mi aspettava. Neanche il tempo di svoltare l'angolo, e mi ritrovai per terra, le sue mani strette al mio collo.

- BASTARDO! ME LE HAI TOLTE! MI HAI TOLTO TUTTO!

Lo spettacolo durò un paio di minuti, il tempo che arrivasse la polizia e la tenesse in custodia per una notte dietro le sbarre. Lei si scansava facilmente dai passanti che cercavano di fermarla. Non riuscivo ad avere la meglio su di lei. È sempre stata più forte di me.

Quella sera, invece, accadde tutto al rallentatore. 

Parcheggiai nel cortile dietro casa, e decisi di entrare dalla porta sul retro perchè portava direttamente alla cucina. Cercai le chiavi in tasca, nel cruscotto della macchina. Niente. Pazienza, farò il giro largo. Non mi ero accorto che la serratura era scassata, ma notai che la porta d'ingresso era socchiusa. Subito non ci feci caso. Mi capitava di lasciare la porta aperta, in fondo mi fidavo del vicinato.

No. Mi ricordai: quella era un'abitudine di Sadie.

Entrai. I miei passi erano lenti e leggeri, non volevo far rumore. Era tutto troppo silenzioso. Solo il solito laconico gocciolio del rubinetto del lavello.

No. Mi ricordai, di nuovo: la perdita l'avevo bloccata mesi fa. Se gocciola, significa...

Poi, lavanda. Profumo di lavanda per tutto il soggiorno. 

Sadie.

Volevo girarmi, scappare, chiamare aiuto. Sapevo cos'era in grado di fare quella donna. Se mi avesse attaccato, non avrei avuto scampo. Non potevo combatterla. Era al di sopra delle mie possibilità. 

E invece rimasi immobile, pietrificato da quella presa di coscienza. I miei muscoli si irrigidirono uno a uno, il respiro si fece corto, la voce mi si bloccò in gola. 

Infine, sentii le sue labbra umide sul mio collo. Il mio cuore si fermò.

- È finita, Charlie.

Sferzò l'aria con un'ascia, l'arnese mi si conficcò in mezzo alla schiena. Finalmente gridai. Poi lo alzò di nuovo, questa volta mirava alla nuca. Quando il colpo arrivò, mi tramortì soltanto. Era forte, sì, e molto; ma non aveva una buona mira. 

Ancora per metà cosciente, la vidi trascinarmi giù per le scale, diretta allo scantinato. Tirò fuori un paio di manette, mi legò un polso a una tubatura della caldaia e si tenne la chiave. Poi, prima di andarsene, mi diede un calcio negli stinchi e persi coscienza. 

Bastarda, hai vinto.


Logo
4981 battute
Condividi

Ti è piaciuto questo racconto? Registrati e votalo!

Vota il racconto
Totale dei voti dei lettori (15 voti)
Esordiente
15
Scrittore
0
Autore
0
Scuola
0
Belleville
0

Commenti degli utenti

Large fb img 1569582292074.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

MauriRobi ha votato il racconto

Esordiente
Large default

LunaBuia ha votato il racconto

Esordiente
Large default

Kampe ha votato il racconto

Esordiente
Photo

Giacomo Cimmino ha votato il racconto

Esordiente
Large 1556961005612516394346.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

ANNA STASIA ha votato il racconto

Esordiente
Large default

Luca Gramoni ha votato il racconto

Esordiente
Aaue7mdjprqtvvpfxyes0k2krrg5tcwbzu 3dpuojfsz=s50?sz=200

Vittorio Stefanin ha votato il racconto

Esordiente
Photo

apetta71 ha votato il racconto

Esordiente
Picture?width=200&height=200&s=200&type=square&redirect=true

Marco Zanasso ha votato il racconto

Esordiente
Large default

Alexndragneel ha votato il racconto

Esordiente
Large 20210427 022249.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Violeta ha votato il racconto

Esordiente
Large default

Chou Chou ha votato il racconto

Esordiente
Large img 20190103 150448.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Lisa M. ha votato il racconto

Scrittore
Aaue7mbu1eddzc hbujwe03r6wgpgnbtqiwy5dxtf2mvmg=s50?sz=200

GattAlik ha votato il racconto

Esordiente
Large default

Etis ha votato il racconto

Scrittore
Aoh14gjtphz7d7wlm6irkdkdnt0yvxtdjlwwypb5gbkyjw=s50?sz=200

di Inazuma Yoru

Esordiente
Bellevilletypee logo typee typee
Lascuola logo typee
Bellevillefree logo typee
Bellevillework logo typee
Bellevillenews logo typee