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Narrativa

Luce nel buio

Pubblicato il 16/06/2021

La mamma era un sole a metà, il papà un'eclissi lunare. I nonni erano le stelle. Lavinia invece era tutti i colori.

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Il pastello calcò il foglio con una linea curva che si interruppe a metà strada; Lavinia fissò la punta blu, spezzata, rotolare sulla superficie bianca e atterrare sulla moquette del salotto. Non le piaceva quella moquette, ogni volta che si alzava di notte per andare a fare la pipì sfregava sotto i piedi nudi come una spugna. Alzò lo sguardo quando una grassa risata bucò lo schermo della tv. Quei signori si stavano facendo degli scherzi, ma non aveva capito bene perché continuava a distrarsi con i disegni e i colori. Afferrò un altro pastello, il rosso era il suo preferito e si vedeva da come fosse ancora nuovo, con la punta quasi intonsa e posizionato sopra tutti gli altri, il più importante. Sembrava il rossetto della mamma nei suoi giorni sì, quello che dipingeva labbra sorridenti e che si confondeva con alcuni dei fiori che amava curare nel giardino. A volte si avvicinava alla grande finestra vetrata e faceva finta di essere lei a colorarli con le sue matite, immaginando di avere una tela infinita davanti. Continuò la linea interrotta e si perse di nuovo nel suo mondo, finché non sentì la mamma muoversi dal divano: aveva cambiato posizione, stringendosi la vestaglia al petto.

«Hai freddo?» le chiese in un sussurro. Il volto della mamma si mosse appena in segno di diniego, illuminato dal neon intermittente della televisione. Si alzò lo stesso, andandole a prendere un plaid dalla sua stanza.

«Perché non dormi?».

Dovette abbassarsi per sentire la flebile domanda della madre e il suo respiro le soffiò nell’orecchio, solleticandola. Alzò le spalle e le sistemò la coperta addosso.

«Così».

In realtà non le piaceva stare da sola nel lettone. Era tranquilla solo quando, sotto le coperte, allungava i piedi e sentiva il calore delle gambe della mamma. E poi, dopo cena si era messa a leggere tante carte e aveva tirato fuori quel barattolo, quello con il tappo rosso. Era da tanto che non lo vedeva. L’ultima volta era successo un gran caos, era uscita da scuola e il nonno le aveva detto che la mamma era in ospedale; visto che sarebbe stata qualche giorno con lui, erano passati da casa a prendere le sue cose. E l’aveva visto, quel barattolo, per la prima volta da vicino, sul tavolo, non dalla mensola alta del bagno. Non sapeva perché, ma la mamma ogni tanto aveva i giorni sì ed ogni tanto i giorni no. I giorni sì erano i migliori perché si svegliava prima di lei e le preparava i pancake oppure uscivano presto per andare a prendere una brioche al bar. Qualche volta segretissima saltavano la scuola e andavano in macchina fino al mare a scattare foto e ridere tantissimo, un giorno avevano riso fino alle lacrime. Nei giorni no invece non sempre si alzava dal letto e quando lo faceva era triste e camminava lentamente anche dentro casa. Non la aiutava a fare i compiti e non cucinavano insieme. Lavinia aveva imparato a riconoscere i giorni no e allora stava zitta come un topolino perché non voleva darle fastidio, però era attenta a stare sempre con lei perché non voleva che piangesse. Tornò ad inginocchiarsi davanti ai suoi fogli, ma non le piacquero più. Forse avrebbe preso i cartoncini per fare delle forme e tagliarle. Poco dopo però, uno sbadiglio le fece poggiare la testa sulla moquette e fissò al contrario le immagini veloci e luminose, le figure felici cominciarono a mischiarsi, i contorni divennero più sfocati e ben presto si persero nel buio delle sue palpebre addormentate. Fu per questo che non si accorse di una figura alle sue spalle, nel giardino fiorito, che fissava sua madre attraverso il vetro.


Sentì qualcosa sui capelli. Un soffio di vento o una carezza. Faticò ad aprire gli occhi, ma l’aria fredda che si infilava sotto il pigiama la spinse a svegliarsi definitivamente. La mamma ha spento la tv, fu questo il primo pensiero coerente che si affacciò tra gli ultimi brandelli di sonno. Si strofinò un occhio e si tirò su, volgendo la testa verso la finestra. I colori della prima alba tingevano il cielo, ancora troppo deboli per inondare la stanza.

«Lavinia».

Sussultò e si voltò di scatto verso la voce.

«Papà» mormorò stupita. Non lo vedeva da tanto, uno, due, tre mesi. Non se lo ricordava, il tempo le scorreva sempre veloce e c’era la scuola, i compiti, le sue amiche e la mamma. Doveva occuparsi della mamma.

«Andiamo, tesoro. Vieni con me».

Lavinia lo fissò, sbattendo le palpebre e non rispose, cercando di affrontare quella situazione surreale. Forse era un sogno. Fu solo in quel momento che Lavinia spostò lo sguardo sulla madre e vide il suo volto stordito, la bocca semiaperta, gli occhi spalancati. Muta, vuota.

Un sogno, un sogno. Era solo un sogno.

Qualcosa dentro di lei si agitò come un cigno intrappolato in un cespuglio di rovi, ma non comprese del tutto. Un paio di lacrime le rigarono le guance, ma non riuscì a muoversi.

Di nuovo qualcosa tra i capelli, la mano di suo padre.

Per qualche motivo le affiorò una consapevolezza: forse era suo padre a curare i fiori tutte le notti.

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Cara Sarah_8, il tuo racconto è stato commentato da Matteo B. Bianchi per la rubrica "Lo scrittore che legge". Guarda il video su BellevilleNews.Segnala il commento

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blu ha votato il racconto

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Sofiabb ha votato il racconto

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Andrea Trofino ha votato il racconto

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Jean per Jean ha votato il racconto

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giumer1972 ha votato il racconto

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Silvia Lenzini ha votato il racconto

Scrittore

Benvenuta, ottimo esordio! (se hai voglia dai uno sguardo al mio racconto Tre anime, ha molto in comune con questo tuo).Segnala il commento

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Sonia A. ha votato il racconto

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Violeta ha votato il racconto

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Bello Segnala il commento

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Katzanzakis ha votato il racconto

Scrittore

Commovente. E scritto con grande lirismo.Segnala il commento

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Loretta 68 ha votato il racconto

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doktor ha votato il racconto

Scrittore

un esordio alla grande.Segnala il commento

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Kenji Albani ha votato il racconto

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Sofia Nebez ha votato il racconto

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Lorenzo V ha votato il racconto

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Editor
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Clarissa Kirk ha votato il racconto

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Giampiero Pancini ha votato il racconto

Scrittore

Piaciuto. BenvenutaSegnala il commento

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Davide Marchese ha votato il racconto

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Esmeralda ha votato il racconto

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Annacod ha votato il racconto

Esordiente

Piaciuto, un racconto a mio parere ben scritto e un bel finale Segnala il commento

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Zoyd Gravity ha votato il racconto

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Benvenuta Segnala il commento

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Urbano Briganti ha votato il racconto

Esordiente
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Tella ha votato il racconto

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di Sarah_8

Esordiente
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