leggere e scrivere online
Small cover.png?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccountZoom cover

Horror

Madeleine

Pubblicato il 07/08/2019

Un parco giochi di notte, e una bambina che osserva.

31 Visualizzazioni
9 Voti

Un parco giochi, la notte, è un posto buio e vuoto. Senza bambini, né adulti che ci fanno sport, anziani che si riposano sulle panchine, i tipici frequentatori diurni. Senza nemmeno il classico pubblico notturno, quello che si concentra nelle ore della sera e precedenti la notte vera e propria: adolescenti, riuniti in capannelli o da soli, che passano il tempo a guardarsi l’un l’altro, a volte a parlare, con qualche sigaretta che passa e magari anche qualche bottiglia.

Un parco giochi nel pieno della notte è vuoto, privo di scopo, senza nessuno che possa dare un senso alle panchine, agli scivoli, alle altalene le cui catene cigolano sinistramente, spinte dal vento.

È triste, aspettare qui. È come aspettare di tornare ad avere un significato. È come desiderare ardentemente avere un posto nel mondo, senza avercelo, e dovere aspettare che siano altri a conferirtelo, anziché alzarti e prendertelo. È triste, solitario e molto, molto noioso.

Madeleine, in realtà, ci è abituata. Non ricorda quando è stata la prima volta che si è svegliata qui, e quanto esattamente lunga sia la serie infinita di notti che vi ha trascorso. Sa solo che vi resterà ancora molto, molto altro tempo.

Non la preoccupano il vento freddo, il cigolare delle catene nel buio, i lampioni che smettono di funzionare proprio quando lei arriva. Appena si affaccia nel parco, quelli iniziano a tremolare. Madeleine fa un giro sulla giostra, si dà qualche spinta sull’altalena, e quando scende ogni luce è ormai sparita. Madeleine aspetta per tutto il resto della notte, al buio, per la maggior parte del tempo seduta su una panchina, le mani giunte in grembo e le dita che ogni tanto lisciano pieghe inesistenti sul grembiulino bianco.

Ad un certo punto, quasi ogni volta, qualcuno attraversa la strada deserta ed entra nel parco, nonostante sia notte, e di notte nessuno dovrebbe avere motivo di entrare in un parco giochi buio e vuoto.

Madeleine si nasconde dietro la panchina e osserva, curiosa. Chi viene qui è sempre un adulto, un adulto qualsiasi. Alcuni hanno la barba, altri no, alcuni sono uomini, altre donne, e tutti hanno la stessa espressione sul volto. Il colore degli occhi è spesso diverso, ma Madeleine vi legge dentro sempre le stesse tre cose: paura, rabbia, disperazione. Se ce n’è una, le altre due non mancano mai. Madeleine ha assistito ad abbastanza episodi di questo tipo per saperlo con certezza.

L’individuo che entra nel parco è sempre magro. Se non è magro, ha il viso gonfio dall’ansia. Molto spesso si muove a scatti, e si trascina sempre dietro un’altra persona, generalmente priva di sensi. Madeleine guarda da dietro la panchina il nuovo arrivato, assiste silenziosa al rito che seguono tutti: il corpo privo di sensi viene disteso sul tavolo da ping-pong, a volte invece sulla giostra; poi, l’individuo sfodera un coltello, la lama balena nel buio, catturando non si sa quale luce, e affonda nella gola o nel petto del corpo disteso.

A volte l’individuo con il coltello nella mano piange. A volte sta già piangendo quando solleva il coltello in alto sopra di sé, e Madeleine si chiede se ad illuminarne la lama siano quelle lacrime.

Il corpo disteso, generalmente, non emette suoni. Forse è capitato che fosse già morto, e Madeleine non se ne è accorta. Il suono del coltello che penetra la carne ed il risucchio che produce quando viene estratto e poi riaffonda si mischiano al cigolare delle catene dell’altalena.

Madeleine preferisce quando è così, quando il corpo non si sveglia, non si dibatte, non piange, non grida, non rantola. Quando non lo vede lottare contro il coltello e la mano che calano, quando nessuno insegue e nessuno cade, incespicando inevitabilmente sempre prima di avere raggiunto la soglia del parco giochi, solo per essere raggiunto e finito sull’erba verde scuro.

Quando assiste a queste fughe malriuscite, Madeleine rimane sempre piuttosto turbata. Quando anche l’assassino smette di piangere e si accascia sul corpo già freddo, a terra, e smette di muoversi, Madeleine torna a sedersi sulla sua panchina. Si liscia pieghe che non esistono sul grembiule immacolato, e si chiede, perché mai tutti questi morti, una notte dopo l’altra? Cosa impedisce alle vittime di fuggire alla loro fine? È forse il parco giochi stesso, ad esigere un doppio sacrificio, quasi ogni notte?

Madeleine, capelli biondi come l’oro legati in codini che cadono in boccoli, Madeleine, visino pallido e bocca rosa, Madeleine, grembiulino immacolato e vestitino blu scuro stirato alla perfezione. Madeleine, scarpette nere lucide di vernice, Madeleine perfetta come è stata deposta nella bara, quando la mamma ha insistito per deporvela di persona, la ferita al petto senza più sangue da versare, dopo essere stata rapita da casa da un pazzo e uccisa nel parco dove amava giocare.

Madeleine, piccolo fantasma affamato di sangue, feroce vendetta di uno spirito di bambina, nemmeno è consapevole di starla esigendo. 

Logo
4914 battute
Condividi

Ti è piaciuto questo racconto? Registrati e votalo!

Vota il racconto
Totale dei voti dei lettori (9 voti)
Esordiente
6
Scrittore
3
Autore
0
Scuola
0
Belleville
0

Commenti degli utenti

Large forrestgump.png?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Jean per Jean ha votato il racconto

Scrittore
Large img 1431.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Paolo Sbolgi ha votato il racconto

Esordiente
Large b4f01faa 7950 43d1 b364 5c1377b2667d.jpeg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Phi ha votato il racconto

Scrittore

Non male lo stile, anche se “starla esigendo” è meno elegante del resto... però continua così!Segnala il commento

Large img 20190913 wa0003.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Laura Chiapuzzi ha votato il racconto

Esordiente

Un horror prevedibile . Forse si poteva lavorare in pò di piu sul finaleSegnala il commento

Large 20190803 142034.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Violeta ha votato il racconto

Esordiente
Large default

esteban espiga ha votato il racconto

Esordiente
Editor

tema così trito che hai corso un rischio. l'unica via era la semplicità. l'hai seguita: brava. "consapevole di starla esigendo" è brutto.Segnala il commento

Large dada.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Davide Marchese ha votato il racconto

Esordiente
Large default

Etis ha votato il racconto

Esordiente
Large garry stretch of circus of horrors .jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Lorenzo V ha votato il racconto

Scrittore
Large default

di Elena_Vere

Esordiente