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Narrativa

Mercurio

Di MUSING LAIR - Editato da Francesco Scappini
Pubblicato il 14/10/2021

Una società che non sa sfruttare il potenziale dei propri giovani è una società destinata a morire. Questa è la società che incontriamo sul pianeta industriale Youter dove una ragazza o un ragazzo con troppi sogni sono considerati individui malati e da sottoporre a cure per renderli "normali".

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Quando ricevetti la notizia di essere stato ammesso all'accademia di Nuova Gerin pensai fosse stato troppo semplice, soprattutto per uno come me che aveva vissuto gli anni della scuola secondaria preparatoria, e ancor prima quelli della primaria, con estrema difficoltà. 

La Nuova Gerin era stata fondata da un potente industriale che, in uno dei suoi viaggi, era rimasto colpito dalla ricchezza e la maestosità di una biblioteca costruita nelle mura di una città, su un remoto pianeta di nome Herzen. Si diceva, e lo raccontava spesso nei suoi libri, che la struttura custodisse le memorie della galassia, compresi tantissimi racconti di fantasia che parlavano di elfi, nani e vampiri. Non ho mai sentito parlare un adulto di questi argomenti, mai nessuno che parlasse di fiabe, anche solo per svago. In effetti, gli adulti non parlano neanche dei propri sogni. Non è mica un reato, eppure se lo fai, tutti ti guardano male. 

Da bambino, come vi ho già raccontato, mi capitava di essere ripreso quando i miei giochi andavano oltre le regole. "Ognuno ha il suo ruolo, Saito; l'orso di peluche non può salire sulla moto di Yukan-san. Se qualcuno oltrepassa i propri compiti arreca un danno agli altri e questa non è una cosa bella", mi disse una volta mia madre ed io smisi di giocare anche se non capii. Mi vergogno un po' ad ammetterlo ma, anche oggi, ho difficoltà a comprendere quelle parole. 

Noi giovani siamo, fin dall'infanzia, spinti a trovare un ruolo. È una pressione continua. Non sono pochi i ragazzi e le ragazze che iniziano a sentirsi sbagliati ed inadeguati soprattutto dopo che sopraggiunge l'adolescenza, periodo in cui gli insegnanti diventano intransigenti verso chi non mostra decisione verso il proprio futuro. In certi casi, tutto diventa insopportabile, c'è chi si convince di essere un incapace e un peso per la società decidendo di porre fine alla propria esistenza. È di poco tempo fa la notizia della morte di una ragazza suicida, figlia della famiglia più importante nell'industria della moda, nelle condutture di uno degli stabilimenti del marchio Churippu. C'è da dire che questo episodio è balzato ai titoli dei quotidiani proprio perché si tratta della rampolla Churippu, ma il numero dei giovani che si tolgono la vita quotidianamente è inquantificabile. Tutto ciò passa come selezione naturale. Mi tremano le mani nello scrivere queste due parole, non ha senso. Come può una società essere piena di contraddizioni fino a questo punto. Siamo uno dei mondi più industrializzati, dove per vedere un solo albero bisogna andare nei vivai privati, e ci ritroviamo a giustificarci con la scusa della selezione naturale quando alla natura abbiamo detto addio da secoli? Per non parlare poi di chi prova ad esprimersi attraverso l'arte. Vi potrei raccontare la vicenda di Bushi, il mio amico della scuola che frequentai tra gli otto e i dieci anni. Fin da piccolo aveva problemi a parlare con gli altri bambini ma riusciva a comunicare in un modo sorprendentemente efficace attraverso i suoi disegni. Inutile dire che per questo si ritrovava sempre in punizione e discriminato dai suoi coetanei. Segretamente, coltivò il suo talento, ma ciò entrava in conflitto con la vita quotidiana fino a che non raggiunse un punto di rottura e prese a fregarsene di tutto: iniziò a decorare, con la sua arte, le grigie pareti delle industrie. Di lì a poco venne marchiato come suigin, "mercurio" nella lingua universale, appellativo che andava a sostituire il cognome, e, dopo alcuni mesi, lo prelevarono per essere portato in un centro di ripristino. Ricordo che scomparve da un giorno all'altro senza lasciare nessuna traccia. Ci rimasi male ma poi capii e lo ritrovai. 

Bastò un libro, un dannatissimo libro e diventai mercurio anche io. Dopotutto lo dice il nome stesso, suigin, un metallo liquido che se provi a prendere con le dita fugge via. Scrissi un volume pieno di domande, solo domande ma, evidentemente, scomode a chi vuole rendere i liquidi solidi. Non diventerò mai un blocco di ferro inerme di fronte alle intemperie, io sono suigin e lo sarò ad ogni costo perché ciò mi rende libero. Non so se queste saranno le mie ultime parole. Ho visto in che condizioni si trova ora Bushi. Lo hanno spento. Chissà se ancora arde la fiamma della sua arte nonostante quello che ha passato. 

Ieri sono passati nella mia stanza, o forse dovrei dire cella, e mi hanno portato davanti ad un olo-medico. Dai suoi occhi traspariva pietà, non voleva farmi del male e non era lì per curarmi, doveva solo apporre un timbro sulla mia scheda che mi avrebbe permesso di accedere alle "terapie". Hanno intenzione di ridurmi come Bushi. Ho paura. Voglio tornare a casa, non scriverò mai più niente. RINUNCIO AI MIEI SOGNI. Datemi un ruolo come gli altri. Voglio tornare a respirare. Morire... No, sto già morendo. Ci stanno riuscendo. Questi pensieri non sono i miei. Sono mercurio. Devo vivere, voglio farmi travolgere dalle emozioni e far percorrere a Bushi la sua strada. Io sono argento VIVO. 

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SavageKurtain ha votato il racconto

Esordiente

Bello, mi è piaciuto. Però, forse sono io che non l'ho capito bene, ma il passaggio della trama dall'inizio dove deve andare nell'accademia per poi ritrovarsi improvvisamente nella cella non si capisce molto bene, sembra un po' ambigua. Da una parte sembra che la parte dell'accademia sia il tempo presente e il resto un flashback, ma dall'altra sembra che la parte della cella sia proprio l'accademia e il tempo è in progressione continua, quindi l'accademia è solo una copertura e in realtà alla fine lo portano in cella. Segnala il commento

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Tella ha votato il racconto

Scrittore
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Silvia Lenzini ha votato il racconto

Scrittore

Il soggetto è interessante e scritto con forza. Più attuale che fantascientifico, purtroppo. Ah, benvenut!Segnala il commento

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palu ha votato il racconto

Esordiente

Mi è piaciuto. il soggetto, benché contestualizzazo in una ipotetica società del futuro, è piuttosto aderente per alcuni aspetti anche a quella contemporanea. E offre interessanti spunti di riflessione. Ci sono elementi migliorabili, a mio avviso: alcuni passaggi un po' troppo spiegati (più che raccontati dal personaggio); e credo che non risulti evidente cosa la società si aspetta dai giovani con l'espressione "spinti a trovare un ruolo". Anche l'artista è, per così dire, un ruolo, ma come racconti non gradito (se non addirittura da rinnegare), quali sono invece i ruoli auspicati? Grazie per la lettura, PaoloSegnala il commento

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Franco 58 ha votato il racconto

Esordiente

Argomento interessante...Segnala il commento

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. ha votato il racconto

Esordiente

Intenso e simbolico Segnala il commento

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di MUSING LAIR

Esordiente
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