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Non-fiction

«Mi sdraio sul prato del parco, l’erba mi solletica le braccia»

Pubblicato il 03/01/2022

Buoni propositi per il 2022.

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10 Voti

«Mi sdraio sul prato del parco, l’erba mi solletica le braccia.»

Cosa avete immaginato?

Avete immaginato il Personaggio nell’atto di sdraiarsi su un prato. Il Personaggio compie un’azione, per semplice che sia, e poi arriva una percezione tattile, il (leggero) solletico provocato dal contatto tra l’erba e le braccia (che tutti noi abbiamo sperimentato almeno una volta, e quindi non fatichiamo a simulare nella nostra testa quando lo leggiamo). È una struttura tipica: l’azione genera una conseguenza che si manifesta sotto forma di percezione (e la percezione, a sua volta, induce spesso un pensiero, per cui la frase successiva dovrebbe essere una qualche riflessione del personaggio coerente con il flusso narrativo).

Questo è ciò che avete immaginato, giusto? Ma in realtà, senza accorgervene, avete immaginato molto di più.

Perché se l’erba mi solletica le braccia, allora vuol dire che sto indossando una maglietta sbracciata. Il testo non dice nulla su come è vestito il Personaggio, e del resto sarebbe una scelta stilisticamente infelice mettersi lì a dettagliarne l’abbigliamento (abbiamo capito – spero – che lo “stile carta d’identità”, basato su un affastellamento di cose e fatti, proprio non funziona). E tuttavia non può che essere così o quanto meno è a questo che viene naturale pensare: il Personaggio indossa qualcosa – viene da presumere una maglietta – che gli lascia le braccia scoperte.

C’è di più. Se l’erba mi solletica le braccia, e se quindi indosso una maglietta sbracciata, allora con ogni probabilità è una bella giornata di sole, probabilmente di primavera, perché è esperienza comune andare nei parchi, vestiti leggeri, nelle belle stagioni. Ma nella frase in sé non c’è nulla che si riferisca al periodo dell’anno (e, di nuovo, sarebbe un suicidio artistico mettersi lì a progettare un incipit meteorologico, con una minuziosa descrizione di sole, vento, aria, nuvole, e magari persino un’irreale indicazione della temperatura, di cui non è mai fregato niente a nessuno).

Capito il giochino, sì? Il testo (il parco, il solletico alle braccia) genera un primo livello di sotto-testo (maglietta sbracciata) che a sua volta ne genera un secondo (è primavera). E magari, nel seguito, arriveranno altri due o tre elementi a corroborare questa intuizione, che a loro volta produrranno altro sotto-testo, e così via per l’intero testo.

La scrittura di narrativa funziona così, con questa economicità dello stile: si parla col sotto-testo, molto più che col testo; è in questo modo – e solo in questo modo – che il lettore partecipa al testo, e che può e deve essere lasciato libero di immaginare.

Quanto sotto-testo ha generato il mio testo?

Chi non si pone questa domanda, semplicemente non è uno scrittore di narrativa.

Può filosofeggiare quanto vuole sullo scrivere, sul bello scrivere, sullo scrivere “altro”, sui millemila perché per cui si si scrive, e poi girare rigirarsela come vuole, tutte le volte che vuole, ma il fatto non cambia: non è uno scrittore di narrativa.

Gli scrittori di narrativa usano il testo per generare sotto-testo.

Provateci anche voi, nel 2022.

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Commenti degli utenti

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Graograman ha votato il racconto

Scrittore

L'erba mi solletica le braccia... volendo perché dici che è disteso? difficile l'erba in verticale. Sintesi e non detto. Ma attenzione a non affaticare troppo il lettore. Leggo racconti eccessivamente allusivi. Bisogna tenere conto del tempo di lettura. La misura... è questa che fa la differenza.Segnala il commento

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mariviendalmare ha votato il racconto

Esordiente
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Imago ha votato il racconto

Esordiente
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Andrea Trofino ha votato il racconto

Esordiente

Io ho pensato all'erba che si muove da sola e che poi divora il Fabiani che si è sdraiato :D Segnala il commento

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Roberta ha votato il racconto

Scrittore

fossi in te scriverei addirittura «Mi sdraio sul prato, l'erba mi solletica le braccia» e solo dopo allargherei l'inquadratura al resto del parco - mi sembra ancora più economico, e più cinematografico, ed eviteresti l'allitterazione di "Prato del Parco" che forse cattura troppa attenzione.Segnala il commento

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Italo ha votato il racconto

Scrittore

Per i scrittori di narrativa è giusto il concetto, io vado sul visionario il surreale. Allora la persona sdraiata sul parco potrebbe stare sull'erba color viola, in un parco di Sirio e mentre le le braccia sono solleticate guarda cadere meteoriti a forma di padelle. E sull'erba vermetti cibernetici a forma di losanga. Tutto dipende dal punto di vista, la fantasia, la visione dello scrittore.Segnala il commento

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omALE ha votato il racconto

Esordiente

Continua dare lezioni interessanti sulla Tecnica ma manca ancora qualcosa per andare oltre e superare l'sercizio di tecnica e stile Ma questo qualcosa non si può insegare è una piccola parte forse solo un 5% ma che segna la grande differenza Segnala il commento

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Tella ha votato il racconto

Scrittore

Lettura interessanteSegnala il commento

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Jean per Jean ha votato il racconto

Scrittore

Su testo, sotto-testo, e sotto-sotto testo, e via dicendo ne siamo coscienti. Ho molti dubbi nel definire ciò che è buono e ciò che non lo è. Se fosse solo questione di regole sarebbe fin troppo banale. C'è sicuramente qualcos'altro, una "sensibilità" (artistica non solo tecnica) che trasmessa attraverso la scrittura emoziona e diventa buona narrativa. Segnala il commento

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Davide Marchese ha votato il racconto

Scrittore

Quando proponi letture di questo genere, con questa educazione culturale, sono felice di seguirti Signor Fabiani. Segnala il commento

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di Signor Fabiani

Esordiente
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