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Fantastico

Missione di Salvataggio

Pubblicato il 03/07/2020

what-if scenario

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“Nonno Willie raccontaci ancora di quella volta che si guastò la tua astronave”

“E va bene ma poi in branda, promesso?”

“Si si promesso, nonno”

“Venite qua vicino al fuoco, comincia a rinfrescare " 

I due bambini si rannicchiarono sul rugoso tronco divelto e, con il mento stretto fra le manine, fissarono impazienti l’uomo attraverso le fiamme che danzavano nella brezza della sera. Il veterano vantava ancora il fisico atletico forgiato da una vita di duro addestramento. Rientrato appena l'anno precedente da una missione sulla ISS a bordo della Crew Dragon di Space X, oltre a due expedition sulla Stazione Internazionale aveva all'attivo diverse missioni STS per un totale di 457 giorni, 2 ore e 46 minuti nello spazio. Come fanno i nonni, sorrise dolcemente ai nipoti e iniziò la storia.

“Ci dissero che al decollo qualcosa era andato storto, si era danneggiato il rivestimento termico sull’ala sinistra. Sapevamo che accadeva spesso, non eravamo preoccupati. Rick, per precauzione, inviò richiesta al direttore di volo per una EVA. Meglio dare una controllatina, disse. Avevamo a disposizione due tute per le attività extraveicolari. Uscimmo Dave ed io. Purtroppo la navetta quella volta era priva del braccio robotico, ci arrangiammo utilizzando la scaletta della cabina. Raggiunto il bordo dell’ala, constatammo che il danno risultava più grave di quanto ci aspettassimo. Una volta rientrati contattammo subito Houston. In un primo momento ci dissero che non dovevamo preoccuparci, che era già successo altre volte, che non c’era nessun rischio. Ma quando si decisero a puntare sull'ala il satellite-spia, si resero conto che non ce l’avremmo fatta a rientrare con lo scudo termico in quelle condizioni. Allora studiarono un piano, il più folle e audace piano della storia della NASA”.

“Era una cosa da matti vero nonno?”

“Si piccolo, c’erano altissime probabilità di fallimento. Migliaia di eventi sarebbero potuti andare storti. Ma qualcuno fu abbastanza intrepido da prendersi la responsabilità di quella decisione”

“Ma tu non avevi paura, vero nonno?”

“I miei compagni mi davano coraggio, volevamo tornare a casa a tutti i costi. Questo ci diede la forza per affrontare il piano pazzesco che avevano inventato”

Gli occhi dei due bambini si spalancarono ancora di più al di sopra delle guance schiacciate fra le manine. L’uomo mimò un viso preoccupatissimo, era il punto più atteso del racconto.

“Il piano prevedeva una missione di recupero da parte di un' altra navetta”

“Ohhhhh…” esclamarono i nipotini estasiati e impauriti allo stesso tempo.

“Prepararono in fretta e furia una delle navette gemelle e la lanciarono nello spazio. Trascorsero un bel po' di giorni e su da noi l’aria cominciava a diventare irrespirabile”

“Ma la navetta arrivò in tempo perché erano vostri amici e volevano salvarvi, giusto nonno?”

“Certamente, arrivarono appena in tempo. Posizionarono il loro hangar sotto il nostro hangar. Non fu facile trasportarci tutti e sette”

“Perché non avevate abbastanza tute, giusto nonno?”

“Esatto. Due nostri soccorritori uscirono nel loro hangar per aiutarci a trasbordare sulla navetta di recupero. Andammo due alla volta, tranne Rick, che era il Capitano e uscì per ultimo. Eravamo stanchi perché non avevamo respirato bene per giorni"

“A cosa pensavi nonno?

“Quando uscii vidi uno spettacolo che non dimenticherò mai: due navicelle gemelle con i loro hangar aperti uno rovesciato sopra l’altro a pochissimi metri di distanza che sfrecciavano all’unisono in orbita intorno alla Terra sullo sfondo Blu degli oceani. Pensai che ero fortunato ad essere lì, un miracolo impossibile si stava avverando sotto i miei occhi. Gli esseri umani sono capaci di imprese talmente folli da cambiare il destino, anche quando tutto sembra perduto. Il piano assurdo stava funzionando a dispetto delle probabilità a sfavore”

“Bisogna sempre provarci, vero nonno?

“Si piccoli, se una cosa è abbastanza importante bisogna crederci, qualunque siano le probabilità di successo”

Lo sguardo dell’uomo si alzò verso il cielo stellato, ripensò a quegli attimi magici, quando fu riportato a casa.

“Adesso tutti in tenda, domani sarà una bellissima giornata”.

Lo Space Shuttle Columbia esplose in fase di rientro l'1  febbraio 2003. Il CAIB, Columbia Accident Investigation Board, chiese alla NASA di formulare l’ipotesi di un piano di salvataggio nel caso in cui si fossero resi conto immediatamente dell'entità del danno subito dal Columbia al decollo. Il piano prevedeva che l’orbiter gemello Atlantis raggiungesse il Columbia e portasse in salvo l’equipaggio. Ma la NASA non fece ispezionare l'ala sinistra tramite un’EVA o un satellite militare, decisero di rischiare il rientro senza ulteriori accertamenti.

Questa è una storia dei "se" , di una linea temporale alternativa, di un piano di recupero mai attuato. L’uomo che la racconta è William C. McCool, Pilota del Columbia nella missione STS 107, al suo primo e unico volo. Tempo nello spazio: 15 giorni, 22 ore e 20 minuti.

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Urbano Briganti ha votato il racconto

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Jean per Jean ha votato il racconto

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Avalon ha votato il racconto

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Vorrei tanto incontrare chi, nell'altra realtà, sta raccontando le cose come vanno nella nostra e dirgli di smetterla. Perché a me non piace proprio come le sta raccontando. Fosse possibile!Segnala il commento

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Giorgia Nicolini ha votato il racconto

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Helena ha votato il racconto

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Fab McCraw ha votato il racconto

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Il Verte ha votato il racconto

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Sei davvero spigliata, intraprendente, soggetto molto interessante. I dialoghi mi sono piaciuti. Mi sa che ne vedremo delle belle con i tuoi pezzi Segnala il commento

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Silvia Lenzini ha votato il racconto

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blu ha votato il racconto

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Tella ha votato il racconto

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Adriana Giotti ha votato il racconto

Scrittore

La "linea temporale alternativa" è quella che tracci tra la realtà e i "se". È ancora vivo nella memoria l'incidente dello Shuttle Columbia. Poche ore prima di partire Willie aveva rilasciato un'intervista in cui accennava a Imagine di John Lennon, la sua canzone preferita.Segnala il commento

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Andreasololettore ha votato il racconto

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Violeta ha votato il racconto

Esordiente

Adoro i tuoi racconti :)))Segnala il commento

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Amid Solo ha votato il racconto

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Federico D. Fellini ha votato il racconto

Scrittore

Ottima l’idea è sempre solida la scrittura anche se forse il dialogo appare talvolta un po’ forzato e non del tutto credibile Segnala il commento

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carlomariavadim ha votato il racconto

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Sì, gradevole!Segnala il commento

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Sofia Nebez ha votato il racconto

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di Clarissa Kirk

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