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Romance

Momenti di felicità inattesa

Pubblicato il 24/06/2022

Dopo anni passati a ricostruire certezze distruggendo ricordi, si sente l’impellente bisogno di un cambio di direzione improvviso

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Ci sono strade che conducono alla salvezza o alla perdizione o, più banalmente, strade che avvicinano e altre che allontanano. Bruciando un rosso e due stop, Luca riuscì nell'impresa di arrivare con solo sette minuti di ritardo all’appuntamento con Anna. Come da tradizione, lei lo aspettava davanti al portone di casa, senza trucco e con una massa di ricci indomabili. I convenevoli si sprecarono, sembravano due sconosciuti al primo appuntamento che cercano di offrire la migliore immagine di se stessi. In realtà, si conoscevano da anni e sapevano tutto l’uno dell’altra. Considerando che era una calda serata di giugno, Anna propose di andare in una gelateria sorta all’interno del parco di Monte Urpinu. Alcuni amici le avevano detto che facevano dei gusti buonissimi e Luca, dopo un breve tentennamento, si lasciò convincere. Quel posto era affollato come un autobus all'ora di punta e l'attesa prima di potersi sedere li portò a interrogarsi più volte sulla voglia di restare quando, una cameriera indicò un tavolo che si era appena liberato. Alla fine, le coppe della gelateria Tropicale si rivelarono decisamente abbondanti, ricche di decorazioni e, cosa più importante, molto gustose. Pagato il conto, decisero di camminare lungo i vialetti del parco. I loro passi seguivano i saliscendi alberati lungo un percorso tappezzato di ricordi in agguato a ogni angolo. A circa trecento metri, ecco la “loro” panchina. Da ragazzi sceglievano sempre quella perché Luca sosteneva fosse la più stabile del parco. Decisero di sedersi e Anna iniziò a parlare mentre le sue dita, giravano nervosamente tra i capelli.

«Lu, sei felice?»

«Cos'è la felicità? Forse è un'ipotesi destinata ad avverarsi quando non la cerchiamo e io, ho smesso da tempo. E tu invece, sei felice adesso?»

«Io credo che la vera felicità l'ho provata solo con te. Sono arrivata a odiarti per il dolore che ho provato, nella mia mente erano rimaste unicamente le esperienze negative del nostro rapporto. Ho voluto staccarmi da te per chiudere un capitolo della mia vita e cominciarne un altro. Volevo stare bene e per un certo periodo ci sono riuscita ma quando ho cercato l'amore, non l'ho mai trovato perché il vero amore l’ho vissuto con te. Solo tu mi ha fatto sentire importante, piena di qualità e bella come non sono. Sarebbe bello tornare indietro ma, adesso è tardi. No Luca, neanch’io sono felice.»

«In tutti questi anni, ti sei mai chiesta perché non ha funzionato?», disse Luca dopo un profondo respiro.

«Ho perso il conto, forse un milione di volte. E tu?»

«Un milione più uno.»

«E ti sei dato una risposta?»

«No, mi sono sempre fermato alla domanda, io vivo di domande senza risposte.»

Mentre parlavano, lo spazio che li separava diventò minimo tanto che le loro spalle potevano toccarsi. Con un movimento calmo e dal sapore antico, Anna si sdraiò sulla panchina poggiando la testa sulle ginocchia di Luca. Fu come compiere un viaggio nel tempo, a una sera d’agosto del 1985, in riva al mare, quando per la prima volta Luca assaggiò il sapore delle labbra di Anna. Senza avere il tempo di capire se quella che stavano percorrendo fosse una strada senza ritorno, le bocche si sciolsero alla ricerca delle lingue che sapevano di gelato. Ancora una volta, il destino stava incrociando le loro vite e nessuno dei due sembrava volersi opporre a un progetto più grande. Luca afferrò la mano di Anna e insieme si misero a correre verso la macchina. Tutto era così veloce, inatteso e completamente fuori controllo. Dentro l’abitacolo, i loro corpi si mescolarono e il sudore e la saliva dell’uno diventarono il sudore e la saliva dell’altra. Le dita finivano dove iniziava la pelle e ogni gesto era teso a scoprire parti da tempo sconosciute. Il ritorno verso l'abitazione di Anna si svolse in un totale silenzio, entrambi metabolizzavano i momenti trascorsi nel timore di perdere le sensazioni provate. Una notte così carica di emozioni straordinarie e di confessioni pericolose, stava arrivando ai titoli di coda. La macchina si arrestò davanti al portone. Fluttuava nell’aria il desiderio di non mettere fine a un episodio dalla scarsa probabilità di ripetizione. Infrangendo la pesantezza di quel silenzio, Anna prese la mano destra di Luca e se la poggio sul cuore.

«Senti? Era da tanto che non batteva così.»

«E adesso?» chiese Luca.

«Se è successo, è perché lo abbiamo voluto tutti e due. Ho sbagliato tante volte, non stanotte. Aspetterò domani per avere nostalgia.»

Un bacio su una guancia e Anna, avvolta dalla sua nuvola di dubbi e di bellezza, scese dalla macchina per essere inghiottita dall’androne del palazzo.

Luca si trascinava dentro un rapporto sgualcito fatto di arrivi e partenze, Anna entrava e usciva da storie senza presente e futuro, con un bisogno d’attenzione e d’amore mai soddisfatto appieno. Alla ricerca di un imprevisto per colmare il vuoto che li soffocava, quella notte avevano provato una cosa quasi dimenticata: sentirsi vivi. A costo di sanguinare, dovevano rimediare agli sbagli di una vita.

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. ha votato il racconto

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Anna Genna ha votato il racconto

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blu ha votato il racconto

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favola …Segnala il commento

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Paola Zaldera ha votato il racconto

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Andrea Trofino ha votato il racconto

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di Daniele Trombetta

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