Il mio gatto è stremato

si accoccola sul divano

respira lento, miagola soffuso

annusa il profondo.

Il mio gatto

impavido anticorpo

ha ingoiato il mondo

rigurgitato intolleranza.

Ha forgiato un tempo nuovo

il mondo alla rovescia

il suo capolavoro.

Con gli organi ansimanti

si cammina a testa in giù.

E’ un coro, una sola voce

senza giudizio accoglie rughe amare

abbraccia spalle curve

educa il peccato, rifocilla il peccatore.

Vivo qui adesso

nella cuccia del mondo

tra universo e periferia

mano e bocca di Dio.

Cieco

davanti ai vostri colori

non appartengo ad alcuno

sul nido dell’aquila in sogno

primordiale sognatore.

Nessuno è

di dove è

onirica utopia

nessuno è solo inverno

il colore è solo luce.