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Umoristico

Morte Improvvisa

Pubblicato il 26/11/2018

Un'esperienza di premorte può aiutare a riavvicinare due fratelli?

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Il destino a volte ha uno strano senso dell'umorismo. Prendete il mio caso, per esempio: sono morto da mezz'ora, in un incidente d'auto. Ho fatto un frontale con mio fratello. È morto pure lui. Pazzesco eh? Che se lo racconti non ci credono. Sono quelle cose che leggi sui giornali e scuoti la testa pensando "Che disgrazia". Ma vi dirò, da morti non si sta poi così male. E mio fratello era uno stronzo, comunque. Ora sono qui con le mani dietro alla schiena, che è una posa un po’ sciocca per un morto. In realtà credo che questa sia una di quelle che alcuni descrivono come “esperienza di premorte”. Vedi le cose come dall’esterno, spettatore passivo di quello che accade al tuo stesso corpo. Infatti ora sto guardando i medici affannarsi per cercare di rianimarmi: sono tutti chini su di me, cercano di fare le cose velocemente. Ma è inutile e lo so già, perché quando sei morto sai tutto. Così me ne sto qui, con le mani dietro la schiena, a guardare i medici che cercano di salvare un cadavere. Buffo. Peccato per la mia macchina. Ci tenevo, era abbastanza nuova. Poi quello stronzo di mio fratello mi viene addosso in un rettilineo e ci frega entrambi. Non avevo ancora finito di pagarla, ma credo che a questo punto non sia poi così importante. Non gli parlavo da tre anni. A mio fratello, mica alla macchina. Avevamo litigato per una questione di soldi. Le solite cose che rovinano amicizie e famiglie. Come se te li potessi portare nella tomba, i soldi.

Che cazzata.

Ora i pompieri sono riusciti a tirare fuori mio fratello dalla sua auto. E’ ridotta molto peggio della mia, perché mio fratello oltre ad essere uno stronzo era pure tirchio. Guidava la stessa macchina da dieci anni. Infatti la sua si è accartocciata manco fosse di carta stagnola e ci hanno messo una vita a liberarlo dalle lamiere. "Ci hanno messo una vita", simpatica espressione. Oh, uno di loro se ne è accorto. Strabuzza gli occhi, guarda il mio cadavere, poi di nuovo quello di mio fratello. E’ sbiancato. Reazione abbastanza normale direi. Confabula con il collega di fianco a lui. Quello guarda meglio, poi si mette le mani sul casco, a bocca aperta. Eh sì. Quante probabilità ci sono che due fratelli muoiano in un frontale? Poche, direte voi.

Ma quante ce ne sono che due fratelli gemelli muoiano in un frontale?

Secondo me è un caso più unico che raro. Finirò sul giornale, credo. Ci finirà anche mio fratello, presumo. Comunque la colpa è sua, almeno penso. L’unica cosa che non si riesce a sapere, quando si è morti, è la dinamica degli incidenti. Il che è abbastanza seccante, almeno nel mio caso. Ad ogni modo, non vedo mio fratello nei paraggi. O meglio, non percepisco la sua presenza. Quando sei puro spirito certe cose le senti, semplicemente. Voleva sempre essere il primo in tutto, se ne sarà andato senza neanche guardare come va a finire. Mi avrà preceduto dall’altra parte, così come mi aveva preceduto quando eravamo nati. Avete presente quei rapporti da fratelli gemelli? Dove fanno tutti e due le stesse cose, si vestono uguale, hanno gli stessi gusti e un rapporto quasi malato? Ecco, io e lui fortunatamente non eravamo così. Principalmente perché lui era uno stronzo. Ve lo avevo già detto? Beh, ve lo ripeto. Voleva essere il primo in tutto. E anche nella morte, vuole essere il primo a vedere com’è dall’altra parte. Pazienza, io aspetto ancora un po’.

Adesso uno dei medici sta esaminando il corpo di mio fratello, ma non ci vuole una laurea in medicina per capire che ha tirato le cuoia. "Questo è andato", dice agli altri. I due tizi chini su di me smettono di praticarmi il massaggio cardiaco. "Anche questo" dice il più vecchio dei due. C’è anche una soccorritrice con loro, è parecchio carina. Ha un’espressione triste, non deve avere più di venticinque, ventisei anni. Vorrei dirle non preoccuparti, non è così grave, non ero nemmeno giovane. La mia vita l’ho fatta, è andata così. Certo avrei voluto fare più cose, ma non posso lamentarmi. Non lo faccio, perché tanto non mi sentirebbe. I medici cominciano a raccogliere le loro borse, con dentro bende, siringhe e tutte quelle cose che non sono servite a tenermi su questa terra. I pompieri fanno segno al carro attrezzi che tra poco sposterà le nostre macchine. Qualche curioso sta a guardare con le mani dietro la schiena, proprio come faccio io. Però io vedo loro e loro non vedono me. Due gemelli morti in un frontale. Chi l’avrebbe mai pensata una storia così. Da non credere. Il sole sta scendendo, tra poco farà buio. Un poliziotto mette sul mio corpo uno di quei teli che si usano per coprire i cadaveri. Quando porteranno via le carcasse delle nostre auto sembrerà che non sia mai successo niente qui. Tra poco porteranno via anche me e mio fratello, in una bara. Qui finisce, signori miei. Volto le spalle alla strada e mi incammino in un sentiero che vedo solo io.

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Antonio Alberti ha votato il racconto

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Vinantal ha votato il racconto

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Ne1s0n ha votato il racconto

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Molto bello, mi piace la voce narrante per niente sbavata e melensa, il protagonista sa (sapeva?) il fatto suoSegnala il commento

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Tella ha votato il racconto

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Superfrancy ha votato il racconto

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Danilo ha votato il racconto

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gionadiporto ha votato il racconto

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Mauro Mori ha votato il racconto

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Ondine ha votato il racconto

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isa ha votato il racconto

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Idea originale. Uguali e diversi, anche di fronte alla morteSegnala il commento

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Lorenzo V ha votato il racconto

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Paolo Sbolgi ha votato il racconto

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Umorismo nero, piacevole e spigliato. Solo il finale un po' tronco, attendevo un guizzoSegnala il commento

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Mrcoccia ha votato il racconto

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Franco 58 ha votato il racconto

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Tranquillamente lucido....Segnala il commento

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Francesco Manciola ha votato il racconto

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LadyEffe ha votato il racconto

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molto bello!Segnala il commento

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di ilPatta

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