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Autobiografia

Musica,musica..

Pubblicato il 30/08/2017

Sono una giovane ragazza,quasi adolescente,le ragioni per cui i miei genitori mi vogliono avviare allo studio del pianoforte mi sono estranee,vorrei vivere nel mio mondo musicale,fatto di note delle mie canzoni preferite che mi ronzano in testa e invece..

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Una ragazzina,quasi adolescente, che ieri ha tagliato i capelli oramai troppo lunghi per la moda del momento ed ora porta con orgoglio e disinvoltura un gran ciuffo biondo liscio e spiovente su una parte del viso..un occhio rimarrà quasi costantemente coperto,occhiate in tralice,unghie laccate,una pettinatura 'a schiaffo' come è stata definita dal suo parrucchiere,il più 'in' della città.Saranno nuove caratteristiche per affermare carattere e personalità all'interno del gruppo ed ovviamente affilate armi di seduzione.

Non è una che 'se la tira' ma la sua passione più grande è ascoltare musica.Ancora non esistono i pod o cellulari e lei se ne sta in camera,cuffie grosse come cipolle alle orecchie all'ascolto del nuovo CD di David Bowie:Changes registrato dal vivo in Philadelphia.Bowie,la sua passione da sempre,il Duca Bianco fasciato in un completo grigio azzurro con immancabile panama nero calato su un occhio,la guarda dalla copertina in una delle sue innumerevoli,fantastiche,ammalianti trasformazioni.."C c c changes..you can't change me,but i can change time.."la voce rimbomba alta,supersonica nei timpani,si confonde col personaggio,momenti unici di sublime felicità,non sarebbe disponibile neppure se gli amici suonassero al citofono,neppure se telefonasse Ada,la sua migliore amica che,con quella vocetta affilata le farebbe perdere tutta la concentrazione.La mamma invece sa sempre come farsi ascoltare,entra in camera con un sorriso raggiante,si blocca proprio davanti a lei,occhi negli occhi.Le solleva una cuffia "ti devo dire una cosa,e' importante."

"Non di più di questo" ed indica la custodia aperta sul copriletto rosa imbottito di piuma raffigurante la Sirenetta.

La mamma ride,le scuote la zazzaretta con la mano e dice "abbiamo trovato l'insegnante di pianoforte,lunedì potrai iniziare",soddisfatta e con un tono che non so come ma supera i decibel della voce di David.

Questa poiiiii...avevo fatto richiesta ai miei genitori di voler studiare uno strumento ma non doveva essere tutto così urgente,così immediato e così difficile..(non era meglio un corso di chitarra?percussioni magari..)e invece eccomi li' a pensare a come comportarmi,cosa dire,cosa mettermi (dovrò sicuramente togliere lo smalto nero alle unghie uff) per fare bella figura con la signorina Adele,così si chiama,si,signorina perché non si è mai sposata (chissà perché io pensavo che tutte le donne sulla quarantina -questa è la sua età- avrebbero già dovuto essere sposate,madri,forse nonne dalla mia visuale di quattordicenne).Conunque il dado è tratto,la mia iniziale ribellione che poi altro non è che paura,paura ed ansia insieme deve essere superata,mi presento all'appuntamento accompagnata da Sally,la barboncina nana color miele regalatami dalla nonna a Natale,ho voluto portarla

dato che il tenerla in braccio mi calma e per fare in modo che il mio incontro con la signorina sia il più delicato ed amorevole possibile.Il pomeriggio d'estate e' afoso e un po' misterioso infatti, pur vedendolo quasi tutti i giorni,non ho mai oltrepassato questo maestoso cancello in ferro battuto.Sembra

quasi di tagliare con un coltello immaginario l'umidità presente nell'aria mentre percorro il viale ricoperto di sassolini color crema cercando di fare meno rumore possibile..cric crac il suono sovrasta il silenzio,mentre mi appresto a bussare il portone di legno laccato color aragosta si apre e da dietro una magra donnina in abito nero mi fa segno di entrare.L'atmosfera in casa è solenne e contrasta con il tepore,il cinguettio degli uccelli nel parco,il sole accecante della vita la' fuori.Un rapido saluto di convenevoli mentre mi sento un po' sulle spine,Adele non parla molto,spero non le dispiaccia per la cagnolina che intanto ha già preso confidenza con una poltroncina color amaranto del salottino stile Luigi XVI.Ma Adele non sembra farci caso (strano,avrei preferito che almeno mi facesse qualche domanda tipo la razza, il sesso, se è oppure no un animaletto affettuoso avrebbe aiutato a conoscerci meglio visto che siamo entrambe imbarazzate) e mi indica il mio posto.Mi ritrovo in quattro e quattr'otto seduta su un basso panchetto imbottito a dismisura (cadro'?) davanti alla tastiera di un pianoforte..Dio come vorrei appoggiare le mani su quei tasti,affusolate dita bianche e nere che altro non aspettano se non di essere accarezzate e sedotte da mani esperte per ottenere quelle melodie così suadenti e senza tempo..Mi sa che non posso,la ribaltina rimane ostinatamente chiusa,oggi ma anche le altre volte in cui siedero' su questo piccolo trono degno della Regina di Fiori di Alice perché la signorina vuole farmi imparare il solfeggio.Si tratta di una pratica di sicuro fondamentale ed utilissima ma di una noia mortale..così,mentre cerco di tenere il tempo 'la-sol-fa-re-do-do-la-si" sono costretta a stringere le mani,battere il tempo col piede per non addormentarmi,pure Luna se la ronfa sullo scomodissimo divanetto e questo non mi aiuta per niente!

Sara' una delle ultime prove effettuate con la signorina Adele,e,mentre e' tutta assorta,concentrata per farmi notare gli errori che inevitabilmente mi escono vorrei urlare: "Signori',la musica e' un piacere da ascoltare e da vivere,mi lasci strimpellare sul suo preziosissimo pianoforte..magari si sveglia anche tutta la casa ed inizia a suonare e a ballare con me!"

Ma lei è distante,un mondo a se' lontano dai miei posters,dalle mie riviste,dai miei decibel.Sarà l'ultima volta che la vedrò,arrivederci Adele.

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di paola_luce

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