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Non-fiction

"Non mandarmi i tuoi c@zzi in chat"

Pubblicato il 07/03/2021

Ringrazio Adriana per la disponibilità con cui sempre risponde alle mie richieste di collaborazione, per la preziosa pertinenza dei suoi suggerimenti e per l'amicizia. E anche perché è tanto brava.

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58 Voti

Il virgolettato è d’obbligo, si tratta del titolo di una bella poesia di Viviana Viviani. Non una di quelle poesie che ti emoziona fino a commuoverti; direi piuttosto, visti i tempi, che potrebbe essere definita una poesia sociale. E da qui vorrei partire, mantenendo la seconda persona - un tu generico che non coinvolge qualcuno in particolare, ça va sans dire.

La Viviani è brava, e affronta il tema in modo poetico. Lei vorrebbe convincerti a vedere le cose in altro modo, attraverso la bellezza. Scrive, nell’incipit:

Non mandarmi il tuo c@zzo in chat

che ancora non ho navigato

le lunghe vene delle tue braccia

né attraversato fiumi

camminando sulle tue vertebre.

Non ho contato una ad una

le tue ciglia nel sonno

o soffiato parole audaci

nel labirinto delle tue orecchie.

Invece io, più incline alla dialettica della prosa che alla sintesi della poesia, sai cosa faccio? Ti blocco. Senza discussioni, appelli o recriminazioni. Con un click si attivano le conoscenze virtuali, con un click si cancellano. A te concedo il secondo click: ti ho dato modo di conoscermi attraverso i pensieri che pòsto (davvero un brutto neologismo, questo) e non hai capito nulla.

Ti blocco con la coscienza pura, libera dai sensi di colpa.

Va bene, ammetto di essere una persona molto social - nemmeno tanto tempo fa mi si sarebbe definita socievole. Ma il mio è un modo di rapportarsi schietto, conversevole, che si compiace dello scambio di idee.

C’è un passaggio, nelle cose della vita, che amo tanto: quello in cui una persona sconosciuta diventa conoscente. Amo quel momento, il movimento di idee ed emozioni che dall’ignoto si srotolano verso lo scioglimento di nodi, dubbi o apprensioni.

Non ammiccare, sei di nuovo fuori luogo. Dimmi, per favore: che problema hai?

Stai attento: se te l’ho chiesto con gentilezza, non è perché fossi contenta. Ti stavo tendendo una trappola, sorridevo perché ti fidassi e mi spiegassi finalmente le tue ragioni - io, da sola, non comprendo la ratio delle tue foto porno. Ma è stato inutile, hai taciuto. La parola non è il tuo forte, il chiarimento ti è estraneo.

Scrive, sempre la Viviani:

Non conosco le risse

dietro le tue cicatrici

e non so se odori più di bosco

di biblioteca o di autogrill.

Questo bisogno di conoscenza appartiene solo alla Viviani e a me? Tu non ne sei neanche sfiorato? Per me è una necessità, ho un’intera serie di setacci a maglia sempre più fitta, impilati uno sull’altro, ciascuno a vagliare le caratteristiche di una persona che potrei frequentare - lealtà, intelligenza, sensibilità, nobiltà, cultura, intuito, emotività. Indovini dove si trova il setaccio delle doti fisiche? No? Te lo dico io: è avvolto dalle ragnatele in cantina, dove l’ho gettato una quarantina d’anni fa.

Ti blocco, e bloccandoti rinuncio alla possibilità di capirti. Pagherei qualcuno perché mi spiegasse il potenziale erotico del pensiero, che so, di Marco Rigoni Stern. O di PPP. Se pubblico una loro riflessione, che cosa, di grazia, ti spinge a pensare che io voglia vedere la reazione delle tue nudità, mentre mi aspetto una reazione dello spirito?

Si dice che la vita sui social sia uno spaccato della vita vera. Allora immaginiamo la scena: sono seduta al bar, candida, e converso di politica, ciclismo, storie vere con persone già conosciute o da poco incontrate. Leggiamo pagine (Sappi che negli insegnamenti che ti impartirò, non c'è il minimo dubbio, io ti sospingerò a tutte le sconsacrazioni possibili, alla mancanza di ogni rispetto per ogni sentimento istituito. Tuttavia il fondo del mio insegnamento consisterà nel convincerti a non temere la sacralità e i sentimenti, di cui il laicismo consumistico ha privato gli uomini trasformandoli in brutti e stupidi automi adoratori di feticci.*), ci appassioniamo. Potremmo non smettere mai - la coerenza intellettuale e tutto il resto - quand’ecco: qualcuno bussa alla mia spalla. Mi giro stupita e quello TRAAAAC, si tira giù pantaloni e boxer per mostrarmi i suoi gioielli.

Ti sembra verosimile?

Capiamoci. Anche nella vita reale mi è capitato di essere fraintesa. Ho imparato negli anni a non sorridere troppo, a non fissare il mio interlocutore negli occhi. Ti rendi conto la fatica di cambiare atteggiamento, e non parlo di atteggiamenti provocanti, solo di mimica della comunicazione che in me era spontanea, connaturata? È un’ingiustizia anche concettuale: nella vita “vera” se non voglio essere importunata devo tenere un profilo da suora di clausura. E questo concetto l’ho talmente metabolizzato da comportarmi in maniera analoga sui social. Tanto è vero che se anche mille volte ripeto uno di quei giochini idioti suggeriti dai Fb - hai presenti quei giochini che si fanno soprattutto per leggere quali utenti altrettanti sciocchi stanno giocando nello stesso istante, uno di quelli che “ti rivela la personalità”? - a me esce sempre SUORA. Sempre. Qualcosa dovrebbe suggerire.

Ti blocco perché non ti interessa niente di quello che scrivo - questo è l’aspetto deprimente. Ed è deprimente perché io sono quello che scrivo.

E tu esci dai social - potresti obiettare - se non vuoi incontrare gli esibizionisti da tastiera.

So che lo diresti.

Mi consigli anche di non andare più sugli scogli al tramonto, perché uno squalo bianco potrebbe balzare fuori dall’acqua e fare di me un insperato banchetto? Si vede che non hai idea di cosa provo di fronte al mare. Dovrei smettere di andare nei campi per paura delle vipere, o sui sentieri di montagna dove potrebbe attaccarmi un lupo? Probabilmente non hai mai percorso un bosco profumato fino a ritrovarti circondato dalla purezza marmorea delle Apuane.

Povero: non sai parlarne, non sai ascoltare. Vattene tu, che hai un ruolo così meschino, io resto.

Scrive ancora la Viviani, verso la chiusa:

Non mandarmi il tuo c@zzo in chat

o finirà tra i tanti c@zzi senza storia

che vivono nelle chat

spade di pixel sguainate nel nulla

Il simbolismo più antico associato alla tecnologia. Fantastico, no? La spada, sinonimo di potenza e invincibilità, simbolo fallico per eccellenza, immagine di virilità e penetrazione, accostata al concetto di pixel, elemento di immagine virtuale - niente di più effimero, basta un bug perché si bruci tutto.

Per me è normale che tu finisca nel nulla, insieme alla tua evanescente spada.

Ti blocco non perché sia difficile capirti, ma perché mi hai reso impossibile stimarti.

Di certo, tu non hai capito me. Se mi avessi letto con maggiore attenzione, non avresti esordito con un

Ciao bella.

Quand’anche fossi stata bella da giovane, ora che ho compiuto sessant’anni questo aggettivo suona ridicolo. Eppure avresti potuto sorprendermi: sai che ottima presentazione sarebbe stata, a un tempo rispettosa della mia età e del mio pensiero, se mi avessi scritto

Bella ciao!



*Pier Paolo Pasolini. Lettere luterane.

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caio bongiorno ha votato il racconto

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Il pensiero, citato, di PPP ripercorre il senso del tuo scritto. Lo racchiude. Ma non dà (almeno per quanto mi riguarda) una semplice spiegazione. E’ un pensiero che indigna, infatti, e spinge alla ribellione, apre infiniti e tormentosi campi di battaglia. E quindi è vero: non è sufficiente un semplice click.Segnala il commento

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Chiara Pesenti ha votato il racconto

Esordiente

Bello, Silvia. "Io sono quello che scrivo", quello che leggo, quello di cui parlo e vorrei discutere, non certo la spettatrice delle tue misere esibizioni. In tanti, purtroppo, ancora stentano a capirlo.Segnala il commento

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Claudia Bucci ha votato il racconto

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Oh bella ciao.Segnala il commento

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Malehua ha votato il racconto

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Graograman ha votato il racconto

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La realtà virtuale è più virtuale che realtà. Chi più chi meno delle persone incontriamo gli incubi e i desideri, le evasioni, non la sostanza dell'altro. Sai qual è il problema? Invece di essere la realtà virtuale a diventare sempre più reale, è la vita reale a diventare sempre più virtuale. Le persone diventano inconsistenti, elementi di sfondo. Dei porci che pubblicano le proprie parti intime o delle ragazze che mandano link per vendere attrezzatura avete detto bene e anche troppo. Non meritano attenzione. Segnala il commento

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abramo ha votato il racconto

Esordiente
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SteCo15 ha votato il racconto

Scrittore

Testo duro, amaro e con la giusta dose di ironia per il tema delicato che viene trattato. Ci sono ancora tanti muri da abbattere, su molteplici temi: la condizione delle donne nella nostra società è uno di quelli. E per colpa di "personaggi" (chiamarli uomini è troppo) come quello da te descritto, ci si vergogna ad essere uomo. E in qualche modo viviamo condizionati anche noi nel non sapere più cosa è lecito o meno. Forse non sono stato molto chiaro :(Segnala il commento

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Bruno Gais ha votato il racconto

Esordiente

Erotico! :)Segnala il commento

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Maurizio Ferriteno ha votato il racconto

Scrittore
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Deputy ha votato il racconto

Esordiente

SbloccanteSegnala il commento

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Arthur Yorg ha votato il racconto

Scrittore
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Amari ha votato il racconto

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Soffiobinario ha votato il racconto

Esordiente

Ho trovato spettacolare il parallelo fra le due reazioni e lo stile di entrambe magnifico. Per il resto, visto il godibile risultato, sono indeciso se augurarvi o meno che altri pixelletti possano incrociare il vostro cammino virtuale... Già immagino racconti del tipo: “La spada nella chat” o “Dài la lama Messenger (storia eroticorientale in salsa bit)” Scherzo, naturalmente. :) Amenità a parte, grazie per la piacevole lettura. Segnala il commento

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carlomariavadim ha votato il racconto

Esordiente

Godibilissimo. Complimenti.Segnala il commento

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Daniela Madoi ha votato il racconto

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Franz De Marenziana ha votato il racconto

Esordiente
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Mong ha votato il racconto

Esordiente

Efficace, ironico, ben scritto. Cento punti.Segnala il commento

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Ilarietta ha votato il racconto

Esordiente

Fortissima!Segnala il commento

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Maiolo Mario ha votato il racconto

Esordiente

Ho letto questo testo con interesse e piacere. Il tema è noto, fastidioso, “impresentabile”; anche queste persone che si nascondono dietro i piccoli schermi probabilmente lo sono: il loro disagio è una sintesi del loro essere che la tecnologia mette a nudo; esso viene a galla come il sughero in un secchio pieno d’acqua. A noi restano i perché, e tanta tristezza. Ti abbraccio come sempre, Silvia. Ps: continua a sorridere. È così bello il tuo sorriso. Segnala il commento

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Ti Maddog ha votato il racconto

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Michele Cigna ha votato il racconto

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Clarissa Kirk ha votato il racconto

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CapsuleBlog ha votato il racconto

Esordiente

Bello divertente e un po' triste allo stesso tempo! :DSegnala il commento

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Il Faro ha votato il racconto

Esordiente

Quante verità che ho letto, abile osservatrice! Alcune tue riflessioni quasi collimano con le mie, io che invece non ho social, niente di niente, o meglio qualcosa avevo ma dopo alcuni anni ho deciso di tornarmene nel mio, di fare un passo indietro. L'unico, se in qualche modo si può definire tale, è proprio questa piattaforma. Troppo, troppo e troppo ancora gira intorno a loro. Quando ri-cominceremo a farci domande?Segnala il commento

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Messina Giuseppe ha votato il racconto

Esordiente
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Ezio Falcomer ha votato il racconto

Scrittore

Bello, acuta analisi e ricchezza di sfumature. Narra una complessità. E ora si sta seduti al bar dando sempre un'occhiata ai social.Segnala il commento

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Federico D. Fellini ha votato il racconto

Scrittore

Molto ben riuscita questa "recensione attualizzata" della poesia di Viviani. Aggiungo che opero esattamente nel modo da te consigliato nei confronti di sedicenti signorine che su FB insistono a offrirmi i loro servizi sessuali.Segnala il commento

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Germinal68 (Sandro) ha votato il racconto

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Valerio Tambone ha votato il racconto

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Coscienza fantasma ha votato il racconto

Esordiente

Ciao mi hai fatto venire in mente un mio amico: mi chiedeva sempre se era meglio uscire con un cesso che ride o una figa che piange... nella mia vita sono sempre uscito volentieri con cessi allegri, le fighe che piangono hanno sempre e solo amici sfigati. Ciao BellissimissimaSegnala il commento

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Luisa Alliswell Campedelli ha votato il racconto

Esordiente

Viva la possibilità di "bloccare", rimane il fastidio (rabbia?) che viene dal fatto che comunque abbia osato. Mi piace molto quello che hai scrittoSegnala il commento

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omALE ha votato il racconto

Esordiente

Lascia fare lasciali cinguettare prima o poi inciamperannoSegnala il commento

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Laura Chiapuzzi ha votato il racconto

Scrittore

La mia impressione è che tu non ci abbia raccontatato una tua esperienza personale, piuttosto che ti sia immedesimata in una situazione frequente sui social, in ogni caso hai scritto un testo “strafigo”. Insomma, lo hai triturato sto tizio, fittizio o reale che sia. Piaciuta la costruzione, tantissimo la pagina pasoliniana. In ultimo, la collaborazione fra due grandi come te e Adriana non può che dare questi frutti. Segnala il commento

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Christina Carol ha votato il racconto

Esordiente

Non siamo quello che scriviamo. Con me nessuno ci prova:)). Si vede che faccio paura o forse soggezione non lo so!! Fanno bene. Bel pezzo Silvia. E la poesia la conoscevo. Segnala il commento

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blu ha votato il racconto

Esordiente

che bello leggerti. c’è da “lavorare”🌻Segnala il commento

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Il Verte ha votato il racconto

Scrittore

Grande penna e grande e sensibile spada, anche se io forse sono per l'indifferenza che forse fa più male, emargina e spazza via, e per non cambiare, e non abbassare occhi pregni della tua formidabile energia. Segnala il commento

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Violeta ha votato il racconto

Esordiente

Come Sofia :)))Segnala il commento

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MargheMesi ha votato il racconto

Esordiente

"Perché perdi tempo? Tu hai le tue ragioni. Non le accetto. Non le accetterò mai. Così per te: le mie ti disgustano. È nelle nostre essenze". Ecco Silvia, le parole radicali e nitidissime di Antigone a Creonte mi sono venute in mente leggendoti. Segnala il commento

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Franco 58 ha votato il racconto

Esordiente

Mi è piaciuto tutto: il soggetto, il taglio, il tono... la regia, e gli "accostamenti". Devo aggiungere che sono uscito da anni dai cosiddetti "social" : Facebook, Instasgram... e tutti gli altri, dei quali non conosco neanche i nomi, perché il fatto di "navigare" in un mare con miliardi di altri pesci, mi sembra più "disturbante" che "invitante" e "allettante". Non riesco proprio a cogliere il "piacere" o "l'interesse" che possa suscitare la consapevolezza che le mie parole o le mie immagini possano essere lette o viste da chicchessia, in ogni angolo del mondo, in balia degli algoritmi e del caso, né provo il desiderio di curiosare fra le parole e le immagini altrui. Detto questo, "fraintendere" "dare a intendere" e soprattutto "esibire" immagini pornografiche o testi offensivi di qualunque genere, ci dà la "misura" della pochezza di molti "soggetti" - nella maggior parte dei casi maschili - e di quanto la parità e il rispetto "di genere" siano lontani dalla realtà, specialmente in un mondo digitale, nel quale è facilissimo muoversi senza assumersi la responsabilità delle proprie parole, comodamente seduti alla propria scrivania o sdraiati sul letto.Segnala il commento

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Sofia Nebez ha votato il racconto

Esordiente

Vorrei commentare ma ci sarebbe tanto da dire.... tu mi capirai. Abbraccio :))Segnala il commento

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Roberta ha votato il racconto

Esordiente

si dice anche: la classe non è acqua. (volevo dire tante cose ma basta questo)Segnala il commento

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Frato ha votato il racconto

Esordiente

Mi piace Silvia. Questo essere fermi senza scendere nella litigiosità. Molto signorile. Ciao, buon otto marzo.Segnala il commento

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Ondine ha votato il racconto

Esordiente

Capisco bene il comportarsi ‘da suora’ per la paura di essere fraintesa, e tante volte è capitato - considerata anche la mia di età - e avendo la tendenza a essere spontanea. Però ‘troppa grazia’ perché c’e anche il genere maschile ‘che non capirà mai... non faccio l’elenco, e una parte di quello femminile che dirà che: siamo state troppo aperte, troppo sorridenti, troppo spiritose ecc ecc. Splendida la tua narrazione comunque esplicita e ben costruita. Grazie anche della poesia.E auguro a tutte donne prima di tutto la libertà e il coraggio. A quelle coraggiose, e forse ancora di più, a quelle che non lo trovano il coraggio per mille e svariati motivi.Segnala il commento

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FilippoDiLella ha votato il racconto

Esordiente

"Troppa grazia a Sant'Antonio", si diceva una volta. Però interessante e pungente.Segnala il commento

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Andrea Trofino ha votato il racconto

Esordiente

Invece della spada la corona? La trama però non mi convince del tutto... :-)Segnala il commento

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Giampiero Pancini ha votato il racconto

Esordiente
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Katzanzakis ha votato il racconto

Scrittore

Fiato sprecato, o troppa grazia, verrebbe da dire, certi idioti non meritano la fatica di un pensiero, figurarsi la grazia di un pamphlet. Se oggi non ci fosse l'otto marzo a ricordarci, purtroppo, il pericolo dell'imbecillità e i rischi del narcisismo d'accatto. E, come magnificamente rilevato dall'autrice, il danno maggiore di simili individui (violenza fisica, cui nemmeno voglio pensare, a parte) è la perdita indotta dell'innocenza, di uno sguardo luminoso, di un abbraccio empatico, di una vicinanza senza secondi fini. Che è un vulnus insopportabile per tutti. Grazie di cuore.Segnala il commento

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Sonia A. ha votato il racconto

Esordiente
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Tella ha votato il racconto

Scrittore
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StefanoS ha votato il racconto

Esordiente

Puntuale. Eccellente. Ti ringrazio. Luminosa, Silvia. Segnala il commento

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MeAlCubo ha votato il racconto

Esordiente

Grazie di avermi fatto conoscere una poetessa che ignoravo e una poesia tanto schietta quanto profonda, efficace e affilata quanto la sincerità Segnala il commento

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Anonimo ha votato il racconto

Esordiente

notevole saggio-commento che si è scelto una poesia ( e una poetessa) come spirito guida. Mi ha fatto poi un gran piacere la citazione dal Gennariello. Segnala il commento

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Urbano Briganti ha votato il racconto

Esordiente
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Adriana Giotti ha votato il racconto

Scrittore

Sono io che ringrazio te, per la tua preziosa presenza nella mia vita, per la tua lealtà e la tua amicizia. E soprattutto perché sei una persona che può permettersi di "bacchettare" chi osa violare la dignità delle donne. Sei una SCRITTRICE. E sarebbe ora di capire che il femminile non sminuisce il valore di un sostantivo, al contrario, appioppare alle donne un sostantivo maschile è un grave errore. E non solo grammaticale.Segnala il commento

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Davide Marchese ha votato il racconto

Scrittore

La tua riflessione merita molto di più che un commento... Il desiderio di conoscersi oltre questa virtualità è una scintilla che può generare falò od incendi. Io vorrei leggerTi sulle pagine di un libro come molti tanti bravi ed eccezionali amici di questa ciurma navigante... I tempi vogliono che ci si conosca così. Dobbiamo farci setacci e cercatori d'oro... Io stanotte penserò alla luna dopo averla ammirata dalla finestra. A domani Silvia. E complimenti! :-D Segnala il commento

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Imago ha votato il racconto

Esordiente

TRAAAAC... Complimenti!Segnala il commento

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Cristina Emme ha votato il racconto

Esordiente
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[K] ha votato il racconto

Esordiente
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di Silvia Lenzini

Scrittore
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