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Narrativa

Nonna sa tutto.

Pubblicato il 14/06/2019

L'eredità lasciata ad una nipote.

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Cecilia doveva parlare con nonna Dora. Tra poco sarebbe stato Natale. Bisogna chiudere i cerchi a Natale. E' necessario, come mettere la stella sul ramo più alto dell'abete.

Parcheggio' l'auto di fronte al cancello della residenza. Il telefono squillo'. Era Fabrizio. Gli accordi non erano quelli, non si sarebbero mai dovuti telefonare sui telefoni ordinari. Mai senza preavviso. Ma gli accordi erano saltati. Rifiutò la chiamata e così avrebbe fatto da adesso in poi. "Il silenzio non è già una risposta, e' la risposta." pensò. 

Cecilia sentì la nausea acuirsi. Le capitava da quando era bambina e non aveva avuto il coraggio di dire a suo padre che lo amava ma doveva scegliere tra lui e sua madre. E allora vomitava, come se quel rigurgito acido la liberasse ed infatti dopo, per un po', le pareva di sentirsi meglio. Anche se suo padre continuava a chiedere a nonna Dora perché Cecilia non la smettesse con questa questione del rigurgito che lo imbarazzava tanto. Con tutto quel puzzo poi. Che il dottore diceva essere solo acetone, e perciò sarebbe dovuto già passare.

Nonna Dora annuiva e non diceva niente. Le preparava te’ al limone zuccherato a colazione e riso in bianco a pranzo e le lavava tutti i vestiti prima che tornasse a casa Tunin, che quel suo genero sciagurato se no lo avrebbe preso per il bavero un'altra volta. Solo le sussurrava in un orecchio: "Non esistono persone che ti rovinano la vita Cecilia, se tu non vuoi”.

Entrò in camera. Nonna Dora dormiva. Sentiva il suo russare nella penombra. Sembrava che sbuffasse dalla bocca. Cecilia le si avvicinò piano, dopo essersi sfilata il giaccone. Poi infilò le mani tra le sbarre. Doveva essersi agitata molto nonna Dora, perché la contenessero.

E allora appoggiò le mani sulle sue, incrociate sul petto. Si era addormentata pregando. "Ceci, amore della nonna, ti stavo aspettando. Che mani fredde che hai. Fa freddo fuori?". Si era svegliata. "Ciao nonnina" rispose Cecilia" Devo dirti una cosa importante. Mi dispiace non riesco a tenermela più dentro, nonna".

"Dimmi, hai qualcosa che non va?"chiese Dora. "Sai, nonna. Ho conosciuto un uomo. È stato molto simpatico subito, gentile, disponibile. Ci facevamo delle belle chiacchierate all'inizio", continuò.

"Anche io e tuo nonno. Ah, che chiacchierate Cecilia. Passavamo le giornate a raccontarci i fatti della vita, di quando eravamo giovani. Sai io, ero una gran chiacchierona e lui non aveva tanti amici perciò stava lì fermo ad ascoltarmi parlare. Anche se io glielo raccontavo da capo tre o quattro volte. E lui faceva finta di non averlo ancora sentito. Oppure se lo vedevo distratto, sai ogni tanto trafficava, io gli dicevo di ripetermi tutto per filo e per segno e lui ripeteva, per farmi contenta. Quello zuccone di tuo nonno. Resta con un uomo con cui si possa chiacchierare molto, Cecilia, perché da vecchi sarà l'unica cosa che contera' davvero. Il resto sono solo debolezze” disse ancora.

"E tu Cecilia, tesoro, sei felice, si?” domandò. Ma non la guardo'. Altrimenti avrebbe scorto una smorfia che le storceva il labbro e poi un piccolo, quasi impercettibile tremolio di quello inferiore che le prendeva ogni volta che cercava di non piangere. Stava mentendo Cecilia. Non era mai stata felice neanche da bambina, se non per attimi piccoli. 

Ci aveva provato suo nonno Tunin quando, dopo averle messo il fazzoletto coi nodini in testa, la portava spingendola forte sulla carriola con le mani grandi che aveva, fino all'ombra del ciliegio più robusto e sceglieva per lei le ciliegie più rosse e gliele metteva alle orecchie dicendole che era la sua principessa. Ci aveva provato comprandole i cicles rotondi che le macchiavano la lingua e ridevano mentre lui le faceva le linguacce blu. Ci aveva provato quando la portava al fiume Orco per costruire una diga coi sassi e poi tagliava le canne con il coltellino da tasca e le legava per fare un mulinello dal moto perpetuo.

Ma durava un attimo. Il tempo di un sorriso e poi Cecilia diventava di nuovo una nuvola imbronciata. Ci aveva provato Franco, che l'aveva fatta innamorare con la sua pazienza ed il suo accontentarla in tutto. Lei voleva la casa in campagna e lui l'aveva comprata, anche se era allergico all'erba. Poi aveva voluto un gatto, poi due figli. E così era stato.

Ma non si può correre veloci come una nuvola. Occorre lasciarla andare, a costo di perderla. 

Cecilia lasciò le mani di nonna Dora che si era riaddormentata. 

Guardò il cellulare. Con l'ultimo squillo si era spento. Era un segno.

Tornò da Franco che, come suo nonno, non aveva mai finito un libro. Che come suo nonno non sapeva mai bene che fare per accontentare nonna Dora, eppure ci aveva provato sempre, eccome se lo aveva fatto. 

Il suo zuccone da cui sarebbe sempre ritornata. Come sua nonna. 

Come fanno sempre le nuvole prima di un giorno di pioggia. 

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SteCo15 ha votato il racconto

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Mi è piaciuta la storia, ma rivedrei lo svolgimento: a volte scorre troppo veloce e confuso, come le nuvole quando c'è vento di tempesta!;-)Segnala il commento

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Anonimo ha votato il racconto

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Il tuo stile io lo identifico nell'attualità dei soggetti e nell'esposizione asciutta e diretta, priva di fronzoli. Bellissima la chiusa. Segnala il commento

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elig ha votato il racconto

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Barbara ha votato il racconto

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Laura Chiapuzzi ha votato il racconto

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Com'è difficile, a volte, fare la cosa giusta... Anche a me è Piaciuto il finaleSegnala il commento

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Yumiko ha votato il racconto

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Paolo Sbolgi ha votato il racconto

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Delicato e poetico. Bello il finaleSegnala il commento

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Candy ha votato il racconto

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Molto bella la riflessione di fondo. Tornare dallo "zuccone" ed essere felice? La tua protagonista si convince di sì anche se non lo sa. Segnala il commento

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Etis ha votato il racconto

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Rosnikant ha votato il racconto

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Tanta poesia nel racconto. L'ultima frase da incorniciare. Segnala il commento

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Ondine ha votato il racconto

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ANNA STASIA ha votato il racconto

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Violeta ha votato il racconto

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Franco 58 ha votato il racconto

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" non esistono persone che ti rovinano la vita, se....non vuoi"........bel finale....Segnala il commento

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Tella ha votato il racconto

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Lorenzo V ha votato il racconto

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Bello il finale :)Segnala il commento

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di Hollyy

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