Small cover.png?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccountZoom cover

Narrativa

'O virus

Pubblicato il 15/03/2020

35 Visualizzazioni
17 Voti

– Ma ch’ scfaccimm, ‘on Anto’ – imprecò Alfredino poggiando i gomiti sulla ringhiera.

– Ch’è succies? – Antonio continuò ad annaffiare i bonsai che teneva sul suo balcone.

– Ieri ho finito di scontare i domiciliari e mo’ è arrivat ‘sta cazz di ordinanza che non si può uscire.

Antonio posò lo spruzzatore. – Uaglio’, ma chill ‘o fatt è grav.

– Ma io sto chiuso dentro casa da cinquecento giorni…

– E te ne fai un’altra trentina. Non senti che sta succedendo? Qua la gente sta morendo.

– Ma chi? I vecchi? E quant ann vogliono campare?

Antonio lo guardò. – Io tengo settantatré anni.

Alfredino aggiustò le parole. – ‘On Anto’ senza offesa. Ma voi siete una roccia. Avete vissuto gli anni di piombo, v’hann sparat quattro volte, vi siete fatto dieci anni di carcere e state ancora qua tutto intero.

– Ma pure le rocce si spaccano, Alfredi’.

– Comunque lo sapete che ho pensato? Secondo me ‘stu virus è arrivato per fare una bella potatura. ‘Ncopp a ‘stu pianet siamo diventati troppi, è ‘na specie di selezione naturale: taglia i rami vecchi e lascia crescere i nuovi.

Antonio sorrise. – Perciò ai bambini e ai giovani non gli fa niente, eh?

– Ma è mai possibile che parlate tutti della stessa cosa?

Antonio e Alfredino si voltarono: la signora Petrarca, del palazzo di fronte, era uscita sul balcone per stendere i panni.

– E di che dobbiamo parlare, signo’? – ribatté Alfredino. – Tutta l’Italia sta parlann ‘ra stessa cos.

– Sì ma si devono calmare un poco. Troppo pessimismo. Iniziassero a vedere pure i lati positivi.

Alfredino aggrottò le sopracciglia. – E quali so’ ‘sti lati positivi, signo’?

La signora fece un gesto plateale con la mano. – Guarda che bella giornata che è uscita, guarda che aria fresca che si respira!

– Azz, pare che mi volete prendere pure in giro. Io sto da un anno e mezzo chiuso qua dentro e…

Antonio lo bloccò. – Io invece ho capito che vuole dire la signora Petrarca.

La donna prese altre due mollette dal cesto e proseguì. – Vogliamo vedere come diminuisce l’inquinamento e tutt ‘a munnezz mo’ che la circolazione è ridotta? E poi vi dico un’altra cosa: questo è un messaggio pure di nostro Signore, ci sta dicendo che stiamo correndo troppo, qua non si può andare avanti così, sempre di fretta, vai di qua vai di là… mo’ tutti quanti sono costretti a fermarsi e vedrai che ci fa bene un po’ di riflessione!

– E pure voi tenete ragione, signo’ – l’appoggiò Antonio.

– Ho capito – intervenne Alfredino. – Ma voi dovete pensare pure a noi giovani, però.

Un fischio arrivò dalla strada; con l’assenza del solito trambusto di voci, auto e scooter, risuonò forte nell’aria. Tutti e tre si sporsero dai loro balconi. Era Salvatore, il figlio del panettiere, con mascherina e guanti, autorizzato a consegnare il pane per evitare che la gente scendesse per comprarlo e si accalcasse in fila. Senza aggiungere altro, ognuno prese il proprio paniere, ci mise dentro i soldi e lo calò per permettere a Salvatore di recuperarli e sostituirli col pezzo di pane. Anche altri inquilini si affacciarono e fecero la stessa cosa.

Alfredino, vedendo Rosalba, non poté fare a meno di cogliere l’occasione per scambiare qualche battuta.

– Hai visto com’è brutto stare chiusi per forza dentro casa, Rosa’?

La ragazza, sicura del suo fascino, lo degnò appena di un’occhiata. – Ma chi l’ha detto? Io se voglio esco quando mi pare, tanto se mi fermano dico che sto andando in farmacia a prendere le medicine per mia nonna, tengo pure la ricetta.

– Lo vedete? – si intromise la signora Petrarca, che con Rosalba e la sua famiglia non era mai andata d’accordo. – Finché continuiamo a ragionare così, a fare sempre i furbi della situazione, non ce ne usciremo mai.

– Ma perché signo’ – replicò Rosalba, – voi credete veramente a tutte le cose che vi stanno dicendo?

– Ah no e mo’ se li stanno inventando i numeri dei morti e i contagiati – sbracciò la signora Petrarca. – Vaglielo a dire a quelli che stanno facendo i turni massacranti negli ospedali una cosa del genere! Ma voi la sentite a questa?

Nel frattempo, Salvatore aveva finito il giro.

– Ascoltate! – Si mise al centro della strada e alzò lo sguardo.

Le voci si azzittirono.

– Raffaele Santaniello sta in terapia intensiva – annunciò. – Dicono che è grave.

Raffaele era il figlio dell’avvocato Santaniello, conosciuto da tutti nel quartiere.

La notizia saettò per ogni piano e scoppiò come un tuono, terrorizzando i presenti, soprattutto perché Raffaele aveva intorno ai quarant’anni ed era in buona salute.

Un mormorio su quanto la situazione fosse seria serpeggiò da balcone a balcone. All’improvviso la cosa fu reale. Bisognava fare attenzione. Sembrava non fosse tanto il senso civico a indirizzare la gente verso il rispetto delle regole, ma la paura.

– È semp accussì – disse Antonio ad Alfredino. – Finché le cose le senti da lontano, non te ne rendi conto, solo quando ti arrivano addosso realizzi che sta succedendo.

Calò il malumore.

– Aspettate! – fece di nuovo Salvatore. – Nun è over v’agg fatt nu scherz!

– Tiene il virus o no, Sasà? – sbottò Alfredino.

– Ancora non si sa – sghignazzò Salvatore. – Gli devono fare il tampone.

Una raffica di insulti gli caddero addosso e lo accompagnarono fino a che non scomparve dietro l’angolo della strada.

Lentamente tornò il silenzio. Ognuno rientrò in casa.

Cinque secondi dopo, stavano tutti a strofinarsi le mani insaponate sotto l’acqua corrente.

Logo
5332 battute
Condividi

Ti è piaciuto questo racconto? Registrati e votalo!

Vota il racconto
Totale dei voti dei lettori (17 voti)
Esordiente
11
Scrittore
6
Autore
0
Scuola
0
Belleville
0

Commenti degli utenti

Picture?width=200&height=200&s=200&type=square&redirect=true

Gianluca Pappagallo ha votato il racconto

Esordiente
Large default

esteban espiga ha votato il racconto

Scrittore
Editor

tra de crescenzo e peppe lanzetta, realistico e cucito insieme con il tuo narrare secco e - nonostante tutto lo squallore - pulito.Segnala il commento

Large 1 sugar skull.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Celai ha votato il racconto

Esordiente

Fortissimo!Segnala il commento

Large img 2435.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Barbara ha votato il racconto

Esordiente
Large 11262011 10205534610276575 4722687293382208811 n.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Isa.M ha votato il racconto

Esordiente

Si è spinti dalla paura o dal senso civico? Riflessione molto interessante. Un testo veramente piacevole. Segnala il commento

Large 20201204 181343.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Franco 58 ha votato il racconto

Esordiente
Large 13 36 00 6a00e54fcf7385883401b7c7499bb0970b pi.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Roberta ha votato il racconto

Esordiente
Large default

Anonimo ha votato il racconto

Scrittore

Ben scritto, come aver aperto una finestra ed essere stati lì presenti :-)Segnala il commento

Large 0cfad456 7277 4691 aa69 bf61e532419c.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Croccantiny ha votato il racconto

Esordiente
Large default

Etis ha votato il racconto

Scrittore
Large 20200316 014434.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Sofia Nebez ha votato il racconto

Esordiente
Large img 1919.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

blu ha votato il racconto

Esordiente
Large img 20191110 005622 627.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

RoCarver ha votato il racconto

Scrittore
Editor

Piaciuto un sacco, linguaggio vivace e colorito e un pizzico di ironia, proprio quello che ci vuole!Segnala il commento

Large ezzz 101133975 10219956522376982 9067593985345716224 o.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Ezio Falcomer ha votato il racconto

Scrittore

Piaciuto.Segnala il commento

Large dada.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Davide Marchese ha votato il racconto

Scrittore
Large garry stretch of circus of horrors .jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Lorenzo V ha votato il racconto

Scrittore
Editor
Large 20121231 114226.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

LoSteNo ha votato il racconto

Scrittore

Condensato di filosofia di strada, anzi di balcone, reso memorabile dalla melodrammatica napoletanità. Domanda aperta: chissà come continuerà, questo racconto..Segnala il commento

Large marco1.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

di BULLET

Scrittore
Bellevilletypee logo typee typee
Lascuola logo typee
Bellevillefree logo typee
Bellevillework logo typee
Bellevillenews logo typee