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Concorsimezzograd°

Oliver

Pubblicato il 22/04/2019

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Giacomo giunse nell'aula A del dipartimento di Fisica con il fiatone. Aveva programmato di arrivare alla conferenza almeno mezz'ora prima dell'inizio e ce l'avrebbe anche fatta se non gli fosse caduta quella maledetta catena della bicicletta.

L'aula, manco a dirlo, era già piena. D'altra parte era ovvio: William Maitland non veniva in Italia tutti i giorni e se il maggiore esperto mondiale di surriscaldamento globale teneva una conferenza nella tua università, beh allora tu ci andavi ad ogni costo, bicicletta o no.

Giacomo osservò speranzoso le quasi quattrocento persone sedute nell'enorme aula a gradoni e lo sguardo si fermò su un braccio che si agitava. Grazie a Dio!

«Sei in ritardo», disse Katia quando lui si fu seduto.

«Mi è caduta la catena della bicicletta.» Lei scoppiò a ridere e lui, ancora una volta, davanti al suo sorriso provò un vuoto allo stomaco. Un giorno glielo dirò, pensò. Ancora una volta.

Discussero un po' sulle aspettative per l'intervento di Maitland. Tutt'attorno l'eccitazione serpeggiava nel brusio degli studenti.

«Ho letto», disse Giacomo «che alla conferenza tenuta a Madrid si è presentato in costume da bagno e ha esordito dicendo: “Gli scienziati dicono che farà caldo.”» Katia rise di gusto. Ancora quel sorriso...

All'improvviso nell'aula si fece silenzio e William Maitland fece il suo ingresso. Niente costume da bagno ma giacca marrone con le toppe sui gomiti, papillon e occhialini con la montatura di metallo. La caricatura del professore universitario.

Giunto all'enorme cattedra vi appoggiò sopra una borsa di pelle nera, simile a quella dei dottori e ne estrasse una grossa sveglia. La nonna di Giacomo ne aveva una uguale e quando suonava faceva un baccano infernale. Maitland caricò la sveglia, la mise sulla cattedra e subito nell'aula si diffuse un ticchettio inquietante.

«Questo», disse Maitland indicando la sveglia «è il suono che accompagnerà l'umanità nei prossimi anni. Abbiamo una sfida davanti a noi, una gara contro il tempo e contro noi stessi. Non ci sono secondi posti e credo che sappiate tutti cosa c'è in palio.»

Il professore iniziò la conferenza e i presenti lo seguirono attenti, interessati, preoccupati, perplessi e scioccati. Maitland aveva il fervore di uno studente del primo anno e la dialettica di un venditore televisivo. Gesticolava con le mani, a volte urlava e altre sussurrava, mostrando slides con dati e grafici ma anche fotografie di erba e fiori dove doveva esserci un ghiacciaio, deserto dove prima c'era una prateria, zone dell'Europa devastate dal passaggio di un uragano.

Quando ebbe finito, nell'aula calò il silenzio, spezzettato solo dal ticchettio della sveglia.

«Alcuni giorni fa, a Portland, un vostro collega mi ha chiesto: ”Professore, qual è la soluzione?” Beh, spero di non deludere voi come ho deluso lui ma io una soluzione non ce l'ho. Forse potrebbe trovarla il mio assistente Oliver ma purtroppo è molto malato.»

Giacomo e Katia osservarono Maitland avvicinarsi alla borsa nera e estrarne un bambolotto che appoggiò vicino alla sveglia. Era sformato, gli mancava un occhio ed era tutto coperto di macchie marroni. Sembrava passato nelle grinfie di un bambino sadico. Alcuni studenti ridacchiarono ma Maitland era serissimo.

«Lui è Oliver. Alcuni anni fa ha contratto un'infezione, un virus si è impossessato del suo corpo. Ora è giunto a una fase terminale della malattia. Ha sempre la febbre, fatica a respirare e vive immerso nei suoi escrementi. Oramai ci sono soltanto due possibilità per debellare la malattia. Una è la morte del virus. L'altra è la morte di Oliver.» Ora Maitland appariva vecchio e stanco mentre guardava Oliver come un padre osserva il figlio in terapia intensiva.

«In realtà», disse «C'è una terza possibilità ma presuppone di attribuire al virus un'intelligenza che francamente non gli riconosco.»

In quell'istante la sveglia suonò.

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Violeta ha votato il racconto

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Ficky ha votato il racconto

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Semplice e conciso, la parte sui sentimenti dello studente non la vedo necessaria ma fa ambientazione prima di arrivare al fulcroSegnala il commento

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Etis ha votato il racconto

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Tella ha votato il racconto

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