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Narrativa

Ospite inatteso

Pubblicato il 22/10/2021

Nella notte si affaccia un ricordo.

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7 Voti

Nella notte un ricordo placido e mesto si affaccia alla mia porta.

Mi guarda dallo spiraglio inondato di luce.

Rimane in silenzio.

“Perché sei qui?” gli chiedo.

“Lo sai.”

Mi giro e distolgo lo sguardo, non voglio riconoscerlo.

Sussurra lieve “Perché mi hai abbandonato?”

Un mio sospiro prende voce “Non ti ho abbandonato, ho solo dimenticato che esisti.”

La porta accompagnata dal cigolo viene aperta, l’ospite entra nella stanza con passi di danza.

Il mio sguardo è verso il muro dove la sua ombra ondeggia.

Si inginocchia, lentamente, le sue mani calde prendono la mia mano e la porta alle sue labbra.

“Sai chi sono?”

Mi volto a guardarlo, ha un volto così dolce, nei suoi occhi non c’è alcuna accusa, solo attesa e speranza.

“Un ricordo felice.” gli rispondo malinconicamente. 

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Novalis ha votato il racconto

Esordiente
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Bruno Gais ha votato il racconto

Esordiente

Piaciuto molto. Materializzare un ricordo con tanta immaginazione mista a nostalgia.Segnala il commento

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Barbara ha votato il racconto

Esordiente
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palu ha votato il racconto

Esordiente

L'idea è buona, a mio avviso, un ricordo che fa capolino di notte. Meriterebbe di essere curato un po' di più, alcune frasi non suonano benissimo, ad esempio (mio gusto) "le sue mani calde prendono la mia mano e la porta alle sue labbra". In oltre lo migliorerei offrendo al lettore qualche informazione in più su quel ricordo, che sia qualcosa di lieto è un po' poco. Grazie per la lettura, PaoloSegnala il commento

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. ha votato il racconto

Esordiente

Una bella poesiaSegnala il commento

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Andrea Trofino ha votato il racconto

Esordiente

Anche i ricordi si dimenticano di noi stessi. Si potrebbe farlo trasformare in un angelo o in un uomo vero. Dargli vita. Segnala il commento

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Signor Fabiani ha votato il racconto

Esordiente
Editor

Queste cose possono piacere o no. A me non piacciono. Questione di gusti. Di certo, però, “sussurra lieve” è una ridondanza (il sussurro è lieve di per sé) così come il “si inginocchia lentamente” (la lentezza è implicita nell’atto di inginocchiarsi). Per il resto, personificare le emozioni (in questo caso un ricordo) lo trovo un modo un po’ pigro di dargli vita, una via troppo facile, quindi poco efficace. Tra l’altro non si capisce neanche che ricordo sia, e siccome la felicità - lei sì - è una cosa molto soggettiva (ognuno è felice per ragioni diverse) è virtualmente impossibile empatizzare con il personaggio ed entrare nella scenaSegnala il commento

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di Lilith

Esordiente
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