Nella notte un ricordo placido e mesto si affaccia alla mia porta.

Mi guarda dallo spiraglio inondato di luce.

Rimane in silenzio.

“Perché sei qui?” gli chiedo.

“Lo sai.”

Mi giro e distolgo lo sguardo, non voglio riconoscerlo.

Sussurra lieve “Perché mi hai abbandonato?”

Un mio sospiro prende voce “Non ti ho abbandonato, ho solo dimenticato che esisti.”

La porta accompagnata dal cigolo viene aperta, l’ospite entra nella stanza con passi di danza.

Il mio sguardo è verso il muro dove la sua ombra ondeggia.

Si inginocchia, lentamente, le sue mani calde prendono la mia mano e la porta alle sue labbra.

“Sai chi sono?”

Mi volto a guardarlo, ha un volto così dolce, nei suoi occhi non c’è alcuna accusa, solo attesa e speranza.

“Un ricordo felice.” gli rispondo malinconicamente.