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Horror

Passato oscuro

Di Nicol70 - Editato da Nicol70
Pubblicato il 18/07/2021

Una storia intrigante tra passato e presente. La piccola Sara corre nel bosco per salvarsi dall'uomo cattivo che la insegue per ucciderla. Deve scappare e mettersi in Salvo. Emma si è persa, il telefono non funziona. Una strada deserta, che nemmeno esiste sulla mappa... Emma deve chiedere aiuto...

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Novembre 1960, Domenica notte, ore 23.

La piccola Sara stava correndo nel bosco, i rami si spezzavano sulle sue gambe nude e i ramoscelli appuntiti scricchiolavano dolorosamente sotto i piedi nudi. Inciampa più volte,  finché non cade rumorosamente a terra piantando il viso tra le foglie marce della foresta, il loro odore dolciastro le faceva venire il vomito. L'uomo la inseguiva a passi veloci.

"Ti ho sentito, ragazzina!" le urlò, per spaventarla, con voce minacciosa.

" Non puoi nasconderti!... scappare è inutile!...". L'uomo correva dietro di lei. Ma la bambina era troppo veloce per lui, conosceva bene ogni angolo del bosco. 

 Più avanti  trova un nascondiglio dentro fessura di un grosso albero, entra dentro la grande fessura, e si nasconde restando ferma ad osservare l'uomo cattivo che si guardava intorno. La luce della luna piena rendeva visibile quel tratto della valle.

Lei odiava addentrarsi nel bosco la sera: ma era stata l'unica scelta che aveva avuto per scappare. A soli otto anni, Sarà era una bambina forte, era sempre stata in grado di badare a se stessa. Ma quella notte il suo mondo era cambiato. Aveva visto massacrare tutta la sua famiglia, era stato orribile vedere i corpi dei suoi cari fatti a pezzi.  Sara era terrorizzata.  Però adesso, non aveva tempo per piangere o avere paura: ogni attimo era prezioso, e lei lo sapeva...l'unica cosa che le era rimasta ormai era la speranza di uscirne viva; almeno lei, l'unica sopravvissuta. 

Doveva rimanere ben nascosta, non si sarebbe arresa tanto facilmente, una dura prova per la sua giovane età.

L'assassino guardava oltre una fitta distesa di alberi, alla ricerca della piccola fuggitiva, ascoltando ogni cosa che si muovesse o che respirasse.

"Ti farò tanto male, vedrai piccola stronza!...hai sentito, ragazzina!" le urlò, con rabbia furiosa. Stava ormai perdendo la pazienza, e in alcune zone del bosco in buio era fitto non si riusciva a vedere bene.

" Non puoi nasconderti?...anch'io come te conosco questo posto!... scappare è inutile!...".

Nascosta tra la fitta boscaglia, dietro un grosso albero, la bambina lo seguiva con gli occhi tremando. Minuscole spine le trafiggevano la pelle, il dolore che provava era lancinante, avrebbe voluto gridare, ma non poteva. Attese in silenzio, respirando lentamente con le mani a coppa nel tentativo di rimanere in silenzio, tutto il corpo era pervaso da brividi, doveva rimanere ferma lì dov'era.

L'uomo era furioso, imprecava: quella piccola mocciosa le stava dando dei problemi. Doveva trovarla, e ucciderla come aveva fatto con gli altri membri della famiglia. Doveva finire il lavoro che aveva iniziato...

Novembre 2021, Domenica notte, ore 23. Oggi.

 L'auto si ferma lentamente. Emma è arrabbiata, si era persa, e la benzina e finita, in macchina e sola. Ricontrolla il percorso sulla cartina, quella strada non era nemmeno segnalata sulla mappa, era come se fosse apparsa dal nulla.

Improvvisamente l'autoradio si accese, e si mise a suonare una vecchia musica: Emma la fissò stupita, era da tempo ormai che quella vecchia autoradio non funzionava bene.  La serata era iniziata bene penso, mentre ripiegava la mappa posandola sul sedile del passeggero.

“Calmati Emma, non ti succederà nulla” disse a se stessa per farsi coraggio . Emma rimase seduta dentro l'auto, guardandosi intorno, alla ricerca di un abitazione o di qualcuno che passasse da quella strada. Alzò il volume e lasciò che la musica gli riempisse la macchina e la mente, doveva riflettere bene. 

Tirò fuori dalla borsetta il cellulare ma non c'era segnale, batte le mani sul volante, non doveva perdere la calma. Doveva riflettere, arrabbiarsi ormai era inutile. 

Dopo qualche minuto nota delle luci che all'improvviso si accendono infondo alla strada, tra gli alberi. 

Non riesce a vedere bene di che cosa si tratta: è buio pesto e la nebbia non gli permetteva di vedere bene oltre la fitta boscaglia verde, quello che riusciva a vedere erano alberi; è intorno ad essi non c'era un'abitazione che si vedesse. Eppure in lontananza era apparsa una luce. Emma scruto bene davanti a sé, pensò che potevano essere dei fari di una macchina, forse una giovane coppia in cerca di un po di privacy.  

 "Ottima scelta ragazzi?..appartarvi in un posto sperduto... chissà se con voi almeno avete un telefono che funzioni". Disse Emma guardando verso quella luce. Doveva scendere dalla macchia e chiedere aiuto. 

Aprì il finestrino della macchina, respirò a pieni polmoni l'aria fresca, buttò fuori l'aria lentamente e si rilassò. Guardò l'ora sul display del cruscotto, erano già le ventitré passate.

 Aprì lo sportello di slancio e posò un piede a terra, guardandosi intorno, all'esterno l'aria era fresca sulla faccia, fece un respiro profondo e scese dall'auto. Quel posto metteva i brividi, chiuse la portiera e si guardò intorno...

Prese dal bagagliaio la torcia e si diresse verso la strada deserta, c'era un piccolo viale alberato...l'aria Era fredda. I suoi passi risuonavano nel terreno...

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Antonella Avolio ha votato il racconto

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Barbara ha votato il racconto

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Urbano Briganti ha votato il racconto

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Non amo l'horror ma sicuramente è molto ben scritto. Complimenti Segnala il commento

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di Nicol70

Esordiente
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