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Umoristico

PENSIERI D'ACQUA DOLCE

Pubblicato il 23/08/2017

Che vergogna! Essere adottati da chi preferiva uno dei miei peggiori nemici.

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"Chi dorme non piglia pesci"

"Non so che pesci pigliare"

"Come un pesce fuor d'acqua"

Mmm...tutte brutte situazioni...

Oh, sentite questi invece...sono proprio terribili...

"Mi han preso a pesci in faccia"

"Occhio da pesce bollito"

"Ospite e pesce dopo tre giorni puzza"

Addirittura offensivi direi...

Usarci per sbatterci in faccia a qualcuno!

Per non parlare di considerarci bolliti o puzzolenti!

"Muto come un pesce".

Beh, già un po' meglio. Dipende dalle situazioni; a volte non poter parlare può essere una grande qualità. Anche se in realtà non è vero che noi pesci non parliamo, lo facciamo solo in modo diverso, meno rumoroso, se vogliamo proprio dirla tutta, in maniera più elegante e discreta.

Ah...c'è poi quello che preferisco:

"Sano come un pesce"

Questo è bello, esalta la nostra specie, riconosce la superiorità del nostro stile di vita. Tant'è che lo sanno tutti che il nuoto è lo sport più completo; lo consigliano anche ai cuccioli degli umani.

"Pesce grosso mangia pesce piccolo"

E allora, che c'è di strano? Vorrei vedere che fosse il contrario; sarebbe fisiologicamente impossibile che un pesciolino (per esempio io che sono un pesce rosso), mi divorassi uno squalo.

In ogni caso questo non mi riguarda, perché non ho contatti coi miei simili; io vivo da solo, sono “single” come si dice.

La mia vaschetta...ops...casa è un superattico trenta centimetri per venti con vista mozzafiato sulla cucina. Sì, perché mi hanno sistemato in alto sopra un mobile e da lì domino l'intera stanza.

Il motivo per cui sono entrato a far parte di questa famiglia non è tra i più incoraggianti, anzi devo dire che, quando l'ho saputo, il mio orgoglio ne ha sofferto parecchio; in pratica sono stato un ripiego, un deludente e vergognoso ripiego.

Alice, la bambina che mi ha pescato col retino mentre nuotavo tranquillamente nell'acquario del negozio, aveva detto osservandomi attraverso il vetro:

"Certo, non sarà la stessa cosa che avere un gatto"

Che vergogna! Essere adottati da chi preferiva uno dei miei peggiori nemici!

"Non potrò neanche prenderlo in braccio!" aveva aggiunto.

Mi era preso un colpo; questa bambina è pericolosa. Ho pensato: saprà che i pesci non vivono fuori dall'acqua?

"Ma ti puoi affezionare ugualmente prendendoti cura di lui" aveva detto la signora vicino a lei.

Ah...meno male! La mamma mi era apparsa subito una tipa simpatica.

Sul fondo della mia...ehm casa, mi hanno sistemato cinque conchiglie di mare; lo so, io sono un pesce d'acqua dolce e le conchiglie di mare non c'entrano per niente, ma non andiamo troppo per il sottile.

In realtà all'inizio avevo anche un ciuffo di erba di plastica che occupava quasi metà dello spazio e che mi faceva il solletico alla pancia ogni volta che ci nuotavo sopra. Poi, a forza di capovolgerlo, hanno capito che non mi piaceva e l'hanno tolto.

All'inizio mi cambiavano l'acqua ogni giorno; poi col tempo, ogni due o tre, per arrivare a ogni quindici giorni di adesso. Avevo sentito qualcosa in proposito: appena ti adottano hai mille attenzioni, ti danno da mangiare sempre alla stessa ora, ti osservano.

Così è successo anche a me: il giorno che mi han preso dal negozio e sistemato sul mobile della cucina, erano tutti intorno a guardarmi; vedevo le loro facce fare smorfie strane e, con le dita, battevano sulla parete trasparente per farmi spostare.

Un giorno, stavo facendo le mie dieci vaschette quotidiane per tenermi in forma, quando intravedo un bagliore sinistro. Mi sono fermato per capire da dove provenisse e... orrore! un gatto, in basso seduto sul pavimento, stava seguendo ogni mia mossa.

Ma non avevano preso me al posto del gatto? Questo era un vero tradimento!

Proprio sotto i miei occhi arriva Alice che, forse con l'intento di presentarci, lo alza davanti alla vaschetta e questi, all'improvviso, sferra un colpo con la zampa, facendo stridere le unghie sulla plastica trasparente.


Oggi non mi sento molto bene, non ho neppure voglia di nuotare; me ne sto a pelo d'acqua fermo e guardo le conchiglie sul fondo che ogni tanto sposto, spingendole con la testa.

Le mie belle pinne, lunghe e fluttuose, hanno delle strane macchie bianche e il bordo è annerito e sfilacciato come le frange del tappeto che vedo per terra vicino al lavandino.

Alice mi fa cadere le palline di cibo nell'acqua e poi si ferma a guardarmi. Ha capito che ho qualcosa che non va perché non mi lancio famelico come al solito. Le palline si inzuppano d'acqua e cadono sul fondo.

Ora che hanno visto che da qualche giorno non mangio, non me ne danno più. Ogni tanto qualcuno della famiglia mi guarda, batte un dito sulla parete della vaschetta per vedere se mi muovo. Ma io proprio non ce la faccio. Mi sento debole. Ogni giorno più debole.

Alla fine questa mattina sono morto.

Il mio corpo si è girato a pancia in su, una posizione che, da vivo, non riuscivo proprio ad assumere, anche a costo di grandi sforzi.

Se ne sono accorti nel pomeriggio; è stata la mamma che mi ha visto, mentre apriva l'anta del mobile su cui è appoggiata la vaschetta per prendere la tovaglia per la cena.

Alice voleva darmi un rapido funerale attraverso lo scarico del water; ha detto che l'ha visto fare in un film. Ma dico! Sono pur sempre un pesce, mica... Comunque, che fine ingloriosa ho rischiato!

Per fortuna la mamma si è opposta e, dopo vari tentennamenti, mi hanno scavato un buchetto ai piedi di una rosa nel giardino; con me ci hanno messo anche le conchiglie. Poi la mamma ha risciacquato per bene la vaschetta e l'ha messa ad asciugare al sole. Non credo che per il momento mi sostituiranno.

Alla sera il papà, sensibile come sempre, ha detto: "Un fastidio in meno". Chissà se a lui farà piacere sentirselo dire quando sarà il suo gran giorno!

Io non mi lamento; tre anni di vita per un pesce rosso come me è una buona media e...

Adesso che succede? Qualcuno sta scavando nel mio buchetto! Qualcuno sta profanando la mia tomba!

È quel diabolico di un gatto che ha sentito il mio odore e vuole mangiarmi!

Beh, spero almeno di fargli venire il mal di pancia.

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giorgiavero3 ha votato il racconto

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Michele Pagliara ha votato il racconto

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Tella ha votato il racconto

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Giulia Chieregato ha votato il racconto

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Paolo Fiorito ha votato il racconto

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di Sabrina Cinzia Soria

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