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Autobiografia

Di cose che non c'entrano nulla con niente

Pubblicato il 28/05/2021

Delirio esistenziale dettato da disagio che si credeva assopito, ma che è invece perennemente in agguato.

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La nostra è la condanna più spietata, quella della mediocrità. Gentaglia che ha studiato di tutto e di più, per arricchirsi culturalmente e pensare di portare qualche biglietto in tasca, giusto per sbarcare il lunario, finendo inevitabilmente con un pugno di mosche in mano a combattere la noia. Col destino più triste, quello dell'accontentarsi.
Quoziente intellettivo nella media, base culturale pure. Tante storie lette, tante altre viste, lezioni imparate poche. Vite vissute in maniera relativamente comoda, ché il pane non dev'esserci toccato, ma il futuro prendetevelo pure. Ed il pane non è più un problema da tanto, troppo tempo. Così tanto tempo da non ricordarlo, o da non conoscerlo per niente. Se i bisogni della pancia sono soddisfatti, quelli della psiche pesano meno, almeno apparentemente. 

Gambe tagliate da un mondo che non ci ha mai voluto. Fenomeni ed inetti sono forse agli antipodi sulla retta immaginaria dei geni, ma è la stessa retta che si ricongiunge ai propri estremi, rendendo le due categorie più simili di quanto i primi non siano disposti ad ammettere. Ma i mediocri no. Né eroi, né vigliacchi, i mediocri stanno nel mezzo. In quel nulla cosmico di cui tutti si dimenticheranno, se non l'hanno già fatto. In un girone infernale nel quale anche Satana si rompe i coglioni ad entrare e dare ordini, ché tanto lo sa che le cose ci verranno magari mediamente bene. Mediamente. Che brutta parola. Che noia. Un'orgia di nulla.

Nel tentativo di scoperta d'altro da cui attingere, magari scovando momentaneamente un obiettivo che sembra quello giusto, per poi scoprire che il concetto di desiderio è ben lontano dall'oggetto e viaggia su una retta parallela. Nel vittimismo più becero, come in questo caso. Perché non siamo vittime, siamo carnefici. Carnefici di un tempo che ci è stato donato senza meritarcelo, pretendiamo di sapere più di chiunque altro su come spendere l'unica cosa che ci appartiene davvero, ma che ci sfugge fra le dita mentre lo afferriamo per la gola. Effimeri scroti convinti di contare qualcosa nel cosmo. 

Lezioni di nulla da maestri di niente. Autori di polemiche nelle quali non crediamo, fedeli in valori che non riusciamo a concepire nell'essenza, involucri di carne e sangue che pensano di non dover mai fare i conti con l'infinito. E forse sull'ultima un po' di ragione ce l'abbiamo. D'altronde, quando ci sarà il caos, noi non ci saremo. 

"In medio stat virtus", diceva Aristotele, forse perché non conosceva il cattivo equilibrio della mediocrità al quale si oppone il fegato dell'azione estrema, l'azione che combatte la viltà figlia dell'immobilità. L'esaltazione della vanità e non della vànitas, della singola discutibile estetica e non della caducità, del momento falsamente impresso nell'infinito, come fosse immortale. Dell'illusione più triste.

Ma non stiamo a pensarci troppo, sono solo un sacco di cazzate inutili, figlie di una mente mediocre che si limita a giocare coi pensieri e che non arriverà ad una conclusione se non quella della propria inutilità, ma che comprende la potenza terapeutica di sputare tutto il disprezzo che prova per se stesso e per quelli come lui su uno schermo. Che tanto già di cazzate se ne leggono tante, una più, una meno. 

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Zoyd Gravity ha votato il racconto

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Franco 58 ha votato il racconto

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Quasi una "cronaca" (personale) della mediocrità, nella quale alberga un buon 75/90% della popolazione italiana, senza andare oltre confine, chè poi, le cose, si fanno ancora più complesse e troppo difficili da descrivere. Ma credo che la maggior parte della mediocrità si annidi tra i nostri pensieri, sfruttando l'inerzia e la resilienza dello stallo emotivo e relazionale al quale ci affidiamo, come un passeggero clandestino, che non sappiamo di avere imbarcato, nostro malgrado. Nulla e niente sono solo parole, se non gli diamo una consistenza, e la possibilità di riconoscerle, fra altre mille.Segnala il commento

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Bruno Gais ha votato il racconto

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Hai descritto uno specchio in cui, purtroppo, mi specchio di frequente. La mia bocca amara sorride. Segnala il commento

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Adriana Giotti ha votato il racconto

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Come Gap anch'io ho riletto il testo più volte prima di decidermi a commentarlo. Nella tua mini biografia citi Hunter Thompson, dunque c'è da aspettarsi una certa schiettezza d'espressione. Rappresenti la realtà del nostro tempo, del trionfo della mediocrità. Tuttavia non ci sono toni trionfalistici-moralistici-accusatori. C'è solo la palese amarezza di chi non può dire altro che la cruda verità. Segnala il commento

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Violeta ha votato il racconto

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Silvia Lenzini ha votato il racconto

Scrittore

Tanta amarezza, arriva e lascia un senso di freddo. Sarà forse per l’immedesimazione - ché se si parla d’amore mi riconosco, se si parla di dolore mi riconosco, ma se si parla di mediocrità allora sono proprio io, combacio alla perfezione. Segnala il commento

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blu ha votato il racconto

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FilippoDiLella ha votato il racconto

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Come si fa a non votare? D'altronde ognuno di noi è il migliore nella sua stanza, quando è solo. Facendo parte del club vorrei aggiungere una cosa: essere mediocri non è così male, si ha tutto il tempo per idratarsi a dovere. Una corretta idratazione è importante. A prestoSegnala il commento

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Tella ha votato il racconto

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caio bongiorno ha votato il racconto

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La vita, quando scorre e basta è assenza di emozioni (luogo dove prospera la mediocrità). Sta in un mezzo, che non è propriamente nè questo nè quello. Lo sputarsi in faccia il disprezzo per non saper arrivare ad una conclusione non è che ci sollevi dalla medianità. Forse nemmeno la ricerca continua di senso, ma questa, almeno credo, dà più soddisfazioni.Segnala il commento

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Anonimo ha votato il racconto

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Giampiero Pancini ha votato il racconto

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. ha votato il racconto

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GAP ha votato il racconto

Esordiente

L'ho letto una prima volta, ma non l'ho votato. Ho continuato però a pensarci e l'ho riletto. Non l'ho votato neanche la seconda volta. Poi l'ho riletto una terza, senza lasciare un voto. Eppure ho continuato a pensarci. Si è infiltrato in qualche mio interstizio ed è ancora qua.Segnala il commento

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Helena ha votato il racconto

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Luciano Rossi ha votato il racconto

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Specchio dei tempi. Ben raccontato.Segnala il commento

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Sofia Nebez ha votato il racconto

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doktor ha votato il racconto

Scrittore

Lo so che è una domanda indiscreta e forse oziosa e che non andrebbe posta, ma mi sono chiesto se quello che parla è un personaggio o sei tu. In ogni caso, a parte qualche eccesso retorico, mi sembra un buon testo. Segnala il commento

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wihelmina ha votato il racconto

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testo che esprime in modo efficacissimo come ci si sente a sentirsi mediocri, mi è servito, grazieSegnala il commento

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Davide Marchese ha votato il racconto

Scrittore

Nonostante il tono cupo e pessimista mi hai iniettato una energia vitale e rabbiosa. Bel pezzo. Complimenti!Segnala il commento

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di Hunter

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