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Narrativa

Pensierini

Pubblicato il 01/08/2020

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1


L'istinto artistico è predazione; non vi è legge esaustiva che precluda l'avventarsi delle idee in ogni zona possibile. La letteratura è, dunque, criminosa, criminologa, vittima. Forse intendo dire che essa si sostituisce a dio, strappando da dio la feccia e dilazionando questa feccia in parole spontanee. Re-inventarsi demiurghi giova a spostare l'orizzonte semplice di un ego all'universale. Il miracolo è assorbire e poi difendere e poi reinventare la passione e l'arrendevolezza della vita e della morte. Tutto passa da queste sottigliezze: si galleggia in attesa della vita; lo scrivere la detta: è luce improvvisa.


2


Il dramma delle parole incarna taluni, li falcidia, li esercita come emissari di un fiato stridulo e necessario. È la parola che decide. Il Verbo si mischia alle gonne e agli sguardi, a quelle minuzie che sorprendono l'Assoluto in deshabillet: la maschera che si scrosta: il Dire. Ecco come siamo arrivati alla civiltà e alla decadenza: mediante questi sforzi profusi in stanze silenziose. Diciamo anche, facendo vincere la letterarietà rispetto alla tecnica. Ma c'è futuro?


3


Il primo problema è il senso. È un problema di linguaggio, il senso. E già la problematicità, il problematizzare è una questione di senso. Tutto del mondo esige senso, già la sua fecondità è il paradosso che gioca sulle doppiezze dell'uomo, che lo scinde, per l'appunto, in senso e non-senso. Scrivere, dunque, è un atto predatorio rispetto all'ordine e alla identità. Ma anche non reagire agli ordini, subirli, non rivendicare, essere, per usare un cliché, gregge, è un'architettura intima rispetto alle difficoltà dell'esistere e alla paura del nulla.

Ciò che separa e che unisce chi scrive a chi subisce, è l'onnipotenza e l'invasione. Così, lo scribacchino, esautora la sua creazione di oggetti e vita, in quella deformazione del mondo che è l'arte; e così subisce il dettame della parola che lo abita e, invaso da tale, esso è obbligato a vomitarla, a dire in quest'artificio.

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Ezio Falcomer ha votato il racconto

Scrittore

Uno stile complesso e oscuro, eccezionalmente offerto alla meraviglia del lettore. Una parola che testimonia la Parola, il mistero, nel meccanismo magico dell'evocazione. Pura poesia in prosa. Concettualità barocca e asiana. 10Segnala il commento

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Giorgia Nicolini ha votato il racconto

Esordiente
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Silvia Lenzini ha votato il racconto

Esordiente

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Adriana Giotti ha votato il racconto

Esordiente
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di Domenico Puleo

Scrittore