Ermith, amore mio,

questa sarà l’ultima lettera che riceverai da queste mani.

Domani sarò data in sposa al principe di Umythyen, un regno remoto e sconosciuto per rimarcare la pace tra i nostri regni.

Sfortunatamente, ho il pesante fardello di essere la principessa del nostro regno, l’unica dopo quattro fratelli.

Mi mancherà Amarethys, mi mancherà la mia terra.

La mia casa, i miei fiori, i miei cavalli e la mia libertà.

Ma più di ogni altra cosa, mi mancherà incontrarti ogni giorno al tramonto nei giardini della mia casa, i tuoi rassicuranti abbracci ed il calore delle tue labbra.

Ho un compito che mi appesantisce: avere un matrimonio felice con qualcuno a me sconosciuto, anche il suo nome mi è estraneo.

So che vorresti che non accettassi un simile fardello, amore mio, ma non vi è altra soluzione. 

Devo tenere il mio popolo al sicuro come meglio posso.

Sarò sua moglie, la sua principessa e la sua regina se devo.

Dormirò nel suo letto e partorirò i suoi figli.

Avrà tutto di me, eccetto il mio cuore, quello, mio malgrado, ti apparterrà per sempre. 

Lì dimorerai in mezzo alle rose del mio giardino, in piedi, sorridente, con il tramonto a farti da cornice.

Mi hai regalato i giorni più felici della mia vita, il loro ricordo mi aiuterà a non cedere. 

Voglio che il mio popolo possa vivere giorni così felici e per farlo, farò tutto il possibile per tenervi al sicuro dalla guerra.

Ti auguro di avere una vita felice, nonostante la mia assenza.

Sei l’uomo più forte e valoroso che io conosca e so che capirai quali doveri mi spingano ad accettare questo importante incarico.

Ti amerò, in segreto, per il resto dei miei giorni, fino a quando la morte non verrà a portarmi con se. 

Che sciocca affermazione da parte mia, sappiamo entrambi che continuerò ad amarti anche quando di me non resteranno che delle nude ossa.

Per sempre tua,

Elizabeth.