leggere e scrivere online
Small cover.png?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccountZoom cover

Narrativa

Piazzale Loreto

Pubblicato il 20/04/2017

144 Visualizzazioni

Ho abitato in piazzale Loreto. Ho abitato in piazzale Loreto, piazzale informe nato senza intenzione. Ho abitato dieci anni in piazzale Loreto, in un appartamento sul cui balcone oggi è collocato uno striscione giallo dove in rosso è scritto VENDESI APPARTAMENTI. Ho abitato in un appartamento dal quale – tutte le mattine appena alzato, tutte le sere prima di andare a dormire – guardavo il monumento ai martiri di piazzale Loreto che ha sul fronte un bassorilievo in cui è rappresentato un testimone di fede nell’iconografia del San Sebastiano, sul retro la dicitura ALTA ILLUMINATA FRONTE CADDERO NEL NOME DELLA LIBERTÀ, e l’elenco dei quindici partigiani fucilati dai fascisti il 10 agosto 1944.

Ho abitato in piazzale Loreto dove la notte del 28 aprile 1945 i corpi di Mussolini, della Petacci e di altri quindici gerarchi del regime furono scaricati da un camion lì dove erano stati fucilati i quindici partigiani. Ho abitato in piazzale Loreto, davanti al monumento ai martiri, dove ogni anno il 25 aprile si celebra la liberazione di Milano da fascisti e nazisti.

Ho abitato in piazzale Loreto, che nel dopoguerra, per breve tempo, fu chiamata piazzale dei Quindici martiri a ricordo dei partigiani fucilati, per poi riprendere la sua denominazione precedente. Ho abitato in piazzale Loreto, che un assessore alla cultura del comune di Milano ha in anni recenti proposto di ribattezzare piazzale della concordia dal momento che gli eredi dei fascisti, rassettati e in abito consono questa volta, erano tornati a governare e non era accettabile fossero ricordati tra i carnefici.

Nell’appartamento di piazzale Loreto ho ricevuto la notizia della morte di mio padre; esiliato in una stanza dell’appartamento di piazzale Loreto pensavo il mondo mentre scrivevo La fabbrica del panico. E il 25 aprile 2001 dall’appartamento di piazzale Loreto ho visto un fascista di Ordine Nuovo, insieme ad altri, tentare di collocare un mazzo di fiori in ricordo di Benito Mussolini. E ho visto il disordine, la gazzarra, la rissa tra fascisti e giovani accorsi, questi ultimi condannati in base alla richiesta del pubblico ministero il quale ha negato "l’esistenza di una provocazione, perché portare fiori a piazzale Loreto il 25 aprile per ricordare Mussolini non può essere infatti considerata tale.”

Ho abitato in piazzale Loreto. Ho abitato in un appartamento dal quale – tutte le mattine appena alzato, tutte le sere prima di andare a dormire – guardavo il monumento ai martiri di piazzale Loreto. Eroi di un paese che non conosce eroi.

Logo
2529 battute
Condividi
Large valenti.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

di Stefano Valenti

Ospite Belleville