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Autobiografia

Polvere sulle pareti

Pubblicato il 22/11/2022

Falsità autobiografica

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Stanotte ho bruciato tutti i fiammiferi che avevo in casa, ho guardato tutte quelle piccole fiamme, i film parlavano, e io incenerivo troppo poco della mia vita per andare a dormire soddisfatto.

Da bambino vedevo passeggeri di ogni genere salire sul mio treno, al contrario io non mi sono mai mosso dalla stazione, non mi allontanavo mai da lì, tuttavia questo non mi impedì di trovare un amico.

Si chiamava Raffaello, lo vidi per la prima volta durante una notte d’inverno, era sdraiato nel sottopassaggio al riparo dalla pioggia, così gli raccontai alcune delle mie storie inventate per aiutarlo ad addormentarsi, storie divertenti di elfi assassini, nonni stupratori e cani mannari.

Raffaello era sempre triste, non parlava mai, si lasciava perfino molestare dalle anziane signore che scendevano dal treno fatto di diamanti, non diceva una parola mentre gli facevano tutto il male possibile.

Mi ricordo bene che prima di andarsene mi disse qualcosa che non capii, mi sembrò soltanto un latrato, poi si buttò sotto a un treno che non sentii neanche arrivare.

Questa è la storia di Raffaello, il principe più bello del mondo.

Viveva proteggendo il suo dolce volto a mani nude, nocche rosse e lividi sui polsi, imparava a difendersi spaventato dalla guerra, in un tempo di pace.

Una notte scappò dal suo castello stanco della paura, trovò riparo sotto i folti rami di un albero, il suono del fiume al suo fianco lo cullò dolcemente, e anche se non era troppo distante dal suo regno si sentiva sulla luna.

Al mattino venne svegliato da una ragazzina che gli donò metà della sua mela rossa, e pulì il suo corpo sporco di sangue vecchio con l’acqua del fiume, lui l’amava già, le guardava il dolce volto mentre lei osservava gli anelli d’oro che portava, quella che era in verità una strega ha accarezzato le sue mani a lungo, prima di strappargliele via.

Eri pronto, più forte del tuo corpo che disperatamente ti supplicava di non farlo, il corpo senza di te che ho tenuto stretto tra le mie braccia, intanto aspettavo di abituarmi alla realtà così vuota di quel presente.

Il lutto non è stato doloroso, ma subdolo, sentii di essere io quello che aveva oltrepassato un limite insuperabile, mi trovavo oltre la sua vita, ma ero presente in gran parte del suo passato, mi sentii in un altro universo, cacciato via dal mio con la forza.

Mi abituai presto alla sua bellezza, non ancora alla sua mancanza.

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Il Signor G ha votato il racconto

Esordiente

Un'istantanea fortissima...Segnala il commento

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Davide Marchese ha votato il racconto

Scrittore
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bistrot ha votato il racconto

Esordiente

secondo me dovresti rivederlo in profondità. L' incipit e la chiusa vanno abbastanza bene , ma lo sviluppo soffre di un certo disordine che lo rende poco comprensibile (almeno a me).Segnala il commento

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Raffaele 57 ha votato il racconto

Esordiente
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di Nicolandrea Corinna

Esordiente
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