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Noir

Principesse della boxe

Pubblicato il 23/09/2021

Ho provato a mettere delle leggere modifiche

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C’è una gocciola che cade fino a terra, lo fa senza un rumore e con il corpo lungo, tende al basso e un po’ si fa ad anello. Tocca suolo e s’attorciglia, è come una C, di quelle di una volta, di un corsivo antico e scritto in fretta tra svolazzi e fogli e mani. La gocciola che cade è gialla chiara, si raccoglie quasi al bordo di quella piastrella, il bordo nero grigio ormai di polvere tra gli acari e bassezze. La gocciola che cade non si spacca ma si muove e arranca e striscia ancora una bambina, la bambina di una cosa che vola.


C’è una sorta di tenaglia con due denti ma in realtà di più che serve sempre per poi tante cose e ogni pensiero e azione da lei passa, sussulti, sforzi, colpetti e carezze. La sorta di tenaglia si chiama anche lei bambina, oppure mano, se si vuole.

Ma perché c’era lì dentro? Cosa fa?

C’erano dentro piccole bustine intorno a cose tonde.

Caramelle in un guantone?

Che poi i pugili sono persone ben capaci di dolcezza

E non è vero, non è vero niente, i pugili si nutrono di orecchie, e le mosche bambine non le vogliono le caramelle, e vogliono la carne

E non è vero questo adesso, quand’è mai stato che i bambini non vogliono le caramelle che poi i grandi non la vogliono la carne?


La bambina che non vola ancora intanto freme, si dimena è come quando ci si vuol grattare ma non si ha le braccia, che la pelle freme anche se non si vede e c’ha un uncino, uno che a lei sembra bello grosso e freddo che però non serve e intanto prude prude prude, quell’estremità è più fredda c’è sopra qualche cosa che non va, una cosa che le chiude la bocca, le fa chiudere la pelle, le toglie il desiderio di restare sveglia.


Quando capitava di trovare una stomachezza come quella, le bambine ch’erano degli altri si sgolavano e frignavano, il vestito secco a suon di moccio e la fobia delle soffitte e poi dei guantoni per la boxe. Eppure forse aver avuto un nonno- o poi una nonna, era difficile capirlo da una fotografia così sfocata coi guantoni in primo piano, nella mischia, di fronte alla faccia- con uno slancio così attento e poi preciso, non doveva aver forzato, in quelle bambine, lo sviluppo della ghiandola quella che si attiva quando vedi larve e insetti e fa sentire in bocca un sapore molto amaro, che si fanno quelle smorfie.

Dammela fammi vedere

Aspetta

Dopo prima io sono più grande

L’ho trovata io chiamo la mamma

Mamma poi, l’amaro, ne prendeva troppo già per conto suo.


La gocciola è passata di mano, dai bauli, dalla muffa tra le briciole e le caramelle, eppure poi non si lamenta, era piovuta dal guantone freddo che piovigginava mucche morte. Stava bene come a casa insomma, era più caldo e sotto poi qualcosa che si muove come sue sorelle gocciole che strisciano ma no invece corrono, corrono buttate da una cosa che non sa; poi ha tanti appigli, fosse, creste tranne su una cosa liscia che finisce subito e si sente come quando ha lasciato il suo guantone.

Guardala che bella

Sembra che ti sta mangiando l’unghia. Posso tenerla io adesso

Solo se la metti...

Sa di sale, sa di terra e gratta un po’ vicino ai denti fa il solletico perfino, ma è peggio la terra oppure il brodo della nonna che fa a pugni con la pancia, knorr che nome secco, come nocca. È che poi il mare è un posto a cui viene destinata da generazioni e non se ne rende neanche conto, le viene così. La stessa procedura che fa quando c’è qualcosa che chiude la gola, si manda di sotto se non si può far altro. E pare quasi, senti o no quel piccolo rumore il tonfo di una cosa che ti affonda nello stomaco fa un tuffo, chissà se ci sono schizzi e poi le gocce vanno in giro lo dicono a scuola nello stomaco c’è l’acido che scioglie ciò che mangi adesso te la sta facendo tutta a pezzi anzi la compatta tutta pappa come quella che sputavi quando eri più piccola...


Spaghetti per la cena, un’altra gocciola che cade. Una rossa, come sei tu dentro, che è poi come ti starà guardando lei

Mangiala tutta

E ride, la forchetta in mano, la vedi negli occhi che sorride

No

Mangiala tuuuuutta, poi prendi la fruuutta

Quella larva a spire che scompare con lo schiocco e c’è del rosso tra le labbra come le più grandi le più grandi che comandan…

Zitta!

Un piatto, un’altra gocciola, di che color...


Che poi forse non l’aveva digerita, tanti nodi nella pancia ch’è anche lei come un guantone con un pugno stretto dentro, pugno con le nocche grosse e sfatte, la pelle si è alzata, fatta a callo, viene via e poi il sangue di uno che non ha mai visto. Conterrà davvero tanto ferro?

E poi gli angoli che sono bianchi e poi due corde tese in un quadrato, un asciugamano e lo sgabello, una bottiglia d’acqua era per terra, l’acqua rosa come il sangue poi diventa marrone. Anche la terra poi è marrone, è dove vive lei. Di sangue e di acqua, e poi più niente.


Rompere il sacco delle uova non richiede tanto sforzo, bastano le forbici, sotto la scritta rosso oro che suona come “arrivo” detto da Speedy Gonzales è meglio non farle cadere ci sono i batteri

Ma il singolare di batteri è “battere”? dove va l’accento?

Mettilo dove vuoi

‘sto pugno?

Perché si è chiusa la sua mano senza neanche sentire, era come programmato che voleva già nel sogno che si aveva fatto insieme, fregate da chi era più grande, anche il bruto era più grande e alto tutti più di lei al tempo che dicevano poi cresci che non era vero, e la sorella era più piccola più alta di una testa si diceva, ma la testa di un neonato solo, mica di giraffa o di elefante.

Il sacco comunque è plastica dura, che il battere non può lacerare che se no son guai col centro dell’igiene, meglio se si usano i denti, anche quell’altro oltre ai guantoni usava i denti qualche volta e funzionava bene. E difatti si può lacerare, via la plastica che è amara via le uova sono dolci e un po’ di gomma con la perla arancione lì nel centro così buona e aspra, attorno un anello bianco morbido si scioglie. È come se mi si squagliasse un dente; e sarebbe troppo bello, svegliarsi la mattina e poi vedere la dentiera di tua nonna nel bicchiere tutta sciolta colle due gengive rosse a galleggiare, vedere poi la faccia che fa tutta arrabbiata, tutta rossa colle sopracciglie a V e la bocca ad U vista da sotto, e poi grida A.


C’è un elefante e splende, immobile e pesante fiero senza coda la proboscide sull’erta, bruca nel giardino e serve per i fiori come l’acqua. E quanto può pesare poi uno che trattiene in sé la vita di un giardino?

La luna di stasera c’è solo uno spicchio poi è rosso, è sopra la mano, la linea dell’amore, ch’è così il suo nome. È come due labbra, si ripiegano più bianche, stanche e secche, c’è forse qualcosa che le morde, un puntolino nero si ingrandisce è bianco sotto, ha tanti anelli e fame di terra e poi di sangue.

Cosa guardi

Niente niente

Voglio vedere

Ho detto niente levati

E la mezzaluna rossa su altre labbra che invermigliano, ci sbava e poi la striscia rosa. Di sangue e di acqua.

Principesse, quando nascono in miseria, e brutte e sporche, di sangue e di acqua e poi più niente.


Le mani poi in tasca, ma una tasca di mucca e gocciole che vanno tra le dita calde, si alzano i peli, abbassano i sospiri alzano le mani e non si tratta di un concerto anche se si canta rock. E quelle facce poi che ruotano e si mischiano le luci forti i numeri sul neon e poi mani che battono che passano e campane e urla poi il bagnato e la pelle che sbatte. Il peso e la forza di tutto un giardino.


C’è una gocciola che cade fino a terra, lo fa senza un rumore, sorda alla carezza che le danno i sassolini di un giardino, e le cose tutte in terra, biglie rosse. Eppure non è tempo di fragole.

Dai, che dormi? Vieni su o cosa

O cosa ci sarà dentro alle fragole che fa dormire? L’elefante grigio si è sdraiato, sta su un fianco, perde acqua, l’acqua che si è fatta rosa.

Figli dell’erba ora cantano la nanna, e sarà tenera la notte, sarà il regno della luna e gocciole che abbracciano sicure, riempiono poi tutto, ma non ci sarà luce, solo il mormorio del giallo che disperderà. Di sangue e di terra.

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Hollyy ha votato il racconto

Esordiente

A me piace, però c’è troppo carne al fuoco per uno scritto solo.Segnala il commento

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Laura Chiapuzzi ha votato il racconto

Scrittore

Le piccole modifiche che hai apportato non aiutano più di tanto. Quando penso di aver afferrato le fila ecco che tutto si confonde di nuovo. Ma forse la forza dei tuoi racconti sta proprio nel far entrare il lettore in un’altra dimensione, dove il reale e il fantastico vivono in simbiosi. Segnala il commento

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Sofia Nebez ha votato il racconto

Esordiente
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Isabella Ross ha votato il racconto

Esordiente

Per me è poetico. Immagini e parole che stimolano l'immaginazione.Segnala il commento

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Franco 58 ha votato il racconto

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Silvia Lenzini ha votato il racconto

Scrittore

O Lorenzo, sai che ho sempre apprezzato moltissimo la tua scrittura. In questo caso non so se la recente vacanza mi abbia indementita, ma ci ho capito veramente poco, e questo mi infastidisce. Farò finta che sia un testo poetico, così potrò rileggerlo e lasciarmi andare un pochino e non sentirmi del tutto scema, che non mi garba. Segnala il commento

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Violeta ha votato il racconto

Esordiente

Sempre bello entrare nel tuo mondo visionario e soprattutto poetico per me :))))Segnala il commento

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Amid Solo ha votato il racconto

Esordiente
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Ezio Falcomer ha votato il racconto

Scrittore
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Adriana Giotti ha votato il racconto

Scrittore

Avrei riletto volentieri la prima stesura e i commenti. Ricordo bene quello di Jean per Jean e di Palu, e credo ti abbiano dato un ottimo consiglio. La qualità delle tue pubblicazioni è notevole, basta dipanare un po' la matassa e ne verrà fuori un racconto di tutto rispetto.Segnala il commento

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Helena ha votato il racconto

Esordiente
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Ondine ha votato il racconto

Esordiente

'Che poi i pugili sono persone ben capaci di dolcezza.' Bello. Eh sì le apparenze ingannano Segnala il commento

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Enrico R. ha votato il racconto

Esordiente

Notevole Segnala il commento

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blu ha votato il racconto

Esordiente
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Davide Marchese ha votato il racconto

Scrittore
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Andrea Trofino ha votato il racconto

Esordiente

Perché "gocciola" e non "goccia"?Segnala il commento

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palu ha votato il racconto

Esordiente

Non sono riuscito a cogliere le "leggere modifiche", avrei avuto bisogno di un confronto... sarà l'età? Tuttavia, fosse solo per una rilettura più attenta, mi è parso funzionare meglio del precedente; credo sempre che sia piuttosto criptico, ma forse è una componente del tuo stile. Ciao, PaoloSegnala il commento

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Albertina ha votato il racconto

Esordiente

Non so se capisco ma affascina Segnala il commento

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di Lorenzo V

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