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Narrativa

Problema dei problemi

Pubblicato il 26/05/2020

Un annoso problema mai risolto assilla Geraldino, ma Anselmo propone come soluzione una sorta di “Pit Stop” in attesa di tempi migliori.

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Anselmo si era svegliato pensieroso per tante cose che sembravano compromettere tutto il suo stato psicofisico. Per tutta la mattinata aveva percorso in lungo e largo il suo appartamento, di ottanta metri quadri, “all inclusive”.

Una passeggiata obbligata per tenersi in forma, in sostituzione della solita camminata che faceva prima della nota sciagurata situazione virale. Non usciva di casa da molto tempo, non ricordava più da quanti giorni, i suoi capelli si erano allungati a dismisura, e non sapeva se il suo barbiere avesse aperto bottega. Ma non aveva nessuna voglia di fare due passi per andare a vedere se Pasqualino avesse ripreso la sua attività, interrotta per il maledetto virus.

Un rumore assordante s’avvicinava sempre più forte, uscì sul terrazzino e fu investito dal cielo tricolore, era lo stormo della pattuglia acrobatica che stava sorvolando proprio la sua abitazione.

Una contentezza indicibile si insinuò nella sua mente, su due piedi decise di infilarsi i pantaloni, la camicia e andare a trovare Pasqualino. Lo avrebbe abbracciato, se non ci fosse stato quel protocollo.

Poi risolse che se lo avesse trovato gli avrebbe dato solo una piccola gomitata per dimostragli la sua affezione. Erano anni che gli tagliava la barba, gli sistemava la zazzera ancora folta nonostante i suoi anni, ormai tanti.

Ma avrebbe, comunque, abbracciato chiunque avesse incontrato, tanto era quel brio che quel tricolore gli aveva trasmesso. Se lo sentiva dentro, nel profondo del cuore.

Si quella bandiera era proprio grande, tanto amore era rimasto indelebile, sin dal tempo di quando militare marciava, col fucile sulla spalla, nelle tante parate. Quella soddisfazione che aveva addosso mai nessuno avrebbe potuto toglierla, tanto si era radicata.

Era quasi arrivato da Pasqualino che il telefonino avvisava una mail del suo caro amico Geraldino, anche lui avanti negli anni e come lui  con lo stesso sentimento.

Pensò subito a una condivisione di amorosi affetti e aprì subito la posta. Ma vide che si trattava di altro, sembravano versi, forse una poesia. La cosa lo incuriosì, non aveva mai saputo che Geraldino scrivesse poesie.

La cosa non poteva risolversi sulla strada; decise di leggere con calma sul divano di casa. 

Vide in lontananza Pasqualino, che era davanti all’entrata della bottega, che lo salutava. Da lì gli diceva se voleva fissare un appuntamento per darsi una ripassata, e che doveva fissare un appuntamento, tanta era la gente che si era già prenotata. Fissato l’appuntamento tra quindici giorni o niente, se ne andò a casa contento, dopo aver appoggiato la mano sulla schiena di Pasqualino. Quella modalità era diventata, ormai, la forma di un rito ben augurante, perché la considerava una promessa assicurata a rivedersi ancora.

Arrivato a casa lesse in fretta la mail, erano dei versi:

...

dismesse passioni desideri

fobie e dolori tribolazioni 

inseguo su prati verdi farfalle

nuvole a forma di cuori

se tutto questo fosse vero

ci vorrebbe una magia

a riporre le ossessioni

ancor di più i desideri

allora governo e limito

quelle fobie che addolorano

talvolta non pensandoci

per un po’ vanno via

correrei sui prati verdi

guarderei le farfalle

le nuvole che ancora

s’assembrano in montagne

inaccessibili altissime

sino a che non spariscono

...

Di seguito era scritto: “tu che sei un filosofo, anche se non ti ritieni tale, perché sei solo un ingegnere magistrale laureato, dimmi perché dobbiamo abbandonare tutto per essere felici, ti rendi conto di quanto sia triste la vita, senza passioni, senza desideri, ti rendi conto della crudeltà che la felicità impone, dimmi qualcosa te ne prego!”.

Anselmo pensò subito di incontrarlo, ma i tempi non lo permettevano, figurarsi il coronavirus. Poi si persuase che una telefonata non avrebbe risolto al meglio il problema, per via di repliche e controrepliche. Alla fine ritenne più opportuno rispondere alla mail con altra mail.

Ricordava che quell’argomento lo avevamo trattato già altre volte, insieme, ma senza soluzione. Tutto stava nel trovare le parole giuste e i termini appropriati.

Pertanto scrisse: Caro Geraldino, certamente saprai che non sono un filosofo, forse qualche mio atteggiamento ti ha attirato in inganno, avrò letto sì e no un po’ di storia di filosofia, ma questo non ti fa filosofo. 

Comunque, ti consiglio di leggere il pensiero di Eraclito e forse ne trarrai giovamento.

Anche io inseguo la felicità, non so dove sia finita, forse qualcuno l’ha vista, ma non se ne trova neppure una traccia. 

Altri dicono che non esiste, che è tutto da venire, altri che forse hanno annusato qualcosa e ritengono di essere sulla buona strada, che certo la troveranno. 

Tutti ne parlano, tutti la cercano,  forse basta fare un giro a trecentosessanta gradi per trovarla?

 Io ti dico di non farci caso, almeno per ora soprassediamo, ne possiamo parlare diffusamente più in là, di certo mi troverai sempre amico presente e disponibile. Ma se la trovo stai pur sicuro che t’avviso. Tuo sempre caro Anselmo.

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Silvia Lenzini ha votato il racconto

Esordiente

Un bel tocco delicato e leggero senza essere superficialeSegnala il commento

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Ezio Falcomer ha votato il racconto

Scrittore
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Barbara ha votato il racconto

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Laura Chiapuzzi ha votato il racconto

Scrittore

Un insolito Donato scrittore che scalza il Donato poeta ermetico, con un bel racconto sull’amicizia scritto in un stile un po’ retrò. Ho trovato qualche piccola (piccolissima) trascuratezza nella stesura, la poesia invece è degna di nota. Nel complesso, piaciuto:)Segnala il commento

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blu ha votato il racconto

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Ondina ha votato il racconto

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Federico D. Fellini ha votato il racconto

Scrittore

Anche io come altri ho apprezzato il mix di linguaggi e strumenti al servizio di un racconto al tempo stesso leggero e profondo. Come forse dovrebbero essere tutte le amicizie vere.Segnala il commento

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Helena ha votato il racconto

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Violeta ha votato il racconto

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Etis ha votato il racconto

Scrittore
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Sofia Nebez ha votato il racconto

Esordiente
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mariomonfrecola ha votato il racconto

Esordiente

tra filosofia e amicizia, due temi delicati trattati con leggerezza. Bravo Donato anche per l'idea di mischiare i generi poesia, racconto, email.Segnala il commento

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MargheMesi ha votato il racconto

Esordiente

Limpido e profondo.Segnala il commento

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Franco 58 ha votato il racconto

Esordiente
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Tella ha votato il racconto

Scrittore

BelloSegnala il commento

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Urbano Briganti ha votato il racconto

Esordiente

Riletto ancora una volta, rivela la sua essenziale inevitabile importanzaSegnala il commento

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Stefano Adesso ha votato il racconto

Esordiente

Un racconto che diventa una poesia che diventa una mail conservando sempre la stessa singolare armonia di personaggi, temi e linguaggio. Complimenti sinceri.Segnala il commento

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Davide Marchese ha votato il racconto

Scrittore

Mi sono sinceramente commosso. Hai espresso una umanità che va oltre le dinamiche spicciole dell'ogni di' e hai portato il discorso ad un livello superiore, però mantenendolo su una ilare parlata amichevole. Grazie Donato e sinceri complimenti!!!Segnala il commento

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LadyEffe ha votato il racconto

Esordiente
Editor
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di DONATO ROSSO

Esordiente