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Soggetti per il cinema/teatro

Progetto Genesi: Umano

Pubblicato il 02/09/2019

Capitolo 2

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"Perché stai piangendo?"

"Scusami, ho avuto un incubo… Quei brutti mostri cercavano nuovamente di portarti via da me.”

“Ancora quel sogno… Io sono qui, non vado da nessuna parte. Ricorda i sogni avvengono solo nella nostra testa.”


San Francisco: Quartiere di Rincon Hill

Due soldati riuscirono ad uscire illesi dallo schianto dell’elicottero in cui si trovavano e dall’esplosione che ne è seguita, grazie soprattutto all’armatura di puro acciaio di cui erano dotati. Uno dei due soldati si mise in contatto con la base grazie al casco con ricetrasmittente integrata. Rispose una donna.

“Polaris, state bene? Abbiamo perso contatto con il pilota dell’elicottero.”

“L’elicottero si è schiantato su quelli che sembrano degli strani rovi. Sono ovunque, ricoprono ogni palazzo. Del pilota non vi sono tracce.”

“Scorpii sta bene?”

“Affermativo.”

“Il quartiere di Lakeshore si trova dalla parte opposta della città, viste le circostanze vi toccherà raggiungerlo a piedi. Completate la missione ed evacuate la città dopo invieremo un elicottero per l’estrazione. Avete 24 ore di tempo, lui è già sulle vostre tr-”

(Segnale perso)

“Merda… Scorpii in marcia.”

Così i due si misero in moto, nel mentre osservavano increduli gli orrori che colpirono la città:

Strade in fiamme, pile di cadaveri deformati, grattacieli completamente distrutti.

“Così lei ti ha chiesto se stavo bene eh, credi possa significare qualcosa?”

“Scorpii falla finita. Abbiamo una missione.”

“Una missione che non porterà a nulla, sperano sul serio di trovare qualcosa intatto? È qui dove hanno scagliato la prima… Questo posto è già un mortorio da allora, figurati dopo tutti questi anni.”

“Oh cazzo.”

Un cadavere scheletrico giaceva davanti a loro intrappolato dentro una deforme tela bianca.

“Non credo mi ci abituerò mai.”

“Nessuno è pronto a tali mostruosità, Scorpii.”

Cinque ore dopo i due riuscirono a raggiungere il quartiere di Lakeshore e ciò che videro gli fece gelare il sangue.

Un cratere gigantesco di oltre 3 km andava a sostituire quello che un tempo era il Lake Merced Park.

“Gli sbagli dell’uomo non si dimenticano. Se non fosse per questo non saremmo mai arrivati a tanto.”

“Polaris c’è qualcuno.”

I due si nascosero dietro un cumulo di macerie mentre una strana figura si avvicinava a loro.

Un essere alto almeno due metri con la pelle grigia e atrofizzata, ed una luce bianca che fuoriusciva dai suoi occhi.

“Facciamo silenzio, è un Umano.”

Prossimo capitolo:

PROGETTO GENESI: UTOPIA 

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Franco 58 ha votato il racconto

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Narrazione poco efficace di un soggetto troppo comune: c'è la volontà di scrivere, ma devi ancora affinare i mezzi. Senza rancore...Segnala il commento

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Violeta ha votato il racconto

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Debora Pezzetta ha votato il racconto

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Lisa M. ha votato il racconto

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Barbara ha votato il racconto

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Davide Marchese ha votato il racconto

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di ThePreGenesi87

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