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Narrativa

PUNTI DI VISTA

Di vita e passione - Editato da Maddalena Frangioni
Pubblicato il 26/07/2018

Una storia banale, non troppo banale, sdolcinata, ma non troppo, quasi seria.

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La cagnolina grigia guardò la donna con aria interrogativa: "Era questa la nuova padrona che la direttrice aveva scelto per lei?". Legata al guinzaglio, seduta nella saletta ricevimento, osservava attentamente la persona che aveva firmato il documento di affido. Dopo due anni di “detenzione” Lupetta, questo il nome della cagnolina grigia dalle zampette nere, aveva trovato una casa e un padrone. Era stata fortunata e avrebbe dovuto essere contenta come aveva detto la direttrice, mentre ancora molti amici aspettavano il proprio turno. Tutta colpa del caso che sceglie per noi senza un motivo preciso. La donna che l'aspettava al di là della grata l'aveva scelta tra tanti per quel suo musetto simpatico dagli occhi grandi. Lupetta sapeva di essere simpatica, lo aveva scoperto da quando tre anni prima era stata portata al canile e aveva fatto amicizia con tutti gli amici pelosi, buoni ma piuttosto tristi. Si era adattata a quella vita, grazie alla risorsa interiore che la sorreggeva: la fantasia. Quando era in ansia e aveva paura, lei si rifugiava nella fantasia dove trovava il suo mondo segreto che la faceva star bene. Aveva tentato più volte di suggerire questo rimedio a Romeo, il più grosso cane del canile che aveva perso ogni speranza di libertà dopo cinque anni dietro le sbarre. Lui però era troppo concreto, diffidava della fantasia e di tutto ciò che non poteva né vedere, né toccare, proprio come San Tommaso. Lupetta di buon mattino era stata lavata, strigliata ben bene tanto che il pelo grigio, scuro, arricciato tipico del barboncino, era diventato soffice e chiaro come la vita cui andava incontro. Poi messo il guinzaglio la direttrice l'aveva accompagnata tra sorrisi e occhiate dolci alla donna che l'aspettava. Lupetta rappresentava il dono di compleanno per il figlio di sei anni che da tempo reclamava un cagnolino. Lei aveva tutti i requisiti giusti: piccola, grigia, pulita, rispettosa, simpatica, allegra, giovane ecc…Era un dono economico e in caso di insuccesso sarebbe stato facile restituirla al mittente. Il guinzaglio passò alla donna e firmato un foglio l’adozione era fatta. Lupetta stanca di aspettare e nel tentativo di ribellarsi alle due donne che la trattenevano in ostaggio abbaiò con vigore. Era un’ingenua ma non era stupida, capiva la situazione. La donna con voce melliflua disse: "Andiamo Lupetta, andiamo, Luigi ti aspetta, vedrai la nuova casa ti piacerà", Lupetta scosse il capo. e mentre salutava i compagni e oltrepassava il cancello fece un lungo guaito quasi disperato come per dire: “Questione di punti di vista”.

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