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Young Adult

Qualcosa di complicato

Di Howl
Pubblicato il 24/06/2020

Mi dispiace ma non riesco a essere presente su Typee, il lavoro mi divora e mi lascia solo una piccola finestrella settimanale per scrivere. Per ora. Ci tengo comunque a condividerlo con voi. A presto!

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Non lo so dire, è tutto così difficile, ma io scrivo per te. Perché mi hai chiesto questa cosa, come se non avessi capito. Non mi piace per niente che dopo un po’ non so come continuare la storia. C’è così tanto mistero in Teo, e a volte mi sembra che sia solo un sogno strano. Te e lui siete arrivati lo stesso lunedì, ma di te so che sei vera, lui forse non lo è. Dovresti vederlo coi tuoi occhi, perché l’unica altra persona a sapere di Teo è Nina, ma ci sono giorni che passo talmente tanto tempo con lei, che non so dire se siano solo fantasie o cose vere. Io e Nina ci inventiamo così tante storie quando giochiamo…

Ma perché è diventato tutto così difficile?

Non hai capito, mi hai chiesto se esiste e io, la sera, quella sera che è successo quello che sai, sono salito in soffitta da lui a parlarci e gliel’ho chiesto, se esiste.

È una domanda difficile? Mi ha risposto con cose che non ho mica capito, mi ha parlato tutto strano che mi ha messo un po’ di paura. Allora l’ho toccato, e c’era. Questo basta? Non lo so.

Un bambino di latta con la mia voce e il mio nome e che non può amare. Quando Charlie Parker è scappato, a Teo ci ho badato poco, mi è ritornato in testa dopo che ti ho vista per la prima volta. Sai no, quando tutta la classe è venuta al tuo banco, c’ero anche io e ti guardavo e mi sembravi un po’ triste, anche se sorridevi. Ma non sono più salito in soffitta fino a quella sera. Ero molto arrabbiato ecco. Con tutti loro. Di solito quando mi succede, mi vengono in mente tutte le facce delle persone. È buffo, le vedo proprio e allora stringo gli occhi, scuoto la testa, ma queste facce continuano a venire veloci e formano un mucchio, una sopra l’altra. Le facce mi parlano, ma io non le voglio ascoltare. Mi do dei colpi sulla fronte, mi do dei pizzicotti forti alle braccia e dopo un po’ se ne vanno. Quando succede, rimane solo il nero, pieno di puntini luminosi, violetti. Sono come girini. Allora io apro gli occhi, respiro. Mi viene male alla testa e mi sento stanchissimo. Sei la prima persona che ci dico queste cose, oltre a Teo voglio dire. Solo che a te non le dico, te le scrivo. E non so nemmeno se te le farò leggere. Ma mentre lo faccio, mi sento più tranquillo, perché ti penso.

Io non c’ho molte altre cose da dire, a parte che Teo adesso sta prendendo polvere, e non vede la luce da questa estate, quando una volta lo abbiamo portato fuori con noi. Che ridere.

Era un giorno che faceva tanto caldo, ed eravamo a casa mia. Erano ancora i primi tempi che avevamo scoperto Teo. Eravamo sempre con lui. In quei giorni, ricordo che c’avevo uno strano mal di pancia, tutte le volte, perché avevo paura che ci scoprissero. Però quel giorno abbiamo deciso di fargli usare la bicicletta della mia mà, che tanto stava lì a non far niente.

Dai, proviamo a portalo con noi all’avventura. Ha detto Nina.

Gli abbiamo messo tutta la roba di Pippo: una vecchia maglia, per coprirgli il barilotto. Era gialla, sformata, coi buchi e c’aveva sopra l’immagine di un Dinosauro. Poi un paio di pantaloncini, degli scarponi la lavoro e per finire, un cappello del Milan con le treccine di Gullit.

Siamo scoppiati a ridere e Teo ci guardava senza capire.

Io gli ho detto di mettersi sulla bici e di pedalare come facevamo noi. Gli abbiamo detto di mettersi in coda e siamo partiti.

È stata la prima e l’ultima volta perché avevamo paura che ci scoprivano. Però quanto ci siamo divertiti! Ogni volta che lanciavamo uno sguardo alle nostre spalle e lui era là che ciondolava con una bicicletta da donna e tutti i vestiti di Pippo e le treccine al vento, ridevamo fino a piangere. Non abbiamo fatto tutta questa strada, perché quando incrociavamo le macchina, quelle ci guardavano strano. Fortuna che nessuno che conoscevamo ci ha visti.

Quella sera che tu sai, Teo era “nudo”. Gli ho chiesto se esiste. Poi l’ho toccato. Sono stato un po’ con lui in attesa che mi passasse tutta quella rabbia che avevo dentro. Ho preso il quaderno e ti ho scritto queste cose e ora non so se posso averti detto la verità o le mie solite fantasie. Quello che so è che mi ha fatto bene, e spero che anche tu adesso stai bene. E spero di averti risposto in qualche maniera, anche se è difficile. Io non l’ho capito, credo che esistere sia una cosa che non si può chiedere o trovare. Credo che non basti che si possa toccare. Ho paura che sia come l’anima e tutto quello che ci gira dietro.

Però so una cosa, non voglio più vederti piangere, e non voglio che la storia di Rambo sia finita così. Ce lo riprenderemo, vedrai, faremo in modo che tutto vada bene. Non ce l’ho con te, non devi pensare che sia arrabbiato anche con te. È che questo mondo non va mai come dovrebbe. Tutte le facce che parlano e si ammucchiano veloci una sopra l’altra. Vorrei che se ne andassero, che rimanessimo solo io e te, in questa pagina.

Ti penso adesso, magari mentre ascolti la musica punk e tutte le cose che non mi hai detto. Alla tua casa grande, ai tuoi genitori che non hanno voluto.

È arrivato il momento di parlare con il mio pà.

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Marina Mander ha votato il racconto

Scuola

Qualcosa di complicato. Forse troppo. Mi pare più un capitolo di un ipotetico romanzo che un racconto concluso. Il confine tra immaginazione e realtà, personaggi molteplici o personalità multipla, la sostanza dell’esistente, la fantasia bambina, temi che sono una miniera in cui scavare a fondo. Purtroppo ci sono troppe ellissi nel racconto, troppi indizi sparsi e non raccolti, troppe domande senza risposta. Resta la curiosità di saperne di più, e questo è positivo, ma il lettore non è il mittente della lettera che conosce alcuni retroscena. Bella la scrittura, ma poi: chi è Teo? Chi sono gli altri? Cosa è successo quella sera? Chi è Rambo? Perché Teo era nudo? Perché deve parlare con pà? Perché? Il lettore non è nato “imparato”, bisogna tenerne conto.Segnala il commento

Commenti degli utenti

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Graograman ha votato il racconto

Scrittore
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Sofia Nebez ha votato il racconto

Esordiente
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Graziano ha votato il racconto

Esordiente
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Adriana Giotti ha votato il racconto

Scrittore

Mi sono mancati tanto i tuoi personaggi, i dialoghi che sai costruire con la voce, i pensieri, le emozioni dei bambini, un linguaggio semplice e asciutto, che racchiude un universo. Segnala il commento

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Helena ha votato il racconto

Esordiente
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Ezio Falcomer ha votato il racconto

Scrittore
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Filippo Hanemann ha votato il racconto

Esordiente
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Tella ha votato il racconto

Scrittore

Che meraviglia TeoSegnala il commento

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Ondine ha votato il racconto

Esordiente

C’è nel tuo scrivere qualcosa di commovente e poetico un flusso bello e dolce che lascia un sapore buono quasi perduto. E che non si vorrebbe lasciare. Segnala il commento

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Urbano Briganti ha votato il racconto

Esordiente
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MargheMesi ha votato il racconto

Esordiente

Teo lo si ascolterebbe per ore. Per capire. Per pensare. Per trovare una soluzione al suo groviglio. Per dirgli che la sua storia ha un senso. Hai creato un mondo Howl! E dentro questo mondo - prima ancora che la storia finisca - uno spazio di nostalgia per il lettore. Segnala il commento

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Andreasololettore ha votato il racconto

Esordiente
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Davide Marchese ha votato il racconto

Scrittore

È bello trovare amici creati da artisti che sanno dare anima a quelle vite che si leggono e si insediano in noi come i pensieri che paion sussurrati da invisibili voci. Complimenti e...buon lavoro!!! Segnala il commento

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Franco 58 ha votato il racconto

Esordiente

Bello come al solito: insolitamente bello... hai una voce inconfondibile, e i personaggi che ci fai "vedere" vivono di "vita propria"... pupazzi, marionette, animali o esseri umani che siano...Segnala il commento

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Roberta ha votato il racconto

Scrittore
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Silvia Lenzini ha votato il racconto

Scrittore

Certo che mi è piaciuto. Lo stavo aspettando, e l'ho trovato un po' cresciuto. Torna presto, sennò diventa grande senza di me.Segnala il commento

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di Howl

Scrittore
Editor
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