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Non-fiction

Qualcosa è cambiato

Pubblicato il 16/10/2021

Stasera mi sento di condividere con voi un pensiero. Vi prego di capire lo spirito con cui lo scrivo, e di rispettarlo.

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C’è un modo di pensare che associo senza titubanza alla vecchiaia, e corrisponde alla sensazione che nel presente si sia perso qualcosa, che ogni aspetto del passato fosse migliore. Può dirsi nostalgia, e ciascuno ha il suo elenco. L’inizio del mio potrebbe essere questo:

L’odore delle matite di legno quando le temperavo

La focaccia croccante dopo il bagno al mare

Mio padre, naturalmente

I cortei

I bivacchi

La Dyane celeste

Gli occhi celeste-Dyane

Il rumore della cerniera della canadese

Il timbro dei nostri cuori che scoppiavano

Le lezioni all’università

La mia chitarra

Le parole delle canzoni

Le risate delle bimbe gli sguardi le dita

Ogni singola carezza

Potrei andare avanti, ma sarebbe una noia per voi: ognuno ha i suoi, di elenchi.

Nel mio non ci sono libri, perché i libri si possono rileggere, e rileggere, e rileggere. Non cambiano.

La nostalgia, dicevo, è un fatto di vecchiaia - è evidente. Si diventa nostalgici quando manca il ruolo positivo dell’esperienza, appiattiti come siamo a difesa della nostra stessa fragilità.

Per molti aspetti la bellezza del passato è un’idealizzazione, non era mica tutto così fantastico. Voglio dire, prima di vedere il viso di un figlio c’è stato il parto, e io lo so che se avessi avuto una pistola mi sarei sparata per non sentire più tutto quel dolore, ma ora l’ho cancellato, ricordo solo i momenti successivi. Di ciò che è stato, io ricordo i momenti belli.

Nella frequentazione di un gruppo ci sono analogie con l'esistenza. Si comprimono i tempi, in un certo senso: un gruppo può durare pochi mesi o molti anni, ma l’andamento è sempre lo stesso: a un certo punto si guardano le foto dei primi anni, le serate a cantare, le gite, e ci si domanda come fosse possibile divertirci tanto, prima. Il gruppo è invecchiato. Poi, ciascuno reagisce a modo suo. C’è chi resta, modificando le proprie aspettative, adattandosi a un modo diverso di stare insieme, e chi fa come Jack Frusciante (che doveva chiamarsi John, ma questa è un’altra storia e sarebbe divertente parlarne - degli pseudonimi intendo).

Anche sull’isola qualcosa è cambiato, a me sembra evidente. Troppi se ne sono andati, troppi Jack e qualche John, persone ricche di talento, le cui parole in prose o versi provocavano emozioni vere e profonde. Dove sono spariti? Vorrei chiamarli tutti qui per nome, pregarli di tornare. Oh, almeno se venissero a trovarci! Vorrei che vedessero l’isola com’è ora, che conoscessero tutti i nuovi abitanti, e leggessero le cose belle che molti di loro scrivono. Perché sono vecchia, ma una cosa l’ho capita bene: non è che manchino i talenti, manca l’atmosfera di prima. Manca il calore.

Allora. Secondo me non è giusto, né verso noi stessi (della vecchia guardia, diciamo così) né verso i nuovi entrati (molti già si stanno allontanando, ve ne siete accorti? E hanno ragione). Dovremmo tornare a capire la distinzione tra commento e polemica, scrivere serenamente e serenamente leggere. Essere accoglienti con le persone, e sinceri con i testi. Secondo me ce la possiamo ancora fare: le basi buone ci sono, perché chiunque abbia frequentato altre piattaforme di scrittura dice che questa è ottima, le opportunità di miglioramento possiamo crearle. Perché, checché ne pensi Amleto, non c’è davvero niente di putrido in Danimarca; ma, si può confessarlo senza offesa, ci fa un poco freddo*.



*Massarani, Nuova antologia di scienze, lettere ed arti, vol. XLII [1878], p. 604.


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Maiolo Mario ha votato il racconto

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Alessandro Massa ha votato il racconto

Esordiente

Si potrebbero anche provare degli accorgimenti tecnici che rendano il sito più piacevole. Manca Segnala il commento

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Stefano Ruzzini ha votato il racconto

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Lele_. ha votato il racconto

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Io sono nuovo di Typee e sono abbastanza sicuro di essere anche tra i più giovani. Sono davvero felice di aver letto il suo brano all'inizio di questa mia "piccola" esperienza. Grazie:)Segnala il commento

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Violeta ha votato il racconto

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Ci sarebbe tanto da dire... :))))Segnala il commento

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Laura Camposeo ha votato il racconto

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Jordan ha votato il racconto

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Piattaforma, forse padella, dove si viene rivoltati come frittate da "friggitori" della giornata senza rispetto verso coloro che scrivono di se con il cuore in mano. Segnala il commento

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Antonella Avolio ha votato il racconto

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Laura Chiapuzzi ha votato il racconto

Scrittore

Apprezzo la tua riflessione e la condivido. È vero, le cose cambiano ma nei cambiamenti bisogna cercare il lato positivo, guardando avanti anche quando ci prende un po’ di nostalgia. Riguardo alla piattaforma, si va e si viene, c’è un momento per scrivere ma non è uguale per tutti. Scrivere richiede un coinvolgimento che non sempre la quotidianità ti concede e anche seguire i nuovi arrivati ( sono tantissimi!) è un lavoro notevole. Io da un po’ sono out, e anche altri “scomparsi” avranno sicuramente i loro motivi, però l’isola è viva, magari un po’ cambiata ma sempre un bel luogo in cui ritrovarsi, più o meno frequentemente ma sempre con la passione che ci accomuna tutti.Segnala il commento

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gionadiporto ha votato il racconto

Scrittore
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Antonio M. ha votato il racconto

Esordiente

Typee è un porto di mare, dove i naviganti lasciano le loro storie. Nel porto c'è poi una bella bettola, amata, dal nome allettante "AGGIUNGI UN COMMENTO". Può succedere che si beva qualche sorso in più e si finisca come nei versi di Toti Scialoja: "I Bassotti di Pisticci/ si bisticciano se alticci".Segnala il commento

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blu ha votato il racconto

Esordiente

guarda un po’ cosa “sollevi”, cara Silvia. e ti par poco? con stimaSegnala il commento

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Bruno Gais ha votato il racconto

Esordiente

un bel pensiero. Io sono nuovo, e ringrazio la passione con cui non solo condividete le vostre emozioni, ma anche quella con cui commentate le emozioni altrui. Ogni vostro consiglio per me è oro, ma soprattutto uno stimolo a fare meglio perché è sincero. Grazie, grazie e ancora grazie. Segnala il commento

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Il Verte ha votato il racconto

Scrittore

Sì, è vero. Ma del resto si entra e si esce dalle vite delle persone, figuriamoci da questa piattaforma, che ultimamente è molto più piatta che forma. È vero, molti apparentemente hanno abbandonato, alcuni ogni tanto fanno capolino con nuovi nick. Altri ancora si manifestano per commentare una sola autrice. Insomma, niente di nuovo sotto il sole, il solito spaccato del mondo fuori da qui. Segnala il commento

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Ondine ha votato il racconto

Esordiente

‘Prendete la vita con leggerezza, ché leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall'alto, non avere macigni sul cuore” Così scriveva Calvino e più passa il tempo e più ci credo. La nostalgia invece è come la saudade, un misto di gioia e tristezza. In ogni caso Silvia ricorderemo questi momenti in modo piacevole. Io sto prendendo un po’ d’aria di mare nel frattempo. Grazie Segnala il commento

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Loretta 68 ha votato il racconto

Esordiente

In typee siamo in tanti, tra chi scrive e chi legge. Alla mia prima poesia non ho sentito calore, né letto neanche un benvenuta, però ciò non mi ha scoraggiato,e strada facendo ho conosciuto persone fantastiche ed autori validi che leggo con vero piacere e mi sono accorta di aver fatto io stessa la medesima cosa. Il rispetto è comunque altro Segnala il commento

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Anacleto ha votato il racconto

Esordiente

Classe 1963, condivido la tua riflessione, bilanciata, condivido i tuoi pensieri molto simili e ricorrenti ai miei. Ora, alla mia età " non c'è più la storia" Ma forse ognuno di noi la chiama in modo diverso. C'est la vie... Segnala il commento

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Italo ha votato il racconto

Scrittore

Bel resoconto dell'età di ciò che è stato nelle nostre vite, e chissà ciò che sarà. Ognuno è il libro di de stesso da rileggere, e a volte apportare delle correzioni. Brava Silvia carina e riflessiva. Segnala il commento

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Helena ha votato il racconto

Esordiente

Frequento poco typee e veramente del "calore" mai percepito dunque non mi manca, i maleducati ci sono ovunque, anche qua e cerco di starne alla larga. Quando ho provato a fare osservazioni sui testi si sono offesi, adesso taccio... credo che vada preso con estrema leggerezza questo "posto". Cari saluti Segnala il commento

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Bruno Magnolfi ha votato il racconto

Esordiente

BeneSegnala il commento

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caio bongiorno ha votato il racconto

Esordiente

Non sono qui da molto, per cui non ho esperienze del passato da rivisitare e di cui avere (eventualmente) nostalgia. Devo dire che alcune persone, qui, hanno voluto manifestarmi il loro benvenuto e apprezzamento. Fa piacere e le ringrazio, ha costituito un incentivo. Ma tutto si muove, tutto cambia, tutto, lentamente, prende una direzione “altra”. E’ fatale che sia così. Prima o poi terminerò anch’io di pubblicare qui le mie cose e non necessariamente per via dell’ambiente che le ospita. Sottoscrivo infine il pensiero di Katzanzakis: troppa varietà da poter tenere unita con logiche condivise, ma da apprezzare come stimolo e conoscenza. Una sola, vera, possibile connessione: rispetto per le diverse sensibilità, educazione. Dovrebbe essere dato per scontato. Segnala il commento

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Frato ha votato il racconto

Esordiente

Non ho cose da aggiungere a quanto è stato già detto. A una certa età si è spesso sospesi fra ricordi e rimpianti (che sono sempre dolci, chissà perchè), ma, per fortuna, c'è sempre qualcosa che ci spinge, forse verso nuovi mondi. Ciao, Roberto.Segnala il commento

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Coscienza fantasma ha votato il racconto

Esordiente

Grazie, mi hai fatto venire voglia di scrivere ed é questa la cosa più importante. La scrittura é il secondo più antico strumento di comunicazione, sopravviverà all'intelligenza artificiale, ai cloud e ai blockchain.Ai viaggi interstellari e al nostro stesso futuro, qualunque esso sia.Segnala il commento

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carlomariavadim ha votato il racconto

Esordiente

Ottimo. Faccio mio tutto ciò che dici. Solo su una cosa vorrei mantenessi un atteggiamento dubbioso: "…manca l'atmosfera di prima. Manca il calore." Tu dai per scontato sia così. Io sono più sul "forse è così", ma potrei sbagliarmi per mille ragioni. E poi è nella natura delle cose che giovani e anziani frequentino spazi mentali diversi. Cogli nel segno quando dici che occorre distinguere tra commento e polemica. Chi di noi non ha evitato un commento critico solo per la remora che venga scambiato per una polemica? Su questo sì, dovremmo migliorare. Fatta questa premessa il mio commento è questo: Brava Silvia per gli stimoli che proponi. Segnala il commento

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Tella ha votato il racconto

Scrittore

Concordo con Davide. GrazieSegnala il commento

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palu ha votato il racconto

Esordiente

Cara Silvia, sul tema della nostalgia, il mio pensiero coincide col tuo quando dici “Si diventa nostalgici quando manca il ruolo positivo dell’esperienza, appiattiti come siamo a difesa della nostra stessa fragilità”. Tanto più vero, per me, in un’epoca che, dell’esperienza, sembra non farsene più nulla. L’atmosfera sull’isola, credo che la facciamo noi, col nostro modo di partecipare. Ti domandi se qualcosa è cambiato (grande citazione), non saprei dire con certezza, non sono un veterano della piattaforma (2019), tuttavia, ho conosciuto alcuni dei pluri-menzionati “Campioni” (dei quali riconosco estro e talento), ma mi pare che neanche loro fossero estranei a certe polemiche, ne rammento una, appena arrivai, sulla poesia. In ogni caso, tra loro (ma in generale), non ho visto nessuno passare allo “stato successivo”, e forse questo potrebbe essere un sintomo del tipo di emivita che la partecipazione ha sull'isola. Grazie per aver condiviso il tuo pensiero, PaoloSegnala il commento

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Giampiero Pancini ha votato il racconto

Scrittore

Carissima Silvia, io sono davvero uno degli ultimi a essere entrato qui dentro e ti posso garantire che mi sono sentito accolto. E bene. Fosti proprio tu insieme ad Adriana a leggere e commentare, con pazienza e incoraggiamento, il mio primo racconto sulla piattaforma. Sull’Isola. E se tu insieme a tutti gli altri non mi aveste scritto benvenuto non so se sarei rimasto. Quindi spero di aver potuto contribuire a quella atmosfera che senti allontanarsi, non fosse solo per il dovere di rendere il bene che mi è stato dato. Poi si sa, le persone non son tutte uguali, quindi possono trovare anche nelle tue parole il modo di fare polemica, senza capire che siamo qui per migliorare ma senza la necessità di essere brutali. Poi per quanto riguarda la nostalgia… quella ci sta tutta: il sano movimento che ci allontana dai ricordi dolorosi, tu parli del parto ma gli esempi potrebbero essere innumerevoli, ci porta a dire che prima tutto questo dolore non lo abbiamo provato. O a sminuirlo, visto che ne siamo sopravvissuti. Mi domando se sarei in grado di riviverli quei dolori e superarli anche adesso, anche se proprio ora rivivo esattamente… ma questa è un’altra storia. Hai scritto tutto benissimo, come ti si confà, ma questo lo sapevo già. Quindi chiudo dicendo grazie a te e a tutti gli “anziani”, perché voi il vostro lavoro di accoglienza lo sapete fare. Sta a chi arriva saperlo percepire. GRAZIE 🙏🏻. Segnala il commento

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doktor ha votato il racconto

Scrittore

ben detto, ben fatto, ben scritto. E grazie. Segnala il commento

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Ezio Falcomer ha votato il racconto

Scrittore

Il passato della giovinezza è un tempo mitico-utopico. Nel presente abbiamo sensazioni emozioni scadute di valore e prosaiche. Ma abbiamo anche l'autonomia della nostra specificità matura-anziana che ci permette di cogliere emozioniodorisensazioni molto personali e uniche. Ci sono segreti mai colti e sonosciuti ai più. Un pensiero non convenzionale, divergente...Segnala il commento

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Roberta ha votato il racconto

Scrittore

elegante e sincero come te (oh il rumore della cerniera della canadese). mi è arrivata un po' della tua nostalgia, come se non bastasse la mia (e io non sarei neanche così vecchia eh). la primissima volta che sono arrivata qui e vagavo un po', mi piacevano solo i racconti di Ti Maddog. non ho mai dato il benvenuto a nessuno, forse perché sono maleducata, forse perché mi sento più ospite che padrona di casa. è innegabile che ultimamente ci si faccia coinvolgere in (posso dire eccessive? parere mio) polemiche che vanno oltre i testi, è un peccato. grazie Silvia. e ringrazio pure Typee per lo spazio e le opportunità. Segnala il commento

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Katzanzakis ha votato il racconto

Scrittore

Gran bella cosa la vecchiaia, l'inevitabile distacco (ipersemplifico) da sogni e ormoni ci fa avvicinare alla radice delle cose, rendendo preziose emozioni e sensazioni che si davano un tempo per scontate, quando non fastidiose tappe di passaggio. Sottoscrivo in toto tutte quelle citate da te, anche se potrei aggiungerne altre, del resto siamo tutti a dividere lo stesso cielo, anche se oggi sembra forse un po' più ristretto, un tempo i cieli bastavano per tutti...Quanto ai gruppi o le piattaforme, temo non si possa pretenderne troppo, c'è un limite inevitabile che si finisce con il raggiungere man mano che aumenta la conoscenza reciproca; poi ci sono dinamiche psicologiche conflittuali fatalmente legate all'investimento emotivo di cui li si carica, specie quando si decide di "svelarsi" attraverso la scrittura. A dispetto di questo, ogni incontro di sensibilità differenti è, a mio avviso, comunque utile e stimolante, naturalmente se si dà come cifra minima il rispetto reciproco. Un abbraccio.Segnala il commento

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FilippoDiLella ha votato il racconto

Esordiente

Sì, in questi quattro anni tanto è cambiato. In effetti tanto di ciò cui assistiamo di recente, secondo me, ha dell'assurdo. Non facciamo di tutta l'erba un fascio e rendiamoci conto che spesso una crescita è legata a metodi tra virgolette brutali -anche le piante necessitano potature; ciò detto non è più importante essere della vecchia, della nuova guardia o avere frequentazioni in altre realtà o essere o non essere dotati di tatto: ha ragione chiunque assecondi la sua natura fino al fondo e chi meglio sa conquistare attenzione che, sempre per citare decaloghi et similia, dovrebbe essere dovuta a chi scrive "meglio" (che poi chi decida cosa è meglio e con quali criteri, sarebbe bene chiederselo Prima di citare regolamenti a cazzo; continuo a credere nella Redazione e non ai furbetti del quartierino). Non sono mai stato un signore né mi interessa esserlo, solo mi spiace per le realtà che sottolinei e per la deriva che ahimè ho già ben presente; c'è gente che è davvero in gamba e purtroppo non si sente incoraggiata o "al sicuro"-a loro, e sono molti, vorrei dire "continuate!"- e dunque, be'... Triste. Grazie per il tuo pensiero e sempre per la tua eleganza.Segnala il commento

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ill0gica ha votato il racconto

Esordiente
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. ha votato il racconto

Esordiente

Superlativa la disamina di Davide che mi ha preceduto e che ringrazio per la notevole capacità di analisi e sublime sintesi, oserei dire poetica e molto raffinata, che non posso che condividere, non potendo aggiungere di più o di meglio di quanto abbia espresso. Un buon proseguimento a tuttiSegnala il commento

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Davide Marchese ha votato il racconto

Scrittore

Silvia, il problema è che qui siamo tutti dilettanti e ci comportiamo come quei corridori a piedi che passati gli "anta" da un pezzo pretendono di correre la maratona con tempi di etiopi ventenni e...professionisti! :-) scrivere, per noi, è dolore e conquista. Perdita, ricerca, conferma. Conferma - spesso- dei propri limiti. Chi è abituato a conviverci non si vergogna delle critiche. Occorre conoscersi fino alle viscere per pubblicarsi. Mettersi in gioco... anche quando sembra che il gioco non valga la candela... il buio è peggio. Grazie per questa tua confessione lucida e pacata. Ti mando un abbraccio, sempre, dalla tua parte. Ciao!Segnala il commento

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Signor Fabiani ha votato il racconto

Esordiente
Editor

"TYPEE accetta l’irragionevole, il provocatorio e il brutale, purché necessari" (punto g del "Manifesto"). Stanno così le cose o è solo una bella frase buttata lì per esibire una forza e una tolleranza che in realtà non si possiedono? Perché se invece le cose stanno come al punto g) del "Manifesto", allora caspita se è necessario essere provocatori e brutali con chi, nel 100% dei suoi racconti, trasgredisce apertamente all'intero decalogo di Typee. E anch'io mi chiedo come mail la redazione non intervenga, apertamente e chiaramente, per mettere un limite a chi - ripetiamolo - nel 100% dei suoi racconti trasgredisce apertamente all'intero decalogo di Typee, ché vi sarebbero tutti gli estremi per farlo per mancanza di rispetto ai lettori (giacché i lettori di Typee non sono quei sei o sette scrittori che si scambiano tra loro complimenti continui e smisurati, davvero imbarazzanti da leggere per chi è fuori dal loro circoletto). L'utente lAm!bisko, in un suo commento a un racconto di Bruno Magnolfi, osservava che "bisogna sorbire l'incesto caricaturale di chi vanta una frequentazione extra-sito come un valore aggiunto e non una miseria conventicolare". Chissà a chi si riferiva...Segnala il commento

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Franco 58 ha votato il racconto

Esordiente

Sì, è vero, qualcosa è cambiato, nel regno di Typee. Manca il calore, e "fa un poco freddo." Però sono d'accordo con te, ce la possiamo ancora fare. I commenti e la polemica ci stanno assolutamente. Ci devono essere, perché Typee è anche un luogo di "incontro e discussione letteraria" ma è difficile, non reagire di fronte alla provocazioni e al dileggio che provengono sempre dalla stessa "parte" e mi domando perché la redazione non intervenga, apertamente e chiaramente, ché vi sarebbero tutti gli estremi per farlo. E penso soprattutto alle "nuove leve" che probabilmente si stupiscono, di tanta inutile aggressività, e spesso la rifuggono, abbandonando la piattaforma. Segnala il commento

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Adriana Giotti ha votato il racconto

Scrittore

Come si potrebbe fraintendere lo spirito con cui hai scritto il brano e mancarti di rispetto? Anch'io sento una profonda nostalgia per i grandi talenti che hanno lasciato Typee - primi tra tutti Ro Carver ed Esteban Espiga - quelli che pubblicavano testi importanti e commentavano con tale competenza e obiettività da restare grati a vita. Eppure, sono andati via, stanchi d'essere attaccati per la loro onestà. Ci sono ancora validi scrittori, ma sembra che pochi siano disposti a commentare i brani con l'unico intento di migliorare la qualità delle pubblicazioni. Tante polemiche e poco sostanza. Ma io credo nel progetto di Typee e amo questa piattaforma. Spero che il tuo messaggio attecchisca dove deve, per salvare l'isola. Segnala il commento

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di Silvia Lenzini

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