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Narrativa

Quattro di pomeriggio

Pubblicato il 13/05/2019

Ho provato ad afferrare la sensazione di passaggio: il risveglio dei sentimenti, delicato ma inesorabile.

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Quattro del pomeriggio. E' domenica e la domenica mi sento vulnerabile: oggi niente lasagne della mamma, neanche una partita a carte con mia zia. 

Accedo la radio. Parte Mac DeMarco, sorrido ma resto immobile sul divano a contemplare la punta dei miei piedi. 

Sono mesi che ho smesso di bere troppo, faccio attività sportiva con regolarità. Corro, doccia, leggo e spengo il resto.

Non ho potuto scegliere quale sentimento spegnere. Ho abbassato un po' il volume delle mie sensazioni, nessun entusiasmo particolare.

E mancanza di entusiasmo non è mancanza di allegria. Non fraintendermi, sono allegra, solare quando mi concedo la compagnia di alcune persone.

Sono le quattro del pomeriggio e anche oggi ho perso più tempo a chiedermi "Cosa sto facendo della mia vita?" piuttosto che poi far davvero qualcosa.

E sono mesi che credo che questo rappresenti un problema che abbia a che fare con la mia personailità. Son fatta male, mi dico. Ma di solito rimando la risposta a questa autoaffermazione insensata mangiando quantiali di patatine, guardando serie fantasy senza neanche un lieto fine.

La verità è che non ho chiesto aiuto a nessuno, e non lo farò, perchè una piccola parte di me sa quanto sia importante e intimo questo piccolo salto che devo fare. 

Sono le quattro di pomeriggio e ti sto aspettando. E sono in punta di piedi all'inizio di un ponte tibetano e sento la paura che mi assale.

E' bellissimo, tutto intorno. E quella bellezza la guardo da lontano. Mi piace così, è la mia serie tv preferita.

E' l'insieme di quelle storie su cui rifletto, di cui sorrido con i miei amici, quando mi concedo davvero la loro compagnia.

So quanto è importante che io adesso ti chiami e ti dica: "Ei, ti dispiace se rimandiamo?". So quanto è importante che io non lo faccia.

E' domenica pomeriggio, il sole e caldo e sento odore di muffins. E' l'odore della me che non sapeva ancora spegnere nulla, insolente e avida di vita. Certe volte ancora mi chiedo cosa mi abbia portato ad amare così tanto le tre di pomeriggio delle domeniche dei miei quindici anni, che sembrano quasi un ricordo lontano. 

Il campanello suona. Sento i tuoi passi, riecheggiano per le scale...sono ancora in tempo per chiamarti?

So quanto è importante questo momento.

"Ciao occhi verdi", mi dici. Sei una delle persone più dolci che conosca: mi perdonerai, vero? Non volevo davvero chiederti di rimandare.

So quanto è importante questo momento.

Eccomi, sono qui ad ondeggiare scalza in cucina. Eccomi qui che ti chiedo di afferrarmi quando inciamperò su quel ponte. Credi possa essere in grado di fare lo stesso per te? Insomma, mettermi ad amarti farebbe di me una stronza presuntuosa.

Sono le quattro di pomeriggio. E' tutto acceso ora, il sole mi ferisce quasi gli occhi.

Ti bacio, non dico niente. C'è un raggio di luce che ti colpisce esattamente a metà de viso, sulle labbra.

Lasci cadere la tua mano sul mio braccio, a raggiungere le mie dita. Ti vedo davvero, mentre pensi all'equilibrio che dobbiamo mantenere su quel ponte per goderci il panorama e vincere la domenica pomeriggio, per  vincere quella sensazione di malinconia tra la fine e l'inizio. 

Ti guardo e mi sento improvvisamente curiosa: quante storie dovremo inventarci.

Mi sorridi, come a darmi coraggio, con tenerezza.

Sento in sottofondo una canzone che non mi stanca mai  (l'hai forse messa tu?). 

Mi percorre la schiena un inaspettato senso di pace.

Sai anche tu quanto è importante questo momento.

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Commenti degli utenti

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Laura Chiapuzzi ha votato il racconto

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Sebastiano P ha votato il racconto

Esordiente
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Anonimo ha votato il racconto

Esordiente

Qualche refuso da evitare assolutamente perché la tensione emotiva della tua prosa meritaSegnala il commento

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Franco 58 ha votato il racconto

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In complesso é bello. Ma sembra composto da tante parti, ognuna dotata di un'autonomia Propria. Voci diverse dello stesso pensiero....!?Segnala il commento

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Befana Profana ha votato il racconto

Esordiente

Ci sono un paio di refusi, ma il testo è molto piacevole, avvolgente. "Non ho potuto scegliere quale sentimento spegnere": bella fraseSegnala il commento

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Tella ha votato il racconto

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Paolo Fiorito ha votato il racconto

Scrittore
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Etis ha votato il racconto

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Anonimo ha votato il racconto

Esordiente

C'è onestà. È una buona cosa. Diversr porzioni felici. Ma nel complesso lo sento acerbo. Segnala il commento

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di Claudiadec

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