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Erotico

Quella nuova

Pubblicato il 12/04/2020

Per Pasqua mi sono presa una pausa dalla mia sfida e pubblico invece un racconto che avevo messo in stand by per la suddetta sfida.

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Sono ancora "quella nuova", l’avverto nei loro sguardi che si posano su di me come su un cartello stradale: ci fai caso, perché ci passi davanti, ma non gli dai importanza.

Anche oggi sto sola in ultima fila.

Suona la campanella e l’ultima a entrare in aula si siede proprio accanto a me. È vestita come una scolaretta giapponese; minigonna a pieghe color grigio che si apre a campana sopra le sue gambe coperte per metà da parigine bianche con un bordino rosso; camicetta di due taglie più piccola che mette in risalto i seni in procinto d’erompere se quei poveri bottoni dovessero cedere, fatto sta che ci spero.

“Ciao, io sono Sandra.”

"Piacere, Matilde, tu?"

"Sandra, l'ho appena detto".

Cazzo che figura, mica posso dirle che ero occupata a fissarle i capezzoli mentre si presentava!

Seguo distrattamente le lezioni e la giornata scivola via, come pure la sua matita all’ultima ora d’arte.

"Me la raccogli?" mi fa "Se mi piego io do spettacolo".

Fatto sta che mi piego. E mentre sono sotto il banco quella pare sentire l'urgenza d’aprire le gambe accavallate.

Non ha le mutande e la sua figa è lì, depilata dischiusa e bagnata. Vorrei tuffarmici dentro.

Da quanto tempo sono qui? Secondi? Minuti? Ore?

Riemergo sfiorandole la coscia e la sento sussultare.

"Piaciuto lo spettacolo?" sussurra al mio orecchio.

"Non so, testo la merce prima di giudicarla."

Ma che sto dicendo? La merce! Che mi salta in testa? Ma lei sorride compiaciuta e mi dà un bacio pieno di lingua e saliva.

A fine lezione chiediamo alla Prof di poter rimanere in aula a finire il lavoro (più che plausibile dato che ridendo e sbavando siamo andate avanti di poco). Fatto sta che acconsente, ma noi abbiamo altri piani e quando la porta si chiude sbatto Sandra contro il banco.

"Ti piace provocare eh? E sai che a ogni azione corrisponde una reazione, sì? Adesso vedrai…"

Lei non si scompone e si siede sul banco.

Afferro le sue caviglie e le porto i piedi sul legno in modo d’alzarle la gonna a mostrarmi una figa che brilla come il fiore che gronda rugiada. Voglio affondarvi la faccia e dissetarmici, ma sento la porta aprirsi e sto per voltarmi in quella direzione quando lei mi afferra e mi tiene tra le sue cosce. Fatto sta che prendo a suggere quel nettare dimenticando tutto, anche la porta.

Me ne ricordo solo quando due mani mi afferrano il seno.

Non voglio perdere ciò che ho conquistato con la lingua così metto le mie mani su quelle che stringono il mio seno e capisco che sono di un uomo.

"È con me", fa lei gemendo.

Lo invito allora a palparle per bene, muovendo le mie sopra le sue come quando impasto la creta in quella stessa aula. T-shirt e reggiseno vengono tirati su lasciando i capezzoli, il mio punto debole, alla sua mercé.

Fatto sta che mi stacco da Sandra per urlare di piacere e lei ne approfitta per pareggiare i conti.

Apre la camicetta e mi piazza le sue grandi tette in faccia.

Ma mi blocca prima che possa baciarle e inizia a leccarmi le labbra riempiendole di saliva. Al contempo sento quelle mani staccarsi dal mio corpo e finalmente vedo il loro padrone. È completamente nudo, e non capisco come e quando abbia avuto il tempo di svestirsi ma qualsiasi domanda è differibile davanti a un cazzo stupendo e marmoreo.

Lo ficca tra le nostre bocche che si baciano, come a impadronirsene, e noi lo lasciamo fare; le nostre lingue che ancora si cercano iniziano a salire e scendere lungo il suo cazzo tanto da fargli colare la nostra saliva fin sui testicoli.

Le tette di Sandra sobbalzano al nostro ritmo ma io non ce la faccio più e le afferro.

"Vuoi provarle anche tu?" dico a lui.

Sorride, complice.

Sandra gliele offre e io mi sfilo per prenderle da dietro come lui aveva fatto con le mie. Le muovo verso di lui invitando quel cazzo a piazzarvisi in mezzo e quando arriva gliele serro intorno suggerendo il movimento nel quale tutti mi seguono.

"Così vengo!" fa lui.

"Eh no, dobbiamo ancora divertirci con te", dice lei tirandosi via e prendendo a spogliarmi. Lentamente, vogliosa nei gesti e lussuriosa nello sguardo, mi gira e mi fa chinare sul banco.

Fatto sta che mi ritrovo il grosso cazzo piantato nella figa. Urlo e lei riprende a baciarmi.

"Così non ci interrompe più" dice, e io mi apro di più, stretta tra le sue labbra e le spinte di lui che mi sbatte. Il suono del mio culo contro il suo corpo è stupendo, e vengo, mentre Sandra geme con una mano tra le cosce. Allungo il braccio verso il suo, con la poca libertà che il fottermi duro mi lascia, e lo afferro e spingo a imprimergli più spinta.

"Ora tocca a me" fa lei.

Si mette al mio fianco nella stessa posizione e lo sento sfilarsi per entrare in lei.

Pochi attimi e il suono del suo culo stantuffato riecheggia già nell'aula.

Non riesco a trattenermi da sculacciarglielo e la cosa mi piace quanto sentirla urlare mentre la colpisco.

Piace anche a lui, che serra ancor più il ritmo quando le infilo un dito in culo mentre con l’altra mano mi stuzzico il clitoride perché cazzo, voglio venire anch’io con loro!

Fatto sta che… 

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Anonimo Piacentino ha votato il racconto

Esordiente

scolarette giapponesi, un po' di lesbo, qualche sculacciata: ci sono tutti gli ingredienti per un ottima lievitazione. E poi maneggi l'impasto con perizia e maestria, molto brava...Segnala il commento

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SteCo15 ha votato il racconto

Scrittore

Molto esplicito, lascia poco spazio alla fantasia, al desiderio e quindi all'erotismo. Dritti alla meta senza i preliminari ;)Segnala il commento

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Alessandro Pretta ha votato il racconto

Esordiente
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Lerio ha votato il racconto

Esordiente
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Ti Maddog ha votato il racconto

Scrittore

bauSegnala il commento

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Francesco Scarciolla ha votato il racconto

Esordiente

Fatto sta che.....sei brava. Piaciuto!Segnala il commento

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Barbara ha votato il racconto

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esteban espiga ha votato il racconto

Scrittore
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scrivi bene, non è questo il punto. a scriver porno ci vuole nulla, l'ostacolo è scrivere - bene - erotico. qui del secondo caso vedo poco. l'inghippo creativo si svela subito: "È vestita come una scolaretta giapponese". infatti: niente più che un manga shonen ai.Segnala il commento

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Philostrato ha votato il racconto

Scrittore

accidenti, sembra un vero e proprio Hentai vecchio stile! "Ad ogni azione corrisponde una reazione" questa frase l'avrei mostrata durante la lezione, poteva aggiungere quel pizzico di erotismo in più. Sai no? i giochini nascosti, le provocazioni che già questo testo presenta, potevano essere ancora più forti. Brava!Segnala il commento

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. ha votato il racconto

Esordiente

Senza dubbi un magistrale e geniale pezzo di Letteratura Erotica, che non poteva esser meglio scritto, composto e ideato. Pur essendo molto spinto, al limite del pornografico, non è per nulla volgare, né triviale, poichè segue le linee di una naturale spontanea e immediata passionalità. Una fantasia resa perfettamente realistica, dalle doti fuori dal comune di una Autrice davvero superlativa.Segnala il commento

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Federico D. Fellini ha votato il racconto

Scrittore

Non sono un esperto (né della teoria né ahimè della pratica!) ma apprezzo chi riesce a costruire un racconto erotico efficace e credibile come questo, io non ne sarei capace.Segnala il commento

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Anonimo ha votato il racconto

Scrittore
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Lorenzo V ha votato il racconto

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di Matilde di Folco Portinari

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