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Narrativa

Realismo compassato

Pubblicato il 19/09/2022

Sempre liberamente tratto da "Squarcio" di Lady Moon

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Voci sulla spiaggia mischiate a versi di gabbiani.

Franco e i suoi amici s’impossessano di un discreto territorio liberandolo dalle pietre più grosse e spadroneggiando piccioni con i rami portati dall’ultima mareggiata.

Franco senza distogliere lo sguardo conquistatore sul paesaggio intima “Dai, culo a terra, su!”.

Con un accenno di stizza e sbuffando “Ma perché devo sempre essere io a riempirmi il costume di sabbia?”.

Un renitente Gianni si siede sulla sabbia umida e si abbraccia le cosce.

Franco afferra le caviglie del merenda “Dammi una mano Fabio, che culo grosso Gianni pesa una tonnellata”.

Fabio, prima di dare il primo e più faticoso strattone al malcapitato “Allora, Bahrain o Silverstone?”.

Il più veloce del gruppo non ha esitazioni “MARINA BAY!”.

Per l’ennesima volta “OK, facciamo contento Luigi”.

Franco e Fabio tirano come buoi “Ehi, più piano Franco, il mio culo non è un aratro!”.

Sul solco del ricordo, il tracciato si va disegnando tra curve e controcurve, tra le risa e gli schiamazzi di tutti tranne uno.

Piero copre le lamentele del merenda “Dai che viene proprio bene, ultima chicane e poi dritti all’arrivo!”.

Fabio “Ah Ah, sei inguardabile Gianni, costume ascellare e pacco da checca, alzati dai”.

Il merenda si massaggia il fondo schiena arrossato e non si fa problemi a svuotare il costume dalla sabbia e altri ricordini raccolti.

Una ragazza emerge dallo sfondo, vestita di leggera ma triste bellezza, un pareo azzurro fumo, camicetta trasparente senza maniche su top grigio perla, i capelli biondi nascosti da un foulard verde acqua.

Il primo ad accorgersi della sua apparizione sulla spiaggia deserta è Luigi “Ragazzi, che cavolo fa quella!”.

Piero “EHI! Stia attenta così ci distrugge la pista!”.

Fabio “Che stronza, non risponde nemmeno”.

Franco nota il passo incerto e lento di chi è sovrappensiero “Piero, vai a dargli una sistemata e cominciamo, dai… però è carina, avrà venticinque anni o giù di lì…”.

Piero non subisce ancora il fascino femminile “Ma se sembra un abat-jour con le tette!”.

La ragazza si allontana sui suoi passi, osserva la scogliera e il cielo come non ci fosse null’altro intorno a se, ma ora qualcuno l’ha notata, se solo si voltasse.

Fabio “Madonna, Franco! Continui a fissarla, ti sei innamorato?”.

Lui non risponde, si passa una mano tra i capelli, ostenta disinteresse ma tradisce il suadente richiamo di quella splendida sirena.

Intanto Piero, piegando l’indice a scatto, lancia la sua biglia in una traiettoria impossibile “Fanculo al vento, al primo tiro sono già fuori!”.

Sconsolato “Luigi, tocca a te”.

Luigi si sdraia a fianco della sponda di partenza e con un effetto spizzato la sua biglia vola “WOW che ficata di traiettoria che ho fatto! Grazie vento!”.

La biglia di Luigi non è la sola cosa che ha preso il volo “Ehi, guardate ha perso il foulard!”.

Piero gli abbassa il braccio “Non ci pensare proprio Franco, adesso cucciati che tocca a te”.

Lui resta in piedi a fissare la sua musa, Fabio lo raggiunge e gli stringe un braccio intorno al collo “Franco ha gli ormoni in giostra!”.

Niente lo distrae e come parlando con se stesso “Forse ha bisogno di aiuto…”.

Luigi appoggia il gomito sulla sua spalla “Non certo del tuo, piscialletto”.

A Gianni interessano solo le nuvole nere che si addensano strozzando l’ultimo raggio di luce di un sole malato “Diamoci una mossa raga, che viene a piovere”.

Adesso anche Luigi, osservando quella figura che appare distaccata dalla realtà che la circonda, s’impietosisce “Forse Franco ha ragione, da distante quella tipa sembra un uccellino impaurito”.

Franco “E se andassimo tutti a parlargli?”.

Piero “Ma sei scemo! È capace che si mette a urlare!”.

Fabio incrociando lo sguardo di Franco “Mio fratello dice che ogni lasciata è persa”.

Gianni conferma una cosa risaputa “Tuo fratello si scoperebbe anche una tagliola se avesse le tette”.

Franco “Che belli i suoi capelli biondi sullo sfondo del cielo plumbeo… è bellissima…”.

Cinque amici appoggiati uno all’altro, età diverse, sensibilità diverse.

Una sola linea d’orizzonte sulla quale spingersi a fantasticare.

Una ragazza come tante, forse, ma il momento passa.

Fabio “Franco lo abbiamo perso, di te Luigi è rimasto qualcosa?”.

Gli sguardi accompagnano capelli biondi che si allontana con passo svelto.

Gianni “Raga, inizia a piovere, prendiamo le biglie e diamocela a gambe”.

Il momento è passato, ma nessuno di loro si è ancora mosso.

Uno sguardo d’intesa e invece di scappare, corrono a tuffarsi insieme nella pancia dell’onda.



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DonatoBrasco ha votato il racconto

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. ha votato il racconto

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Jacopo C. ha votato il racconto

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Raffaele 57 ha votato il racconto

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ernesto b. ha votato il racconto

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niente male, c'è tutto quello che serve per scrivere un bel racconto. L' unico limite (secondo me e certo la mia opinione non fa testo) è che manca - per così dire - l'ultima mano. Segnala il commento

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di Coscienza fantasma

Esordiente
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