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Romance

REDRUM

Pubblicato il 24/04/2017

Dicono che a volte si è troppo sciocchi e ingenui nel fare certe cose di cui poi potremmo pentirci. Specialmente se c'è qualcuno che ce lo rifaccia.

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Mi ripeteva che la notte era ancora giovane, che noi eravamo ancora giovani e potevamo permetterci di sbagliare.

Non so perché lo feci, probabilmente non per cattiveria o per vendetta, volevo estremamente bene alla mia migliore amica.

È solo che arriva un determinato momento della tua vita in cui ti stanchi di essere la sua ombra e cerchi di creare una tua immagine, per distinguerti.

-Cos'è successo quella sera?- mi chiede Polina, la mia compagna di stanza.

-Non ricordo benissimo, ero molto ubriaca- dico trattenendo le lacrime.

-Margarita..- mi richiama abbracciandomi.

Comincio a piangere quasi disperata dall'idea di perdere la mia migliore amica, una delle persone a cui tengo di più al mondo.

-Era la sera del suo compleanno, mi sono messa il vestito che avevamo comprato insieme, ero così felice..le avevo comprato una piccola boccetta di quel profumo stra buono di cui mi parlava sempre. Ci siamo preparate insieme, ad un certo punto qualcuno bussa alla porta, era Aiden..il suo ragazzo. Vado ad aprire ma non ci salutiamo, tra noi c'è sempre stato un rapporto di odio. Mi prendeva sempre in giro prima di fidanzarsi con Charlotte e mi trovavo molto a disagio quando c'era anche lui insieme a noi.- mi fermo un attimo e guardo Polina negli occhi.

-Poi cos'è successo?- mi chiede a voce bassa.

-Lui l'ha raggiunta e hanno cominciato a baciarsi con molta passione, lì mi sono sentita molto frustrata, è scattato qualcosa dentro di me e ho preso la borsa e sono uscita dalla sua stanza.-

-Lasciandoli da soli senza spiegazione- finisce di dire Polina.

-Erano le 19.35, alle 21 sarebbe cominciata la festa, ho bevuto qualcosa per rilassarmi il attimo, ovunque mi girassi vedevo persone baciarsi, persone che stavano bene e io non stavo bene affatto. Charlotte mi ha chiamata circa sei volte, alle sesta ho risposto e ho sentito la voce di Aiden al posto della sua. Mi sono irritata. Mi ha chiesto dove fossi, non ho risposto, stavo zitta ad ascoltare la sua voce ad occhi chiusi-

-Come mai?- mi chiede Polina e torno brevemente alla realtà.

-Mi rilassava, aveva una voce molto rilassante..ecco. Erano già le 21, avevo un po' di trucco colato, visto che avevo pianto istericamente mezz'ora prima. Mi presento nella sala della festa e vedo Charlotte entrare insieme ad Aiden e ad altri ragazzi. Prendo un bicchiere e vado subito a bere, Charlotte mi raggiunge per parlare ma non avevo voglia. Mi dice che sono strana, che non mi riconosce più, che dovrei starle vicina invece di allontanarla. In quel momento mi è sembrata estremamente egoista.-

-Forse si sentiva trascurata da te- interviene Polina.

-Ci sta, ma non le diedi molta importanza in quel momento, ero già un po' brilla e non sono una di quelle che regge bene l'alcol. Anzi. Ho cominciato a ballare con due ragazzi che non conoscevo, erano carini quindi mi sono detta: perché no?

Uno di loro ci stava provando intensamente, mi toccava ripetutamente e la cosa non mi dava fastidio ma a quanto pare lo dava a Aiden. Ha preso il ragazzo da parte e gli ha detto di andare a farsi fottere. Lì non ci ho più visto e gli ho urlato in faccia che doveva farsi gli affari suoi. Doveva smetterla di rovinarmi sempre tutto.-

-Forse stava cercando di proteggerti-sussurra Polina ancora incredula.

-Non mi interessa, in quel momento mi sentivo desiderata da qualcuno. Era una sensazione piacevole. Mi ricordo che mi rispose dicendo: fai la brava per una volta. Gli ho lanciato un'occhiataccia per poi tirargli uno spintone. Ho cercato Charlotte con lo sguardo, stava salutando alcune nostre amiche. Ho preso una lattina di birra e sono uscita fuori in lacrime. Mi sono sdraiata sul prato e guardavo le stelle, sperando che una mi cadesse addosso e mi salvasse da questa vita. Vedo che la porta della sala si apre e qualcuno esce. Si avvicina con passo felpato, si sdraia accanto a me, capisco che era ancora lui.- mi fermo smettendo di piangere.

-E lì poi?- mi chiede Polina sempre più curiosa.

-Siamo stati in silenzio per qualche minuto, poi gli ho detto di andare dentro, dalla sua ragazza. Mi sono alzata e ho cominciato a camminare bevendo qualche sorso di birra. Mi ha seguita e ha afferrato la mia lattina per poi prendermela definitivamente. Mi sono incazzata, ha tirato fuori il peggio di me. Mi disse che bevevo troppo e che invece di rifuguarmi nell'alcol, dovevo affrontare i miei problemi. Alzò la mano in cui aveva la lattina, come per impedirmi di prenderla. Saltai inutilmente cercando di afferrarla ma lui era troppo alto e io troppo ubriaca. Mi chiese quale fosse il problema. Gli risposi che era lui il mio problema. C'è stato un attimo in cui mi ha guardata diversamente, ho notato una strana luce nei suoi occhi. È stato un attimo, ha lasciato cadere la lattina sull'erba e mi ha afferrata per poi baciarmi. Ho ricambiato il bacio, e l'intensità è aumentata pian piano. Dentro di me mi sentivo un po' una persona orribile, un po' una persona felice. Ho provato un mix di emozioni. Poi lui si è staccato e mi ha detto che era stato un errore e che l'aveva fatto per farmi aprire gli occhi.-

-E poi?- chiede Polina sempre più in ansia.

-Poi mi è saltato di nuovo addosso e sembrava affamato delle mie labbra. In quel preciso istante la porta della sala si è aperta di nuovo e ho visto Charlotte scoppiare a piangere. Mi sono sentita malissimo. Ma non l'ho seguita per parlarle, ci ha pensato Aiden. Era un doppio tradimento, capisci? Ma non è colpa mia.-

-Tralasciando il fatto che Charlotte era fidanzata, e che lui era il suo ragazzo..il bacio ti è piaciuto ed era voluto da entrambi?- mi chiede legandosi i capelli.

-Penso di sì-

-E lui era ubriaco?- continua a chiedermi Polina e in quel momento apro veramente gli occhi.

-Lui non era affatto ubriaco- sussurro con un filo di voce. 

-E tu non eri così ubriaca visto che mi hai raccontato tutto nei minimi dettagli- insiste Polina.

-Che vuoi dire?- le chiedo quasi spaventata.

-Che era decisamente voluto da entrambi da chissà quanto tempo!- finisce di dire e non posso fare altro se non annuire insieme ai miei sensi di colpa.

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