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Narrativa

Reietti e negletti (rivisto)

Di palu
Pubblicato il 08/11/2019

Ho modificato lo scritto seguendo un suggerimento tra i commenti, spero funzioni meglio

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Sono una reietta della società.

Di quale società, mi domando, per noi che ne viviamo più d’una è difficile capire quale sia il nostro posto e quello che invadiamo, ma è la comunità di qualcun altro.

È perché son giudicata una parassita, sempre, anche se non lo sono, davvero: io lavoro e anche sodo. Provate voi a pesare due milligrammi e dover fare anche chilometri in cerca delle proteine che servono per perpetuare quel maledetto ciclo della vita, natura beffarda!

Tutta la vita così, vita che è troppo breve per fare un mutuo, persino per chiedere un prestito, ma del resto a me nessuno da credito. Sono una reietta.

Ah, certamente sarebbe stato più facile nascere altrove, nascere qualcos’altro, non nascere affatto… Ma che colpa ne ho io? Mica l’ho scelto di essere il più bistrattato degli insetti!

C’è chi pensa di poter essere il fautore della propria esistenza. Oh, non è vero, ne son certa. La natura ti ha pensato in un certo modo e così rimani. Madre Natura la chiamano... ma che madre!

Quale madre vorrebbe per i propri figli una vita così?

È che ci si dimentica, forse perché non lo si vede, non l’abbiamo sempre sotto gli occhi, come funziona il famigerato ciclo della vita.

C’è chi ha coniato anche un detto: il pesce grande mangia il pesce piccolo. E per millenni di vita del pianeta è stato vero, ci sono i predatori e ci sono le prede e queste ultime, come specie, hanno senso solo se esiste chi le caccia; diversamente prolificherebbero a dismisura e finirebbero per compromettere un altro equilibrio.

In tutto questo c’è anche qualcuno che prova pietà, la specie umana, ad esempio, lì vi è addirittura chi non mangia più carne, nonostante la specie sia onnivora, povere prede! dicono… Peccato che non se ne ricordano mai quando vedono me, se mi va bene mi cacciano sventolando un giornale, ma ora hanno inventato delle racchette elettriche, per friggermi!

E poi questi che non mangiano animali per compassione, dove pensano di vivere? Insieme alla loro colonia dico io, nutriti da quella stessa economia che distrugge il pianeta, che è di tutti mica solo loro, e produce guerre e diseguaglianze indicibili. Perché ancora, dopo millenni, la specie che tra tutte si è più evoluta, sfrutta i propri simili o peggio li schiavizza… Certo, in natura non sono i soli, ma è una consolazione?

Non lo so, per me cambia poco, la vita è breve e per la mia di specie è brevissima, affari loro, dico io.

Se penso, tanto per dire, che da quando gli umani riciclano la plastica la produzione della stessa non è mai diminuita, ma anzi aumentata, qualcosa mi dice che forse le buone intenzioni da sole non bastano… ma in fondo, come dicevo non m’importa: io la settimana prossima sarò morta in ogni caso, se non mi ammazzano prima: è la legge della natura.

Natura carogna. Che poi m’ha fatta pure con una dotazione tecnologica che è roba seria, recettori chimici e di calore con i quali riesco a identificare sorgenti di anidride carbonica, ma perché, mi domando… a cosa serve, se devo essere considerata solo feccia?

Non mi consola nemmeno… com’è che lo chiamano? Il mezzo gaudio? Ecco, neanche quello.

Sapere che non sono l’unica io a essere reietta… non mi aiuta molto pensare che tra gli umani ce ne sono alcuni con un destino assai peggiore del mio, ché essere spiaccicati non è la cosa peggiore, credetemi.

Questi poveracci sono al mondo, ma per il resto dei loro simili è come se non ci fossero.

La loro società non solo non li considera, nonostante siano quelli che pagano il prezzo del benessere di altri, non sa nemmeno che esistono.

Ecco, forse il vero scopo della mia esistenza sono proprio loro, perché talvolta l’unica cosa che li fa sentire vivi sono io, quando li pungo.

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Laura Chiapuzzi ha votato il racconto

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Bello, partendo da un punto di vista inusuale tocchi temi importanti come l'ambiente e il sociale. Piaciuto.Segnala il commento

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Violeta ha votato il racconto

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Ondina ha votato il racconto

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Federico D. Fellini ha votato il racconto

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Buona la seconda!Segnala il commento

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Tella ha votato il racconto

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Lorenzo V ha votato il racconto

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di palu

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