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Narrativa

SALVIAMO LA MONTAGNA

Pubblicato il 13/03/2021

Il bosco è in pericolo. Agata, vuole fermare l’ampliamento della strada che porta agli impianti da sci. L’impresa sembra impossibile. Fino a quando, una notte d’estate, ha un’idea…

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In cima alla mulattiera dove lo stretto cammino, di pietre sconnesse, sbucava sulla strada asfaltata, una piccola e solitaria lucina svolazzava leggera. Tutto intorno solo buio e silenzio. La luce gialla soffusa, che illuminava l'addome dell'insetto, zigzagando iniziò a scendere il sentiero. Poco più sotto, immobile su una foglia, c'era una lucciola che per guidare il suo compagno divenne verde brillante. I due amanti non sapevano di essere osservati da una giovane ambientalista.

Agata, nascosta dietro un cespuglio, trattenne il fiato per un lunghissimo minuto. Attese immobile che terminassero di danzare. Solo quando i due insetti furono sulla stessa foglia, uno vicino all'altra, uscì dal suo nascondiglio. Con abilità fece scorrere il barattolo sopra le lucciole. Queste aprirono le ali e volarono verso il fondo del vasetto. Agata, ormai esperta nella cattura di questi piccoli insetti, avvicinò a sè il barattolo e lo chiuse con il coperchio. Soddisfatta della propria abilità, le guardò mentre sbattevano le ali contro il vetro alla ricerca di una via di fuga.

Tranquille tra poco sarete di nuovo libere e al sicuro

Prima di aprire lo zaino, Agata, alzò la testa al cielo. Sopra di lei migliaia di stelle ricamavano il nero universo con punti luminosi. Affascinata dalla Via Lattea guardò nello zaino e sorrise.

Il mio cielo è più bello

All'interno dello zaino c'erano decine di altre lucine che brillavano volando in tondo nei loro barattoli. Con l'indice portò il ricciolo rosso, sfuggito all'elastico che lo immobilizzava sulla nuca, dietro l'orecchio. Accese la torcia. La mulattiera correva ripida verso valle. Sembrava il letto di un ruscello in attesa della primavera.

A marzo, quando il cielo sarebbe passato dal blu brillante all'azzurro tenue, la neve si sarebbe sciolta. L'acqua avrebbe ridato vita al sottobosco. Sulla montagna un lungo e largo tappeto d'erba, tra due boschi di pini, avrebbe indicato il luogo dove si trovava la pista da sci. Agata da quando avevano deciso di allargare la strada, che portava agli impianti, aveva deciso di smettere di sciare per protesta: " Non contribuirò a distruggere il bosco!" Aveva detto a tutti quelli che le chiedevano di andare al rifugio in cima alla montagna.

Secondo il sindaco questo progetto avrebbe ridotto le code di auto che attraversavano il paese. Secondo Agata la situazione sarebbe peggiorata. L'allargamento della strada avrebbe portato più turisti. Ci sarebbero state lunghe file di auto con gli sci sul portapacchi. Lo smog sarebbe aumentato come anche i cumuli di neve nera ai bordi della strada e nel parcheggio. L'unica differenza sarebbe stata la distruzione di migliaia di alberi.

Lei era l'unica a opporsi al progetto. Tutti, anche i suoi genitori, ne erano entusiasti e alcuni amici avevano anche cercato di farle cambiare idea. Alla fine si era arresa. Aveva deciso di salvare almeno gli animali del bosco. Per gli alberi non poteva fare nulla.

Messo lo zaino in spalla, con la torcia in mano, iniziò la discesa attenta a non inciampare sui sassi che sporgevano dal terreno.

Arrivata in fondo al sentiero illuminò un fitto intreccio di rami ricurvi e grandi foglie verdi. Davanti al cespuglio aprì lo zaino. Estrasse a uno a uno i vasetti e li appogiò sull'erba bagnata. Quando aprì i barattoli le lucciole volarono subito fuori. Spense la torcia. Le piccole luci intermittenti volarono verso i rovi, ma prima di sparire tra le foglie, volteggiarono le une intorno alle altre nel buio della notte. Lei era l'unica spettatrice di quel silenzioso balletto e pensò, che forse, quello fosse il loro modo di ringraziarla per averle salvate dalle ruspe.

Quando tutte le lucciole furono sparite tra i rovi di more, Agata accese la torcia e camminando verso casa un pensiero le si conficcò in testa

Non riuscirò mai a salvare tutti gli animali del bosco da sola

Si voltò verso i rovi, nascosti dalla notte, e vide una lucciola uscire dal nascondiglio e volerle incontro. Bastò questo per illuminarla

Potrebbe funzionare… perché no…

Forse sarebbe riuscita a bloccare i lavori o forse no. ma valeva la pena tentare.


Il cielo azzurro si specchiava nel grattacielo di vetro e cemento. Le enormi rocce, davanti al palazzo, ricordavano la solidità e serietà del luogo. Agata scelse di sedersi sul marciapiede davanti a quella di colore più chiaro, vicino a una piccola aiuola verde. Dallo zaino tirò fuori il cartellone che aveva preparato la notte prima. Lo aprì e lo appoggiò alla roccia. Sopra, a caratteri cubitali, aveva scritto

SALVIAMO LA MONTAGNA

FERMIAMO LE RUSPE


Molti passanti si fermarono a chiederle perché la montagna fosse in pericolo. Alcuni decisero di condividere la sua storia con il mondo dei social media. Dall'unione di molte persone, che provavano il suo stesso amore per la natura, nacque la petizione che bloccò la costruzione della strada.

Una sera, tutti coloro che avevano partecipato alla petizione, si riunirono ai piedi della pista da sci per brindare alla vittoria insieme alle ignare lucciole.





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Violeta ha votato il racconto

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Ti Maddog ha votato il racconto

Scrittore

Affascinato dalle lucciole; mi sarei concentrato su questo elemento del racconto, lasciando sullo sfondo, quasi a modo di colonna sonora, la vena ambientalista di Agata, ma soprattutto lasciando un finale aperto, dando così al lettore la possibilità di decidere se la lotta ambientalista di Agata sarà premiata...anche perché purtroppo, le lotte ambientaliste difficilmente portano a casa il risultato (a maggior ragione se la lotta è di UNO contro TUTTI), ma capita e quando capita è una gran cosa. Bau! :) TiSegnala il commento

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Etis ha votato il racconto

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Nick ha votato il racconto

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Isabella☆ ha votato il racconto

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Andrea Trofino ha votato il racconto

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ANNA STASIA ha votato il racconto

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Urbano Briganti ha votato il racconto

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di Cellegato Guendalina

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