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Fantastico

Senza spigoli

Pubblicato il 21/01/2020

… E se vuoi essere sincero con te stesso – disse con aria grave – allora sei obbligato a osare e a cimentarti con la stanza bianca. David Grossman

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Apre gli occhi e un bianco violento lo assale. Le pupille cercano un senso a quel nitore puro, aggressivo, ma non trovano appigli. Tutto è liscio, bianco, senza spigoli.

Il pavimento, la parete circolare, il lettino sul quale si trova: bianchi. Anche la sua mente è bianca, priva di un qualunque punto di riferimento. Ricorda il proprio nome e pochi altri dettagli di una vita che stenta a definire, tanto è sfumata. Dove sia e perché, sono solo domande che rimbalzano nel vuoto, mentre continua a guardarsi intorno perso fra angoscia e stupore.

Le dita avvinghiate al bordo del letto, comincia a elaborare ipotesi che possano avere una parvenza logica. Sono in ospedale, pensa. Ho avuto un incidente. Ma non ha dolore né ferite.

Con una decisione improvvisa flette il corpo, sporge le gambe oltre il letto e si alza. Le braccia, le gambe, il corpo. Tutto funziona. È solo la testa che...

Il pavimento è tiepido e un rassicurante senso di calore si irradia verso l'alto. La stanza non sembra più così minacciosa, ma una feritoia si apre nella parete ed esce qualcosa. L’oggetto si avvicina scorrendo liscio sul pavimento. Un centimetro dopo l’altro la paura monta, diventa terrore: i muscoli si tendono, lo stomaco si contrae, la bocca è un deserto di spine. Corre dietro al letto in cerca di un riparo.

Ma eccolo: giunto a pochi centimetri l’oggetto si arresta, ruota su sé stesso e si apre a formare… una sedia!

Le braccia gli ricadono lungo i fianchi mentre il rapido martellare delle tempie si scioglie in lunghi respiri. Si china leggermente, e, con le dita tremanti, tocca la superficie immacolata: il tessuto è delicato e restituisce una sensazione di calore che lo invoglia a sedersi.

Non è una sedia che lo accoglie, ma l’abbraccio di un’amante; il grembo di una madre.

Uno stato di grazia lo circonda, via incubi e paure. Ora quelle pareti così lisce e bianche cominciano a mostrarsi vive, sembrano rispondere ai suoi desideri. Appare un grande display luminoso che segna 2027-01-11 13:01:20 -28:40.

È ora di pranzo e la stanza lo sa: una tavola imbandita esce dalla parete e la sedia si sposta fino a raggiungere il tavolo. Non resta che afferrare coltello e forchetta e iniziare a mangiare.

Cibi e bevande sono perfetti per sapore, cottura, varietà; un grande schermo mostra immagini di foreste rigogliose, di tramonti sul mare, di albe su cime innevate.

Un altoparlante invisibile diffonde musiche new age.

Solo rari sguardi furtivi alla stanza, la cui parete riverbera i colori dello schermo.

Ma il piccolo display continua a macinare secondi a ritroso: -15:13, -15:12…

Ed è bastato distrarsi un attimo: sullo schermo arriva un lugubre mezzobusto, capelli, occhi e barba neri e volto pallido. Labbra esangui parlano con voce monotona, balbettano. Riesce a cogliere solo poche parole di quel tetro monologo: “legge…dente per dente…castigo…”, ma sufficienti a fargli capire che qualcosa è cambiato.

La stanza, la parete: sono di nuovo bianche, abbacinanti.

Il conto alla rovescia lo cattura (-10:15…-10:14) e mille domande si affacciano: “Perché sono qui? Che posto è questo?”

Sullo schermo scorrono i fotogrammi sgranati, di una telecamera di sorveglianza.

Il gusto del cibo svanisce. Inghiottire è un inferno. Le pupille asciutte sono incollate su un luogo ripreso dall’alto. L’interno di una banca.

Un uomo armato irrompe, costringe a terra tutti i presenti e lancia una borsa oltre il banco.

Zoom avanti.

L’uomo è in primo piano, pistola in pugno e volto coperto da una maschera senza lineamenti. Solo due fori per gli occhi e alcune gocce di sudore sul bordo, lo stesso che ora cola lungo il suo viso, si raccoglie sotto il mento e cade sul dorso della mano.

Zoom indietro.

Uomini armati. Uno lo afferra per strappargli la pistola di mano. Un colpo esplode. Sono troppi, è preso, trattenuto da cento mani.

Una gli strappa la maschera.

Fermo immagine.

È il suo volto. Sono i suoi occhi che lo guardano sgranati.

La sedia lo spinge via. Si richiude di scatto e scompare nella parete. Il tavolo la segue. Lo schermo svanisce. Quattro passi da sonnambulo in una stanza vuota, e bianca. Ma la sua mente non lo è più. Scena per scena, ogni ricordo è tornato al proprio posto. Toccare quel volto? Impossibile. È rimasto solo il display: -00:45…-00:44.

La mano protesa tocca solo il bianco, la disperazione del suo riflesso.

I secondi scorrono:

-00:25, entra in banca…

-00:14, allarme, polizia…

-00:10, lo sparo, il sangue…

-00:08, sono troppi, è la fine!

Allo scoccare dello zero, una nebbia bianca invade la stanza. Respira. E l'angoscia scompare. La sua mente si svuota, si cancella.

Tutto torna nel bianco.

Una porta si apre e due inservienti raccolgono il corpo dal pavimento, lo posano sul letto e se ne vanno.

Una scritta scorre sul display:

Plesso detentivo JCN9000 Cella 405 Detenuto 1423 Sequenza 1 completata Inizio sequenza 2 fra 3... 2... 1...

Apre gli occhi e un bianco violento lo assale. Le pupille cercano un senso a quel nitore puro, aggressivo, ma non trovano appigli. Tutto è liscio, bianco, senza spigoli…

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Clarissa Kirk ha votato il racconto

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Tella ha votato il racconto

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Alice nel paese delle meraviglie ha votato il racconto

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La velocità dello scatto mi scava dentro ansia e mi lascia con il cuore in golaSegnala il commento

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Nicola Bello ha votato il racconto

Esordiente

Orwelliano. Segnala il commento

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Philostrato ha votato il racconto

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gli zoom avrebbero funzionato meglio se li avessi seminati prima, magari con anche altre tec. cinematografiche, per il resto mi è piaciutoSegnala il commento

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Franco 58 ha votato il racconto

Esordiente

Mi é piaciuto, ma forse, dico forse, in questo caso, una narrazione in prima persona, avrebbe Reso più incisiva e reale la narrazione. Segnala il commento

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Violeta ha votato il racconto

Esordiente
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RoCarver ha votato il racconto

Scrittore
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Molto originale! "la bocca è un deserto di spine", mi è piaciuta un sacco. Segnala il commento

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Teresa Fabbri ha votato il racconto

Esordiente

Belli i due zoom. Segnala il commento

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Anonimo ha votato il racconto

Scrittore

Bel soggetto.Segnala il commento

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Davide Marchese ha votato il racconto

Scrittore

Wow!Segnala il commento

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Barbara ha votato il racconto

Esordiente
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di M. Mark o'Knee

Esordiente
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