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Young Adult

Sfuggente come la neve

Pubblicato il 04/05/2017

Merida è una classica 16enne che trascorre le sue giornate come ogni ragazza della sua età: scuola, studio, riposo... Un giorno, però, succede qualcosa di turbolento nella sua vita, momento che, le fa passare attimi orribili e confusionari, provocandole, ogni giorno, un grave shock.

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Avete presente quel momento in cui vi manca il respiro, dopo un grave shock? Ecco, questo è ciò che ho provato in quel momento, che è durato solo qualche istante, ma, per me, si è rivelato terrificante, anzi, mortale.

Ma questo succederà alla fine... incominciamo dal punto di partenza, dalla linea del via: eh sì, questa sarà una vera e propria corsa e quando arriveremo al traguardo, non avremo più lo stesso umore di quando siamo partiti.

Mi chiamo Merida, ho 16 anni e frequento la Happiness School di Londra: per descrivere in poche parole questa scuola posso usare gli aggettivi bella, colma e.... frequentata: frequentata da molti ragazzi carini, uno in particolare: James Wonder.

James mi piace dal primo anno di liceo: mi piace tutto di lui.

Ha un bel taglio di capelli, dei meravigliosi occhi azzurri e un sorriso splendente. Inoltre, ha anche un bel fisico, a causa di tutti gli allenamenti di basket. Si allena con il nostro Coach della scuola, insieme ad altri ragazzi. Quando riesco, vado a vedere i suoi allenamenti senza farmi troppo notare, come se fossi lì solo per aspettare qualche mia amica, che frequenta il corso di Cheerleader, per andare a casa insieme a lei.

A scuola lo conoscono tutti: le ragazze gli cadono ai piedi, sperando di ricevere il suo numero di telefono e un appuntamento, mentre i ragazzi lo rispettano, come se fosse un insegnante, o meglio ancora, il presidente degli Stati Uniti d'America.

Ma, non ho ancora parlato di me, cioè, non nei dettagli.

Sono abbastanza alta, 1.68 m, per l'esattezza,sono magra, ho i capelli rossi, due occhioni verdi come le foglie, e la pelle di porcellana: questo non significa che non ho imperfezioni, ma, dato che la mia pelle è cosi chiara, molto spesso le mie amiche mi dicono che sembro una bambola, similitudine attribuita anche dal fatto che ho molte lentiggini, sparse per il mio viso, come se qualche bimbo mi avesse fatto cadere dei glitter qua e là. La scuola non mi fa impazzire, come ad ogni studente: odio le ore lunghe e noiose della Signorina Dowd, insegnante di greco. Adoro, invece, il cibo, le serie tv, il cinema, la lettura, gli animali e molto altro.

Ma ritorniamo al punto dov'eravamo rimasti: al contrario di James, io ho pochi amici, ma sinceri. Sono, comunque, molto rispettata dall'intera scuola.

Un pomeriggio, dopo la scuola, mi arriva un messaggio che dice:

Sei invitato/a questa sera a una festa a casa mia. Ci sarà tutta la scuola, o quasi. Mi raccomando non tardare: ti aspetto alle 8. E mi raccomando, vestiti bene. Baci Baci, Ashley

Conosco bene Ashley: è la mia vicina di casa, nonchè la mia migliore amica. Ovviamente avrei partecipato quella sera alla sua festa e quindi, dato che mancava solo un'ora prima del ritrovo a casa sua, mi iniziai a preparare. Ho ritoccato il makeup, aggiustato i capelli, folti e boccolosi, e scelto, molto velocemente, un vestito dall'armadio... adoro quel vestito: è blu, elegante, ma, allo stesso tempo, anche giovanile.

Esco di casa, ma prima, la mamma immortala questo momento con una bella foto. Arrivo davanti a casa di Ashley e vengo improvvisamente fermata da James che mi saluta con un caloroso cenno della mano e con uno smaliante sorriso. Si avvicina a me e mi dice:"Ciao Merida, sei molto bella stasera! Spero più tardi di aver l'occasione di ballare con te, ne sarei molto contento", mi bacia sulla guancia e io gli sorrido. Poco dopo, dopo aver aspettato di essermi ripresa da quel bacio e dopo aver aspettato che lui fosse entrato in casa di Ashley, decido di entrare anch'io: trovo un'atmosfera alquanto confusionaria, a causa della musica e delle persone che ballano ed urlano bevendo alcolici, come se fossero normali bicchieri d'acqua. Ashley mi viene incontro e mi saluta, offrendomi da bere e da mangiare. Poi mi invita ad unirmi agli altri che si muovono con velocità sul pavimento del salotto che, ora, si è trasformato in una pista da ballo. Casualmente mi trovo a ballare con James, che strano ma vero, non ha nessuna partner con cui ballare. Ci scateniamo, come fanno tutti, e finiamo per baciarci... e questa volta non sulla guancia. Usciamo fuori, e ci ritroviamo nel giardino dietro la casa della mia migliore amica a baciarci e finiamo per... beh avete capito. Mi è sembrato un sogno, ma il giorno dopo ho capito che era stato solo un brutto, anzi un orribile, incubo. Arrivata a scuola, noto che tutti mi guardano, ridendo sotto i baffi... Ashley mi tira per un braccio e mi trascina fino al suo armadietto. Quando siamo lì davanti mi dice:"Cosa ci fai qui?! Dopo ciò che è successo e ciò che dicono di te, dovresti solo nasconderti sotto il letto". Confusa, chiedo spiegazioni e lei con una faccia altrettanto perplessa mi mostra una foto, ma non una foto qualunque: una mia foto, scattata ieri sera, molto imbarazzante dato che si vedono le mie mutande e James che ci infila una mano dentro. Sto per scoppiare in lacrime, quando sento dei bisbiglii di ragazze e ragazzi vicino a noi, rivolti verso di me: Puttana e Troia sono le parole più usate per descrivere quella foto, che hanno tutti i ragazzi della scuola, sul proprio cellulare. Allora sì che scoppio a piangere e corrò in bagno: lì una ragazza, più che furiosa, si rivolge a me dicendomi:"Brutta stronza, sei tu quella puttana con cui ieri il mio ragazzo si è divertito" e mi tira uno schiaffo talmente forte da farmi sanguinare il labbro inferiore. Avete presente quel momento in cui vi manca il respiro, dopo un grave shock? Ecco, questo è ciò che ho provato in quel momento, che è durato solo qualche istante, ma, per me, si è rivelato terrificante, anzi mortale. Vengo assalita da insulti da ogni parte; anche i muri sembra che mi stiano insultando ed ecco che finisco nel ritrovarmi in una situazione che non auguro a nessuno: il bullismo. Se volete sapere che fine hanno fatto gli altri, compresi James e Ashley, beh, loro hanno fatto si che la mia autostima calasse sotto i piedi, come ha fatto l'intera scuola, senza che nessuno se ne accorgesse: tutti indifferenti, dagli insegnanti ai segretari del preside. Cosa è successo poi? Beh, la depressione è entrata dentro di me e ha fatto si che io mi intristissi giorno dopo giorno, senza farmi vedere mai più un sorriso sul mio viso, una risata o una smorfia divertente. Niente, ormai non c'era più nulla.







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di sognoosondestRo

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