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Umoristico

Si salvi chi può

Pubblicato il 12/11/2017

Lo sai cosa faccio io quando smonto da un turno lungo? Quando sono proprio molto ma molto stanca? Faccio la zattera. Sì dico così, io. Fare la zattera. Mi piazzo nel lettone da sola. Tutto il giorno. Con libri giornali film musica un bel po' di cibo. E si salvi chi può.

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– La appoggio qui un momento. Tranquilla, signora bella.

– Ti pare tre sedie in croce per cinque ambulatori? Meno male che ho la mia a rotelle.

– Dov'è finita l'infermiera che sta all'ecodoppler? Se qualcuno la vede la mandi subito al 3 dal dottor Manfredi che c'è bisogno!

– Può smettere di fare quel rumore con la dentiera? Glielo chiedo per favore.

Non c'è più niente da fareee... È stato bello sognareee... Se la ricorda? Bobby Solo. 1966.

– Avete lasciato la cartella di sopra. Un'altra volta…

– Signora, lo ha letto cosa dice il cartello? Glielo leggo io, va bene? Per ragioni di sicurezza è vietato l'ingresso a volto coperto da casco integrale, passamontagna, burka. Il velo se lo deve proprio togliere.

– No, dico! Avete lasciato la cartella di sopra?!

– Buongiorno. Sto cercando l'ambulatorio Ansia e Depressione. Dove vado?

– Guardi, in fondo al corridoio a sinistra. La n di depressione l'hanno aggiunta a penna ma si capisce lo stesso.

– Certo che la depressione... Una volta forse la chiamavano crisi spirituale, o qualcosa del genere. È come se… Viene fuori che ogni pezzo della tua vita è falso, e non c'è niente di buono e tu non sei niente ed è tutto una delusione. E però la fregatura è che tu sei meglio degli altri perché, tu, l'hai capito che tutto è una delusione. Ma sei anche peggio degli altri. Perché poi sei tu che non funzioni.

– L'altra cartella, l'altra perdio! Quella col consenso firmato. Non questa!

– Senta, scusi. Dia retta a questo ragazzo per favore. È qui da stamattina ma non parla italiano. Glielo deve spiegare che prima si consegna alla caposala il modulo dell'accettazione. Se no, non lo chiamano.

– Chi mi medica la ragazza al 4? Ci siamo quasi!

– Sì, terribile. Ormai aveva la pelle che sembrava quella di una pesca marcia. Ti dava l'idea che se ci premevi sopra un dito poteva rimanerci l'ammaccatura.

– Proff, non s'incazzi con me. Ci doveva essere la Marini in sala 2 a fare l'elettrocardio!

– L'ha vista quella serie, come si chiama? Malattie imbarazzanti. Detta così sembra una porcheria, ma invece aiuta le persone con dei disturbi e che magari sono troppo timide per dirlo al medico di famiglia. Gli spettatori, dopo, riescono farsi una diagnosi da soli. Comodo!

– E come mai l'armadietto dei farmaci lo lasciamo sempre aperto?!

– C'è un posto fuori Milano. Una specie di parcheggio fatto per le coppiette che vogliono appartarsi senza correre rischi. Si paga qualche euro all'ora e hai il tuo bello spazio in una specie di box. Sopra è aperto così puoi anche guardare il cielo se vuoi. Nessuno che ti disturba. Nessuno che ti vede Si chiama Luna Parking. Ganzo, no?

– Ma lei cosa fa ancora qui? Non l'hanno ancora visitata?!

– La Marini sta agli holter in sala 3 fino alle undici.

– Ho scritto un libro, sa. Ho tre titoli. Non so quale scegliere. La grammatica dell'ascolto. Le variabili del desiderio. La solitudine dei segni. Lei cosa dice?

– C'è una cartella qui. Che, cercava la cartella proff?!

– Vorrei farmi togliere questo tatuaggio. L'avevo fatto perché i teschi piacevano tanto a mio figlio. Ma adesso ha la passione per i dinosauri. Cosa lo tengo a fare che mi occupa mezzo braccio.

– Lo saprò dove sta la Marini! L'ho fatto io il piano della settimana!

– Voi due dovete sempre discutere. Io e la Vale invece ci capiamo al volo. Siamo telepatetiche.

– Dice che soffro di prosopagnosia. Guardo in faccia i miei amici, i miei parenti e non capisco che sono loro.

– Ci vedo troppo male. Guardo da un occhio solo. Mi perdo la profondità delle cose.

– Quand'ero giovane. Ah, quand'ero giovane sì! Mi sentivo che potevo fare un salto fino alla Luna!

– Io lui lo conosco poco ma mi dà l'aria di essere una persona insulsa. Non ha mai niente da dire. Sai una dieta senza sale e zucchero?

– E le biourne? Le conosce? In pratica si usano le ceneri umane per far crescere un albero. Pare che i nostri resti siano molto nutrienti. Un giorno si potrebbero persino sostituire i cimiteri con delle foreste, pensi.

– Lo vogliamo chiudere quest'armadietto?! Com'è come non è, manca sempre qualcosa.

– Se vuoi ti do l'indirizzo. Lei è brava. Fa una ceretta fantastica, anche nelle parti più delicate. Senza romperti i capillari. Se vuoi ti fa anche i massaggi, il linfodrenaggio. Ti rimette al mondo. Ce l'hai da scrivere? Estetica Sperindio. 02...

– Che fatica stamattina. Addormentarsi quando si è stanchi è il massimo. Ti pare di metter giù un sacco pesante.

– Sai cosa faccio io quando smonto da un turno lungo? Quando son proprio molto ma molto stanca? Faccio la zattera. Sì dico così io. Fare la zattera. Mi piazzo nel lettone da sola. Tutto il giorno. Stacco il telefono. Quello solo se sono sicura che non sono reperibile. Con libri giornali film musica un bel po' di cibo. 

E si salvi chi può.

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