Small cover.png?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccountZoom cover

Narrativa

SIC TRANSIT

Di Nuwanda - Editato da Nuwanda
Pubblicato il 14/05/2020

E' una storia autobiografica di un albero di Natale che non ha avuto la fortuna di essere stato accolto in un ambiente caldo, ricco di relazioni. E' stato suo malgrado solo e sempre un oggetto di puro décor, di basso profilo peraltro. Si porta addosso da sempre una disordinata congèrie .

11 Visualizzazioni
8 Voti

Sono un albero di Natale triste da sempre per molti motivi.

Domani verrò riposto per l’ennesima volta in quel sottoscala buio e umido.

Per un altro anno.  Ancora una volta non andrò spogliato dagli addobbi impolverati che da troppo tempo porto indosso, come impolverate sono le mie finte foglie, strozzato da quel filo elettrico che mi avviluppa da sempre con le sue pallide e fioche luci che si spegneranno rimanendo appese senza un perché.

Quando venni esposto in attesa di essere acquistato sognavo la mia futura vita: albero di Natale orgoglioso di poter allietare con la sua presenza una casa ricca di bimbi. Immaginandomi illuminato e carico di ornamenti, felice nell’aspettativa condivisa del giorno di festa.

Ma non avrei avversato anche altre soluzioni: magari “adottato” da coppie, giovani o meno. Nè avrei disdegnato l’ipotesi di essere accolto in casa di quel vecchio impenitente ora nostalgico della sua età più spensierata, quando, sotto l’albero della sua infanzia trovava doni magicamente comparsi. Quella anziana signora avvolta in gramaglie, mi aveva adocchiato qualche giorno innanzi la mia vendita: pareva essere donna graziosa, forse vedova? Sarei stato onorato di farmi vestire nel suo tinello e rendere magari più lieve il suo (probabile) lutto.

Ma tant’è…

Non potevo rendermi conto a quale sorte andassi incontro quando venni scelto al Grande Magazzino. 

E' un problema non posseder gambe. Avendole avute sarei magari potuto fuggire alla vista di quel mediocre, scialbo uomo di mezza età che con alcuna grazia mi afferrò malamente per il vaso con mani corte e sudaticce. Valutò verificando il mio costo che risultava essere inferiore a quello del pino vicino, alto una buona spanna più di me. Questo lo convinse. Non mi piaceva, occhi rotondi freddi e inespressivi senza un moto di palpebra, solo un fremito di labbra lasciò intendere che mi aveva scelto.

Fui sgarbatamente portato fuori dal supermercato: ricordo aver provato un brivido nel sentire attraversare tra i miei aghi di poliestere l’aria frizzante di quel lontano dicembre in un pomeriggio avanzato e caricato nel baule di una berlina anonima quanto il suo proprietario. Il portellone mi si rinchiuse sopra e tutto fu buio.

 Mi ritrovai nell’androne di un condominio, del mio condominio ormai posso dire, frettolosamente bardato da altra persona che non vale la pena ricordare di tutti gli ammennicoli che ancora indosso. I miei  fragili rami vennero dispiegati con malagrazia e nessun riguardo. Così da allora. Ancora cinto con festoni argentati disordinatamente avvolti come il cavo elettrico di cui già mi sono lagnato.

E così esposto in quell'ingresso comune. Vestito con quelle guarnizioni così sciattamente assemblate mi sentivo peggio che nudo. Caricatura di ciò che avrei desiderato esprimere se solo fossi stato oggetto di più cura. Di maggiore intimità. Di amore?

Pativo e patisco una mancanza di identità, malgrado sia sempre come ero dal primo giorno, identico a me stesso, per un mese esibito e poi dimenticato per il resto del tempo. Da un natale ad un altro e un altro ancora.

In questi lunghi anni, anche se solo per quel breve periodo, ho fatto vita sociale notando tante cose: chi passato una volta sola davanti a me, chi invece rivedo anno dopo anno. Bimbi crescere, diventare ragazzi e giovani adulti, persone mature avvizzire e vecchi non più incontrati.

Da tutti mi è mancato il riconoscimento, l'essere stimato (amato?) come simbolo, non mera guarnizione occasionale.

Ho incrociato persone distratte, confuse, indaffarate, annoiate o altro ancora, mai stato oggetto di uno sguardo affettuoso.

Da ciò la mia tristezza.

 Non sono però il solo a lamentare tale inadeguatezza, di sperimentare costantemente questa frustrazione: altri alberi-colleghi nelle banche, in esercizi commerciali o aziendali lamentano il mio stesso disagio e anche peggio. 

Mi è stata data notizia di un albero vero che quest’anno ha deciso di perdere tutti gli aghi anzitempo e porre così fine al suo mandato quando ha capito di essere finito in un meccanismo senza cuore e scopo. Puro accidente privo di essenza.

Non posso nemmeno imitare quel gesto. Tecnicamente immortale, sintetico, non ho diritto di consolarmi consapevole che il mio tempo è segnato, che tutto deve avere un inizio e una fine. L’eternità mi angoscia. Per quanti anni ancora questa pantomima, questa parvenza? Simbolo svuotato, pallidissima ombra di una incarnazione disossata.

Taci... Un bimbo si avvicina, guarda verso di me, ha la bocca socchiusa, gli occhi grandi e un sorriso lo ha illuminato per un istante. Ora la mamma lo ha chiamato. Per uscire a fare la spesa, dice.

Un attimo di gioia regalato a un bimbo può consolarmi di tutta questa amarezza? Non saprei, ho molto sonno ora. Qualcuno mi solleva, mi riportano nel sottoscala. Forse quest’anno riposerò un po’ meglio? 

Chissà.

Logo
4820 battute
Condividi

Ti è piaciuto questo racconto? Registrati e votalo!

Vota il racconto
Totale dei voti dei lettori (8 voti)
Esordiente
7
Scrittore
1
Autore
0
Scuola
0
Belleville
0

Commenti degli utenti

Large 153342377 197830348512629 4826612411029001494 n.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

. ha votato il racconto

Esordiente
Large 11262011 10205534610276575 4722687293382208811 n.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Isa.M ha votato il racconto

Esordiente

Particolare.Segnala il commento

Large whatsapp image 2020 06 15 at 11.57.46.jpeg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Adriana Giotti ha votato il racconto

Scrittore
Large incollage 20200520 055805715.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

AdeleArts ha votato il racconto

Esordiente
Large 20200316 014434.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Sofia Nebez ha votato il racconto

Esordiente
Large 20210427 021713.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Violeta ha votato il racconto

Esordiente
Large img 20210609 134726.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Tella ha votato il racconto

Scrittore
Large img 20200326 wa0003.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Helena ha votato il racconto

Esordiente
Large vperv.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

di Nuwanda

Esordiente
Underfooter typee
Underfooter lascuola
Underfooter news
Underfooter work