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Sigarette fumate e sogni sgualciti

Pubblicato il 21/05/2018

Le sigarette sono il vuoto della giornata che si riempie di fumo grigio, denso quanto basta per cambiare i contorni delle cose che mi circondano. I sogni sgualciti sono quei pensieri rarefatti come fumo che si trascinano ogni giorno fuori dal letto e mi accompagnano al primo caffè

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Lentamente, riprendo coscienza, ancora inebriato. I primi pensieri confusi girano a vuoto nella testa, il cuore batte ancora forte e mi tremano le gambe. Ho gli occhi ancora chiusi mentre con la mano cerco sul comodino lo spinello lasciato a metà, prima che i nostri corpi cominciassero a bruciare insieme alla cartina e all'erba.

La fiamma dell’accendino rimbalza per un attimo sull’ombra delle sue labbra sul calice da vino: un segno perfetto, sensuale, incredibilmente femminile, un marchio di fuoco che ora conosce anche la mia pelle. Quella sensazione mi scalda anche se la temperatura si è abbassata e fuori scroscia uno degli ultimi temporali invernali. La pioggia ci aveva sorpresi all’uscita dal locale. La corsa sotto al portico più vicino, le risate per i nostri riflessi nella vetrina, un ballo improvvisato su una musica che veniva da chissà dove, ci avevano infine guidati a casa sua.

Abbiamo scopato, abbiamo fumato e bevuto, e poi abbiamo fatto l’amore, prima di addormentarci là, in un qualche posto lontano che aveva davvero poco a che fare con il mondo. Faccio un ultimo tiro e mi giro per guardarla. E lei è lì, con il lenzuolo stretto intorno alle caviglie sottili e alle ginocchia piegate, mettendo in risalto le sue forme. La schiena leggermente scoperta, il tatuaggio di un fiore che cresce tra una piega e l’altra del tessuto. Mi innamoro della linea della sua spalla che mi guida al collo nudo e sento il cuore tremare. Una parte di me vorrebbe saltarle addosso di nuovo, un’altra piangere commossa e stringerla per non lasciarla mai, ma rimango a contemplarla ancora qualche minuto, in estasi, quasi stessi assistendo all’incarnazione del concetto di bellezza, cullato dall’alzarsi e l’abbassarsi dei seni ad ogni respiro.

Alla fine faccio un solo, piccolo movimento: mi tuffo fra i suoi capelli, sparsi sul cuscino, e nel respirare a fondo mi sento come un ladro.

Sanno di pioggia, di sigarette fumate e sogni sgualciti.

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Michelangelo67 ha votato il racconto

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Lorenzo V ha votato il racconto

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