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Romance

SOFIA

Pubblicato il 01/06/2020

L'amore non ha età, è importante crederci sempre

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Era profondamente immersa in un sogno piuttosto agitato quando lo squillo del telefono svegliò di soprassalto Sofia. Guardò immediatamente l’orologio; erano le 6 e 10. Si buttò giù dal letto precipitandosi a rispondere.

«Pronto» sentì la sua voce cavernosa ma non ricevette alcuna risposta.

«Pronto». A quel punto abbandonò il telefono e tornò a letto sempre più nervosa e scocciata.

Non riusciva più a dormire, continuava a pensare agli ultimi avvenimenti della sua vita. Viveva da sola da pochi mesi in un piccolo appartamento che stava ancora sistemando. In quella mattina di fine estate tutta la sua vita le apparve come in un film dove l’eroina attraversa ostacoli e disavventure prima di giungere ad un profondo cambiamento. Il silenzio era rotto ogni tanto da un cinguettio sommesso, la luce penetrava soffusa dalla tapparella. Rimase in quel leggero intorpidimento immersa nei suoi pensieri a lungo.

Nello stesso momento un uomo era in attesa al Pronto Soccorso con un ginocchio gonfio e dolorante. E’ un bell’uomo alto, longilineo, occhi verdi, capelli bianchi. E’ un uomo coraggioso, rientrato da pochi giorni da Santiago de Compostela dopo aver percorso il lungo e affascinante cammino. Ha un cellulare in mano e sta scrivendo un messaggio: «Ciao come stai? Io sono tornato un po’ malconcio ma mi farebbe piacere rivederti appena sto un po’ meglio». Invio.

Sofia percepisce il suono di notifica e decide di abbandonare il letto per una doccia rigeneratrice. Poi si infila la comoda tuta, pettina i suoi capelli lunghi, ma fa caldo, cerca un elastico e li lega in una coda.

«Uscirò per una passeggiata» pensa tra sé e sé, poi prende il cellulare e legge il messaggio arrivato poco prima. «Ma guarda chi mi scrive oggi!» Marco è l’uomo che ha frequentato per alcuni mesi ma sparito nel nulla ad un certo punto lasciando Sofia interdetta e indispettita.

E’ sabato mattina, il parco vicino casa è già frequentato da persone che fanno jogging circondate da prati e alberi. L’aria è tiepida e gradevole. Dopo una breve camminata Sofia si siede su una panchina con il cellulare in mano. «Ciao, io sto bene grazie, mi spiace per te ma il tuo comportamento è inaccettabile. Ti faccio tanti auguri.» Invio.

Nel pomeriggio Sofia trascorre il tempo tra un libro da leggere e qualche telefonata. Prova ad organizzare un’uscita con la sua amica Silvia. «Ciao, è da un po’ di tempo che non ci si vede, tutto bene?» le dice seria. «Ciao, si bene, sto leggendo il libro che mi hai prestato, lo trovo molto interessante, sto riposando un po’, il mio trasloco è alle porte, ma in settimana magari ci vediamo» risponde.

Il giorno dopo Sofia riceve la telefonata di Marco. Lui comprende la sua ritrosia, ma insiste per andare a mangiare una pizza insieme per poter parlare e chiederle scusa. Sofia è molto combattuta. «Sono profondamente amareggiata, sei un uomo maturo, non puoi comportarti come un adolescente!» «Sai, ho capito alcune cose, vorrei proprio parlarti». Dopo alcuni minuti di discussione prendono accordi per uscire la sera stessa. «Parlare con Marco è sempre piacevole, mi manca la sua erre alla francese che tanto mi ha affascinato sin dalla prima volta che l’ho visto» pensa mentre si prepara con cura.

Sofia ha compiuto cinquantacinque anni da poco, divorziata da circa quattro con due figli adulti che le sono stati vicini nei momenti peggiori, il più grande si è sposato pochi mesi fa.

Marco invece ha quasi sessant’anni, sposato e diventato padre giovanissimo, divorziato da una decina d’anni con cultura ed esperienza acquisita durante i suoi numerosi viaggi. Ha due figli, la maggiore vive a Parigi da quando era una ventenne.

Alle 19.30 Marco è puntuale sotto casa, lei entra nell’auto un po’ nervosa e un po' euforica. Si scambiano uno sguardo di complicità e un bacio leggero sulle guance.

Poco più tardi sono seduti di fronte con una bella pizza davanti mentre si raccontano gli ultimi avvenimenti. Ad un certo momento lui prende una busta dal suo zaino e gliela porge. Sofia legge con gran curiosità:

Sono arrivato al mondo da solo e solo me ne andrò. Vorrei condividere il mio cammino insieme a te. Non dietro per seguirti, né davanti per precederti, ma accanto, per sostenerci. Senza te rimango me stesso, e tu, rimani te stessa, ma insieme siamo qualcosa di nuovo. Percorriamo dunque la strada che ci è stata assegnata, staremo l’uno accanto all’altra fino alla fine dei nostri giorni. Ti amo.

Sofia rimase in silenzio emozionata, poi gli risponde: «Ne sono felice, anche io provo per te dei sentimenti importanti, faccio ancora fatica a crederci perché porto nel cuore una cicatrice profonda che mi ha provocato un uomo su cui avevo contato molto, ma mi sbagliavo.» «Io ti capisco benissimo, ma devi fidarti di me, devi stare tranquilla»

Finita la cena si avviano per una breve passeggiata per il centro cittadino mano nella mano. L’aria tiepida di fine estate è piacevole, si siedono su una panchina vicini vicini. Si scambiano un lungo bacio per testimoniare l’inizio di un nuovo amore.

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Etis ha votato il racconto

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Franco 58 ha votato il racconto

Esordiente

Romance-cronaca-resoconto... non male, il soggetto, a adesso dovresti scrivervi sopra un po' di fiction... per mettere alla prova le tue capacità, e vedere cose riesci a tirare fuori..Segnala il commento

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Davide Marchese ha votato il racconto

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Tella ha votato il racconto

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Urbano Briganti ha votato il racconto

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di Annamaria1958

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