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Narrativa

Sogno

Pubblicato il 28/03/2021

In questo breve racconto cerco di dare una descrizione di panico ed euforia in un contesto onirico.

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Avvolto in una candida coperta  lentamente mi addormento. Delicata lei mi sfiora la pelle e la sento avvolgermi come il vento. 

Senza preavviso, mi  ritrovo a sognare.

Caldo, avvolgente, premuroso e capiente sono aggettivi che non riescono a rappresentare l'indescrivibile ambiente.

Uno spazio completamente bianco, una sorta di tela vuota, che a mio piacere riempio di immagini, colori e forme.

Ancora una volta espressione, questo desiderio intrinseco e pieno di voglia.

Un liquido caldo e dal gusto leggero che scende lungo la gola e che lascia al suo passaggio una sensazione ristorante.

Una volta assaggiato il liquore della fantasia diventa impossibile farne a meno. Un po' come le ciliegie a primavera: una volta mangiata la prima non puoi far altro che continuare.

Sogno ed il mio inconscio pensa.

Pensa.

Pensa.

Pensare?

Perché pensare?

Perché io penso?

Non so rispondere però, in qualche modo, credo che porsi la domanda sia già di per se una risposta.

Ho un dubbio: Cos’è un pensiero se fine a se stesso?

Il Panico inizia quasi invisibile ma io lo sento subito. 

Parte della gola.

Un piccolo ed indissolubile nodo poco a poco cresce e prende spazio.

Non passa più l’aria, manca l’ossigeno.

Soffoco.

Le mie fauci iniziano ad inaridirsi mentre il nodo si espande e, come se avesse potenti mani, inizia lentamente ma con metodo a strangolare le mie budella.

Ed è qui che la vista inizia a sfocare.

Le immagini perdono di chiarezza, diventano, in un battito di ciglia, macchie sfocate che non fanno altro che confondere quei pochi pensieri che non sono ancora stati inibiti dal vibrante suono a basse frequenze che mi riempie le orecchie.

Isolato in questa bolla di confusione diventa impossibile tramutare i pensieri, le emozioni e le sensazioni, in parole.

Fuori?

È li il problema.

Un leggero biancore dipinge le mie guance ma niente, davvero niente, indica che dentro di me stiano risuonando urla di dolore e di richiesta d’aiuto.

Come può essere sentito un urlo talmente compresso da scomparire sommerso nei ritmi coinvolgenti e a volte insostenibili della vita?

A volte ho urlato talmente forte che mi è sembrato impossibile non essere sentito da qualcuno.

Ed è stato proprio in quei momenti che mi sono sentito solo.

Solo io e le mie urla, costanti ed assordanti.

A volte la follia sta li dietro le porte di casa, costante a bussare, a chiedere di entrare.

L' euforia inizia quasi invisibile ma io lo sento subito.

Parte dalla pancia.

Un piccolo ed impercettibile formicolio mi stuzzica. Poco a poco inizia ad insidiarsi in me ed a crescere. Prende spazio e rilassa i muscoli dello stomaco, come strozzati da una morsa di tensione invisibile. Dove passa lascia quella sensazione di formicolio e tutto sembra più luminoso: I colori vividi sembrano riflettere le emozioni.

Nitidi da sfocati, i pensieri sembrano dirigersi verso l’unica destinazione possibile: La felicità.

Assurdo.

Isolato in questa bolla di piacere diventa impossibile trattenere una risata che parte dalle profondità delle mie budella fino a disperdersi nell’aria, nell’infinità dell’universo.

Da fuori?

Gli occhi brillano ed il sorriso splende. Il corpo si muove al ritmo di una musica delicata che riecheggia nelle mie orecchie.

Ed io solo li che rido.

Come può essere così semplice?

Io rido e tutto, tutto ciò che a volte sembra così insostenibilmente veloce e compresso, d’improvviso rallenta lasciando spazio.

Che qualcun altro possa ridere con me?

Io e qualcun altro che ridiamo.

Costanti ed assordanti risate.

A volte la follia sta li dietro le porte di casa, costante a bussare, a chiedere di entrare.

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Adriana Giotti ha votato il racconto

Scrittore

Un brano che rispecchia molto la tua mini biografia, laddove scrivi che sei alla ricerca di: "un mezzo efficace per incanalare ciò che mi passa per la testa". Una girandola di pensieri che si muove, dall'angoscia alla follia, sostando in una serie di interrogativi universali. Buon esordio.Segnala il commento

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omALE ha votato il racconto

Esordiente

prosa che si mescola a poesia . Mi hai fatto pensare alle parole di Shakespeare "Il pazzo l'amante e il poeta condividono il sorriso della Fantasia"Segnala il commento

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Giampiero Pancini ha votato il racconto

Scrittore

BenvenutoSegnala il commento

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gionadiporto ha votato il racconto

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Franco 58 ha votato il racconto

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Violeta ha votato il racconto

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blu ha votato il racconto

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. ha votato il racconto

Esordiente
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Sonia A. ha votato il racconto

Esordiente
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Davide Marchese ha votato il racconto

Scrittore

Benvenuto! E complimenti!Segnala il commento

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Aniello ha votato il racconto

Esordiente

Benvenuto! Bella l’idea, soprattutto nel trattare l’argomento con uno “stile onirico”.Segnala il commento

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Laura Camposeo ha votato il racconto

Esordiente
Editor
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Sofia Nebez ha votato il racconto

Esordiente
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FilippoDiLella ha votato il racconto

Esordiente

Benvenuto e ben trovato. Credo che qualcuno avrebbe da dire sulle d eufoniche, ma non è niente male, anzi.Segnala il commento

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MMarianella ha votato il racconto

Scrittore

Molto aulico, quasi poetico. Forse per via dell'onirico? Non saprei, ma la resa non è male, forse tanti punti a capo. Ad ogni modo, benvenuto! Segnala il commento

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Il puma del Sîambù ha votato il racconto

Esordiente
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di Zaccaria Chelli

Esordiente
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