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Non-fiction

Sogno e son desto: scusa Shakespeare

Pubblicato il 31/07/2020

Si può vivere senza sogni?

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Rifugiarsi nel sogno è un atto di mistificazione della realtà, fuga, pietà verso sé stessi, imprudenza, ambizione o insana incongruenza?

Quando sei bambino il sogno è l’antidoto delle paure, è il rifugio in cui la fantasia domina la realtà, la controlla, o almeno la riconduce a una dimensione che può essere compresa e accettata quando ancora non sei in grado di spiegare gli eventi e trovare risposte.

Da giovani il sogno è l’antidoto al dolore, è un’irruzione oltre i confini del reale, talvolta una spallata all’esperienza che ci ammonisce di non superare certi limiti per non essere puniti. 

Da adulti, sognare diventa più che una semplice sospensione momentanea della realtà, una tregua per vincere la noia e la fatica, un angolo in cui lenire le ferite per i tentativi falliti e le rovine accumulate. Da ripiego e compensazione, si trasforma in una sorta di resilienza, una trasgressione ai decreti della ragione, una forma passiva e consapevole di disobbedienza alla vita e alle sue leggi inderogabili.

Tuttavia, poiché l’audacia dei sognatori è quasi sempre sproporzionata all’abilità e ai talenti, spesso siamo condannati ad assistere all’agonia di un sogno. Per non morire insieme a lui, c’è chi si affretta a sostituirlo con un sogno nuovo, chi si abbandona alle geremiadi, chi maledice il cielo e la mala sorte, chi smette di sognare per paura di generare altri feti deformi, e chi impara ad accodarsi ai sogni di un altro. C’è poi chi sostituisce i sogni con lo sballo e i deliri, e chi si ostina a costruire futuristiche megalopoli nella mente, già invasa da un ego straripante e piantagioni di egolatria.

Solo i veri sognatori reagiscono per riparare i sogni in un posto sicuro. Li incuneano negli angoli più nascosti dell’anima, e ogni tanto spalancano le ali negli spazi incontaminati dell’irrealtà. Poi tornano sui pietrischi della vita, e sognano solo di poter volare ancora, di concedersi un attimo di benedetta e transitoria follia.

Sognare diventa così una sfida, forse un’illusione, ma sicuramente anche una rivincita. Non sono i voli pindarici degli ingenui Icaro che tentano invano di slegarsi dai vincoli, sono le incontrastate ascese di chi impedisce ai vincoli di zavorrare la coscienza, sono i viaggi di andata e ritorno di chi non rinuncia alla libertà di sognare. È il grido di vittoria di chi lascia al suolo pesi e fardelli, e si libra sulle miserie umane. E per un attimo eterno o un’ora, dimentica che la luce del giorno presto si riprende quello che ci culla per una notte.

L’illusione più grande non è sognare, ma credere che la vita sia solo quello che possiamo percepire, e ancorarla alla logica, alla conoscenza, agli eventi, ai casi e alla ragione, come se davvero bastassero a spiegare il mistero che è in noi e intorno a noi.

Possiamo indagare le forze e le leggi che regolano l’universo, il nostro mondo e la vita.

Ma non possiamo spiegare i sogni, perché non obbediscono ad alcuna regola: hanno forza e vita propria. 

Ci sono sogni che, come compagni fedeli e discreti, ci seguono tutta la vita senza mai realizzarsi, come se il loro scopo fosse di non farci mai sentire veramente soli o falliti, e sogni che vivono solo se custoditi nel mistero dell’incoscienza. 

Ci sono sogni che come opere d’arte celebrano la bellezza, e altri che perdono l'incanto nelle insipienti mani di imbrattatori che deturpano le forme, i colori e l’essenza. 

Ci sono sogni che sembrano galassie della fantasia e altri che si rivelano cocci di un’illusione pagata a caro prezzo.

Ci sono sogni che ingannano i nostri giorni e le notti inducendoci ad aspettare un domani che è già passato, e sogni troppo ribelli per essere chiusi in un cassetto, come i conigli nel cappello di un mago inesperto, saltano fuori senza chiedere il permesso d’invadere la realtà.

Ci sono sogni che umiliano la pochezza della nostra anima, sogni che tradiscono la nostra incapacità di sognare, sogni leggeri e impossibili, sogni inutili, che ci impediscono di vivere con i piedi piantati al suolo, e sogni che tolgono il respiro e la forza di lottare.

Ci sono sogni che vivono solo se abbiamo il coraggio di difenderli da un mondo che rinuncia a credere ai sogni, e sogni che si assopiscono, mentre noi sogniamo di vivere.  

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Sira ha votato il racconto

Esordiente

Che meraviglia! Ho gli occhi lucidi per la bellezza di ció che hai scritto! Mi hai trasportato oltre la realtá e sulle onde di animate riflessioni! Credo che i sogni siano pura energia amalgamata con la nostra essenza! Sei bravissima! Tanti complimenti! :-)Segnala il commento

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Elkele ha votato il racconto

Esordiente

Chi sogna ha coraggio, è generoso e dimentica anche i torti. Solo chi ha coraggio sogna e alla fine fa salire sul suo carro anche tutti i nasoni storti... mi è piaciuta molto la sua delicatezza in tutta la panoramica:coraggiosa, generosa e piacevoleSegnala il commento

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Salvatore Greco ha votato il racconto

Esordiente

Diceva un tale che "nulla accade se non l'abbiamo sognato prima". Il tuo racconto mi appare come una cantina con tanti sogni. Ampia scelta senza giudizio. Il sogno è cosa sacra. Non capisco se la posta in gioco di questo tuo scritto sia da stimolo all'audacia, utilizzata come una guida o una ricerca in merito. In tutto c'è sempre una ragione, illusa o saggia che siaSegnala il commento

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Giorgia Nicolini ha votato il racconto

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Helena ha votato il racconto

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Intenti di Intesa ha votato il racconto

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Barbara ha votato il racconto

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paroleemusica ha votato il racconto

Esordiente

Senza sogni saremmo ben misera cosa. Segnala il commento

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Ezio Falcomer ha votato il racconto

Scrittore

E anche i piedi piantati a terra sono una metafora, dunque un modo immaginifico e un po' sognante di spiegare la realtà. Forse perché ci muoviamo in universo totalmente simbolico. Chi l'ha mai vista la cruda realtà? E cruda è una metafora. Ottima riflessione la tua e stimolante. Passi una grande ala su una tematica ricchissima.Segnala il commento

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MargheMesi ha votato il racconto

Esordiente

Mi hai fatto venire in mente il "Catalogo delle donne" di Esiodo Adriana, con questo tuo mirabile catalogo dei sogni! Come in Esiodo l'introduzione di una nuova eroina dava inizio a una nuova partizione del testo, così tu costruisci un'epica del sogno! Il sogno è l'eroe che percorre la nostra vita sfidandoci a difenderlo, a conquistarlo senza tregua. Pieno di forza. Trascinante. Epico, appunto! Segnala il commento

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Laura Chiapuzzi ha votato il racconto

Scrittore

E quando un sogno si realizza ci compensa di tutti quelli che ci seguono senza avverarsi mai, o di quelli che abbiamo abbandonato perso per strada. Ma guai a smettere di sognare. Considerazioni personali Scritte con mano sicura come sempre, gradevole da leggere pur trattandosi di un breve saggio.Segnala il commento

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RoCarver ha votato il racconto

Scrittore
Editor

"sogni troppo ribelli per essere chiusi in un cassetto, come i conigli nel cappello di un mago inesperto, saltano fuori senza chiedere il permesso d’invadere la realtà" bellissimo. Segnala il commento

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Francesca Lodoli ha votato il racconto

Esordiente

Non leggo mai (per mancanza di tempo) i testi pubblicati nella sezione racconti di Typee ma il titolo di questo saggio breve di Adriana Giotti mi ha invogliata a farlo, avendo appena pubblicato una poesia dedicata allo stesso argomento. Il saggio è molto interessante e ben scritto. L'ultimo passo è il mio preferito: il sogno individuale può trasformarsi in un sogno collettivo, come quello illustrato da Martin Luther King nel suo celebre discorso: «I have a dream», tenuto a Washington nel 1963, al termine di una marcia di protesta per i diritti civili degli afroamericani. Complimenti!Segnala il commento

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Violeta ha votato il racconto

Esordiente

Io vivo di sogni. Sei bravissima :)))Segnala il commento

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Silvia Lenzini ha votato il racconto

Esordiente

Bravissima, Adriana, ti distingui per la costruzione, la scelta dei vocabili e sopratutto per il pensiero, che si sviluppa sempre chiaro e mai superficiale. E no, senza sogni non si vive. "Fosse anche un sogno matto".Segnala il commento

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Lorenzo V ha votato il racconto

Scrittore
Editor
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blu ha votato il racconto

Esordiente

bello, molto ... faccio una fatica immane a non sognare ...Segnala il commento

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Sofia Nebez ha votato il racconto

Esordiente

Senza sogni siamo perduti :)Segnala il commento

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Federico D. Fellini ha votato il racconto

Scrittore

Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni. Soprattutto qui su Typee Segnala il commento

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luke ha votato il racconto

Esordiente
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Isa.M ha votato il racconto

Esordiente

"Solo i veri sognatori reagiscono per riparare i sogni in un posto sicuro. Li incuneano negli angoli più nascosti dell’anima, e ogni tanto spalancano le ali negli spazi incontaminati dell’irrealtà. Poi tornano sui pietrischi della vita, e sognano solo di poter volare ancora, di concedersi un attimo di benedetta e transitoria follia", bellissimo pezzo.Segnala il commento

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Anonimo ha votato il racconto

Esordiente

Scritto con piglio giornalistico, ortogonalmente anglosassone per tracciato e precisione tecnica. L'avessi letto in qualche pagina interna di Amica o di Donna Moderna forse anche di spalla sull'Osservatore Romano della domenica ( Mons. Ravasi permettendo ) non avrei avuto nulla da aggiungere, ma in questa sede ( almeno per come io la intendo e con alta probabilità mi sbaglio ) leggendo il tuo racconto, dicevo, ho cercato invano un luogo, un'immagine un suono, un odore un gergo ignoto, un sogno ? E' quello che io chiedo alla lettura, ma il mio è un punto di vista limitato e particolare, ma spero costruttivo.Segnala il commento

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Ondina ha votato il racconto

Esordiente

Sono un’esperta sognatrice ma non avrei mai saputo parlarne con tanta lucidità. Troppo sognatrice forse? IlluminanteSegnala il commento

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Il Verte ha votato il racconto

Scrittore

Siamo sintonalizzati sulla stessa frequenza. :-) Trascini nell'accezione più elevata di sogno e sognatore Davvero bravissima Segnala il commento

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Tella ha votato il racconto

Scrittore

Mi hai fatto venire voglia di sognare. Bravissima Adriana Segnala il commento

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Graograman ha votato il racconto

Scrittore

Ti rispondo con Michael Ende, la prigione della libertà: Dietro l'orizzonte sorgono sempre nuovi orizzonti. Abbandoniamo il mondo del sogno per ritrovarci in un altro. E mentre andiamo attraversandone la frontiera, già si va preparando la successiva, e così via, fino a pervenire alla costa dell'alba. La mia strada mi si dipana davanti. Io non invidio nessuno che abbia raggiunto il proprio obiettivo. Viaggio volentieri. Bravissima! Segnala il commento

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Katzanzakis ha votato il racconto

Esordiente

Una riflessione densa di spunti e di lirismo.Segnala il commento

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Urbano Briganti ha votato il racconto

Esordiente

Magistrale capolavoro assoluto e grande, immensa pura poesia. Mi ha colpito perché ho appena terminato di trascrivere un testo che avevo proprio intitolato "Sogno" e che potrò pubblicare solo tra 2 ore. Ma, incredibilmente, man mano che leggevo queste righe mi sono reso conto che c'era di più, assai più che letteratura, assai più che un racconto introspettivo, assai più che filosofia, molto di più che psicologia e profonda immensa analisi della psiche umana, assai di più che grande, immensa poesia, assai più di un'anima che riesce a percepire le infinite sfumature ed essenze dei meccanismi della creazione di sogni, fantasie e illusioni in pieno giorno. Assai più di tutto questo vi è una unica, straordinaria, immensa capacità di orchestrare la lingua, il lessico e gli accostamenti semantici/simbolici come solo pochi grandi Maestri sanno fare. Un testo da incorniciare e rileggere per sempre, e che rileggerò continuamente per imparare da chi è Maestra di quest'Arte Immensa. Grazie per questa perla preziosa e inestimabile. Resto muto in pura contemplazioneSegnala il commento

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Messina Giuseppe ha votato il racconto

Esordiente
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Davide Marchese ha votato il racconto

Scrittore

Una riflessione piena di concretezza sulla parte più irrazionale (forse...) del nostro vivere, o meglio: del nostro essere... complimenti Adriana!Segnala il commento

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di Adriana Giotti

Esordiente