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Narrativa

SOLITÄRES/ROMANTISCHES FRÜHSTÜCK INMITTEN DER WOCHE

Pubblicato il 25/02/2021

Racconto piuttosto inutile, per il lettore medio, ma assolutamente indispensabile, al suo estensore, nel tentativo di dare voce all'insopprimibile esigenza interlocutoria che lo possiede, unitamente al bisogno di adeguati parapolimeni introduttivi. Ma gli passerà. Abbiate fede.

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Franck si convinse, alfine, che fosse mercoledì.

Dopo essersi rigirato fra le coperte per un lasso di tempo indefinito - alla ricerca di un appiglio visivo fra le sagome dei mobili che emergevano dal torpore cromatico come tante forme indistinte - aveva tirato a indovinare, dissimulando la propria incertezza con la massima convinzione possibile, considerate le circostanze.

Era sicuro, d'altro canto, che la settimana fosse già inoltrata, e che potesse essere mercoledì, o giovedì, tuttalpiù. Nonostante ciò, Franck non se la sentì di offrire, così, a gratis, il fianco dei propri convincimenti alla mercé di ipotesi pellegrine e campate in aria, quali potevano essere, a rigor di logica, le diagnosi formali e la consistenza percettiva delle proprie sinapsi mattutine, cosicché l'esile parvenza del proprio convincimento sembrò vacillare, all'interno della ridda di sensazioni contrapposte che continuavano a tormentarlo, senza soluzione di continuità.

"Dio Svizzero!" profferì allora, appellandosi alla solita divinità elvetica, da sempre sua fida alleata, quando si trattava di collocare la giornata incombente all'interno della settimana in corso.

"Ma come cazzo fa, la gente, a sapere che giorno è, quando si sveglia, senza dover guardare per forza la data sullo schermo del cellulare?

Franck l'aveva in uggio, quel doversi tirare su, accendere la luce, subire lo shock della luce improvvisa, inforcare gli occhiali e prendere il cellulare, per rendersi conto, finalmente, di che giorno stesse iniziando.

Tant'è che rimase sdraiato, e si tastò intorno, mentre i suoi padiglioni auricolari cercavano di captare i rumori in ingresso dalla persiana socchiusa. Sfiorò quindi una tazza, il bordo convesso di un piatto, e, infine, il cappello della Naska Loris, che carezzò, con fare discreto.

Nel mentre, sull'albero poco fuori la finestra, una cornacchia aveva preso a lamentarsi, rumorosamente, con un tono di rimbrotto circostanziato, come se fosse rivolta a qualcuno, che infatti rispose subito, quasi a dargli ragione, rincarando la dose delle lamentele. Le chiacchiere uggiose dei due volatili andarono avanti battibeccandosi, rincorrendosi e sovrapponendosi, finché uno dei due si chetò, sbattendo le ali, stizzito. L'altro pennuto aggiunse qualche esclamazione supplettiva, e poi si chetò, pure lui.

Adesso Franck riusciva a distinguere perfettamente le sagome dei mobili:

un armadio a otto ante, opposto al letto, di sbieco, che sfioravava il soffito, un mobile basso, a dodici cassetti, proprio di fronte, e un secretaire ottocentesco, appena si girava verso destra.

Il tavolo si alzava al centro delle stanza, con le quattro sedie appollaite intorno, a mò di convitati, assai silenti, in attesa della prima colazione.

"Potrei farla al buio, scappellando l'uovo alla coque a lume di candela" si disse "Sono un romantico, in fondo."

Fece mente locale, si mise gli occhiali e avanzò gattoni, verso il mobile basso. Aprì il terzo cassetto sulla destra, tirò fuori il pacco delle candele, e prese i fiammiferi. Si alzò, ne accese uno, strinse appena gli occhi e aspirò l'odore dello zolfo, avidamente. Mosse poi il lumicino intorno al tavolo, finché vide luccicare la tazza di porcellana accanto al letto. Riuscì ad accendere una candela, e poi un'altra, rimanendo con due candele accese, una per mano, come un candelabro vivente, a due braccia. Il fiammifero agonizzante era caduto sul tavolo, cotorcendosi in un ultimo spasmo organico.

"E ora, che faccio?"

Con due passi raggiunse la tazza, la spostò con il piede, si abbassò, fece colare alcune gocce di cera sul piatto, e tenne ci tenne sopra la candela, in piedi, finché la cera si rapprese.

Appoggiò il moccolo sul tavolo, e andò in cucina, con l'altra candela in mano. La luce del frigorifero lo sorprese, fastidiosamente, insieme alla cera liquida, che gli colò sulle dita, improvvisa. "Porca di quella luce siberiana, e bastardissima. Cazzo vuoi!?" smoccolò.

Chiappò un uovo al volo, chiuse la porta del frogorifero e lo fece scivolare nel pentolino, delicatamente, dopo averlo riempito d'acqua, tutto con una mano sola. Poi incollò anche la seconda candela, sul piano di lavoro.

Una fiamma si accese in una corolla di petali azzurrini, che parevano scappare, nel buio, alimentando un fiore fluttuante. Accese altre due fiamme, preparò la moka, e appoggiò due fette di pane sulla griglia. L'odore di pane tostato e del caffè, si diffusero, lentamente, mentre l'acqua sballottava l'uovo tra le pareti del pentolino, impedendogli di fuggire.

Poco più di tre minuti e mezzo esatti dopo, Franck si sedette al tavolo del soggiorno, e appoggiò il vassoio della colazione. Guardò il suo letto, l'uovo alla coque, di nuovo il suo letto e ancora l'uovo alla coque. La candela proiettatava la sua ombra sul tavolo, allungandolo in una retta inverosimile.

"Cazzo volete? Sì, sono un single, dormo in soggiorno, mangio l'uovo alla coque a lume di candela, e bevo la camomilla a letto. E allora ? Sono un romantico, in fondo, ve l'ho detto. O no?


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blu ha votato il racconto

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ha più di un'anima chi conosce altre lingueSegnala il commento

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Valentina Raniello ha votato il racconto

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Anonimo ha votato il racconto

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ho notato con ammirazione la tue capacità di descrivere le azioni, anche quelle minime, senza per questo appesantire il testo né renderlo didascalico. Segnala il commento

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Silvia Lenzini ha votato il racconto

Scrittore

Ma perché non c’è il mio commento? Sempre un bel leggerti, Franco. Avevo scritto che forse l’ultimo paragrafo è di troppo, un brusco cambiamento che mi ha distratto lo sguardo che si posava su tutti gli angoli della tua stanza. Ma è sparito, me ne accorgo solo ora rileggendoti. Quindi forse era un commento ingiusto. :)Segnala il commento

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Sofia Nebez ha votato il racconto

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Sepulzio ha votato il racconto

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Violeta ha votato il racconto

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Imago ha votato il racconto

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StefanoS ha votato il racconto

Esordiente

Tu molto bene ach ragazzo italienish. Ja.Segnala il commento

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Adriana Giotti ha votato il racconto

Scrittore

Concordo con Ondine: la camomilla a letto non si può sentire. Bellissimo, scorre che è una meraviglia, anche con qualche piccola disattenzione.Segnala il commento

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Etis ha votato il racconto

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Tella ha votato il racconto

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Rosnikant ha votato il racconto

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Ondine ha votato il racconto

Esordiente

La camomilla te la boccio in ogni caso. Avrei inserito un calice di Merlot Boem un vino rosso senza pretese che puoi anche bere in estate messo giusto 10 minuti in frogorifero:)) arrivasse la Pina verso sera. Le imprecazioni sono esplosive e divertenti nel torpore mattutino di Franck, e i merli ormai lo prendono in giro. Delizioso e ottimo come dice EzioSegnala il commento

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Enrico R. ha votato il racconto

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Ezio Falcomer ha votato il racconto

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Delizioso. Ottimo.Segnala il commento

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paroleemusica ha votato il racconto

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Mi hai fatto sorridere. Grazie :)Segnala il commento

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Davide Marchese ha votato il racconto

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Katzanzakis ha votato il racconto

Scrittore

La presenza di qualche errorino qua e là non disturba più di tanto, in fin dei conti è un narrare al limitar del risveglio. La morale è che il romanticismo non deve essere per forza etero-diretto, semel romanticus semper romanticus, verrebbe da dire, tra gli inevitabili sorrisi per le colorite imprecazioni e gli inciampi che la vita ci riserva, in troppe mattine.Segnala il commento

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Roberta ha votato il racconto

Esordiente

Franck, una volta in un racconto scrivevo di quanto sia esatto il termine mercoledì in tedesco! cioè Mittwoch=metà settimana, nel mezzo della settimana :) linguaggio molto divertente in questo tuo, e senza tempo, dico, hai infilato un caxxo tra una divinità elvetica e un avere in uggio; e poi cornacchie e pane tostato, è molto tuo. buone romanticherie.Segnala il commento

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Sonia A. ha votato il racconto

Esordiente
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Lorenzo V ha votato il racconto

Scrittore
Editor

Le imprecazioni sono la cosa migliore. Divertente ;)Segnala il commento

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Urbano Briganti ha votato il racconto

Esordiente
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di Franco 58

Esordiente
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