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Narrativa

Solo un Uomo.

Pubblicato il 23/04/2020

I lampioni della sera accesero le ombre,
 le finestre si riempirono di sussurri di posate e televisioni, 
ed il suo cuore parlò:


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Per comodità lo chiameremo Single man.


Camminava Single man, avviandosi verso il suo tramonto della sera.
Quel tatto con la stoffa del divano avrebbe messo fine al suo giorno.


Camminava quindi, cercando il modo di apparire indaffarato, di far credere che qualcuno vi fosse in casa ad attendere anche lui.


Single man era solo da tempo, abbastanza da non aver più cura degli sguardi altrui. Aveva provato a scambiare furtivo un'occhiata con questa o con quella, si era detto capiterà prima o poi. Lo aveva ripetuto ancora in molti giorni. Capiterà prima o poi.


Così aveva smesso di cercare, di creare la fatalità che occorreva per fare nuove conoscenze, per avvicinarsi piano a colei che magari sarebbe stata la designata del destino, la sua compagna per la vita.


Ora non aveva vesti nuove. Non ne aveva più comprate. 

Single man aveva finito col trarre delle conclusioni tutte sue oramai. Aveva riassunto la vita di coppia, in un unione di comodo. Considerava plausibile stare con una donna per il solo fatto di aver cura della casa e preparare la cena. Considerava normale che non vi fosse amore, ma solo comodità tra i due. E’ abbastanza si diceva.


Era stato lasciato, anche se a parere suo, era stato un buon compagno. Non aveva mai smesso di ammirarla, di ricordarle quanto fosse speciale per lui. Ma non era stato sufficiente poiché lei, lo aveva lasciato maturando dentro sé l idea di non esser una donna autonoma, di aver finito con l'essere niente più il fantasma, la perenne ombra di lui. 

In realtà, come ogni uomo, lui cercava solo di proteggerla.


In malomodo, cadde l'uomo solo. 

-Ma come?- Sostenne con forza una sera,
come puoi essere in grado di gettare per aria tutto ciò che assieme abbiamo costruito, per la tua insicurezza?


Rimase il solo, a chiedersi il perchè del moto delle cose. Non ne parlò più.

Single man, aveva cominciato col bere.


Così beveva, tanto da ingurgitare se stesso.


Era sempre stato un uomo normale, fino a quando come tanti uomini normali, si era ritrovato solo a dover far fronte alle esigenze quotidiane di una casa, di una vita. In precario equilibrio, così come nel suo cuore, si era mosso per cercare di continuare nell'esserlo, nel poter considerarsi ancora facente parte di qualcosa, un membro di rispetto di questa società, pur sapendo con assoluta certezza che quando il tuo passo è lento, gli altri vanno avanti troppo velocemente.


Piangeva, come tutti gli uomini normali, ai quali era stato sottratto il cuore.

Aveva scritto:

Per sette anni assieme,
chiesi a lei cosa desiderasse.


Per i primi tre anni la risposta fù sempre:


Amore mio, tutto ciò che desideri tu.


l successivi due anni si variò in:


Tesoro, tutto ciò che desideri tu, ma mi piacerebbe...


Per un ulteriore anno si continuò con:


Ho desiderato ,sono uscita, ho comprato.


Ed infine,l'ultimo anno:


...chiedi sempre le stesse cose,
sei sempre il solito,


quello che desidero ora, tu non puoi più darmelo!


Forse è meglio chiudere qui.
Togli il forse.

Single man, raccolse le sue cose, raccolse la sua vita ed andò via.
Pensò forse, gli sarebbe bastato vivere cinquant'anni appena, ma con la sensazione di averne vissuti novanta. Invece camminava portandosi appresso quei settant'anni marcati, con il pensiero terribile di averne vissuti davvero, venti appena.


Così, come accade l'imprevisto che non ti aspetti, Single man ebbe un sussulto quella sera.
Un pensiero gli trapanò le tempie , lo trafisse alle spalle come un colpo inaspettato.
Tirò fuori le chiavi dalla tasca, la sua mano percepì un tremolio leggero. Il suo sguardo si perse, fuggendo lungo la linea della strada, lungo la via della sua malinconia.


I lampioni della sera accesero le ombre,
le finestre si riempirono di sussurri di posate e televisioni,
ed il suo cuore parlò:


E se davvero avessi potuto far di più per me?
Se fossi stato diverso, più attento, molto più forte,
cosa sarei adesso?
Cosa sarei adesso?


Lasciò ad una pausa, il film della sua vita.


Ebbe un brivido, si scrollò da dosso quei pensieri come si fa con la neve.
Aprì il cancello di casa, vi entrò. 

Era bastato solo un attimo.


Sono quello che sarei dovuto esser, si disse.Và bene così, fine.

Di seguito trascrivo le considerazione che Single man scrisse di suo pugno:

“Un uomo solo è un uomo solo.
Per quanto si sforzi, per quanto rammenti a sé stesso di star bene, è solo.
Un uomo solo è nella condizione migliore per lasciarsi andare. Per non aver più cura di nulla:
del suo aspetto, della sua casa, della sua vita.


Un uomo solo valuta le cose a suo modo, i suoi riferimenti divengono le sue giustificazioni e si attenua in lui la possibilità di migliorare poiché senza più alcun tipo di confronto.
Un uomo solo non fà alcuna differenza, non fà testo.
La sua opinione è solo sua e le sue considerazioni sono talmente inutili che si spengono sotto la doccia.


Un uomo solo è un ponte che non unisce mai due terre.


Se un uomo solo resta immobile davanti ad un tramonto, nessuno dirà del suo romanticismo,
ma bensì della tristezza nel vederlo là,


solo con se stesso.”

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Lorenzo V ha votato il racconto

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Violeta ha votato il racconto

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RoCarver ha votato il racconto

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Attenzione, "fa" va senza accento. Per il resto molto bello, soprattutto la frase "Un uomo solo è un ponte che non unisce mai due terre". Segnala il commento

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Pennina bianca ha votato il racconto

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Urbano Briganti ha votato il racconto

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Davide Marchese ha votato il racconto

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Helena ha votato il racconto

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di Marco Arusa

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