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Narrativa

Sotto la mascherina

Di RoCarver - Editato da esteban espiga
Pubblicato il 10/10/2020

Racconto scritto qualche mese fa per il premio Velletri Libris 2020.... non è andata ma l'importante è provare, no? :) Il tema era Risorgere, Rinascita, Risveglio, Fiorire, Ricominciare durante il covid. Ho avuto l'onore di ricevere un parere dal mitico Esteban Espiga.

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27 Voti

Passò per il piccolo corridoio destreggiandosi tra gli scatoloni che invadevano il suo monolocale. Lo specchio con i bordi in ferro battuto era lì per terra, appoggiato al muro dipinto di un arancione tenue. A quell’altezza riusciva a immortalare solo le sue gambe. Serena si fermò per un attimo davanti a quel riflesso. “Thigh gap” aveva letto qualche settimana prima in una rivista dal parrucchiere, era quella la nuova moda. Si guardò in mezzo gambe per cercare quel varco, ma l’aria tra le sue cosce era schiacciata come la crema che farcisce due biscotti. Tornò agli scatoloni con insolita furia, tagliando nastri, rompendo pezzi di cartone e spargendo tutta la sua vita per terra. “Devo dare una spolverata qui, fa schifo questo posto” si disse, per convincersi che il bruciore degli occhi fosse dovuto alla ricomparsa della sua vecchia allergia. Saranno gli acari di Milano, pensò. In uno degli scatoloni ritrovò una vecchia foto: era del suo diciottesimo compleanno. Indossava una gonna azzurra di velluto a costine e una maglia con le maniche a pipistrello. Ricordò che, mentre la indossava, si era immaginata in mezzo alla pista, volteggiando con le ali della maglia aperte. E invece no, quella sera era rimasta appollaiata in un angolo, guardando gli altri ballare. Nella foto compariva anche Gioia, la più bella della classe. Non si era messa in posa e non guardava l’obiettivo, ma la sua bellezza svogliata era il punto di fuga della foto. Si erano incontrate in bagno quella sera.

“I tuoi sono fighi, beata te. Bel diciottesimo” le aveva detto Gioia.

“Grazie” aveva risposto Serena, abbassando lo sguardo sulla colonna d’acqua che usciva dal rubinetto. Gioia la fissava di profilo, poi si mise a frugare nella sua trousse del make-up.

“Dovresti correggerlo quel doppio mento, non ti sta mica bene” le disse. Tirò fuori la terra e un pennello, “vieni”, le ordinò. Mentre le setole del pennello le solleticavano il mento, lei pensò che non aveva mai osservato la perfezione così da vicino. Il piccolo neo vicino al rosso della bocca di Gioia, la peluria bionda sul mento che su di lei faceva quasi tenerezza, i denti bianchissimi che sporgevano appena dal labbro contratto nello sforzo di fare il “contouring”. Si staccò soddisfatta, come un pittore che ha appena messo la sua firma sulla tela.

“Gioia, che fai con quella sfigata? Dai, vieni che ti cerca Luigi”

Quella sorta di rito di iniziazione si era interrotto così, Gioia se n’era andata senza guardarla e lei era rimasta come bloccata tra due mondi. Lo specchio del suo bagno in quel piccolo monolocale lo confermava: aveva 35 anni e ancora vagava in quel limbo. Si guardò allo specchio di profilo: il doppio mento era ancora lì, come un promontorio di pietre lisce e arrotondate da cui erano precipitate tutte le sue relazioni.

***

“Gioia, ma che stai facendo? Ti sto chiamando da tre ore!”

“Arrivo, sono in bagno”

Gioia pulì lo specchio appannato con la mano e diede un’occhiata veloce al suo viso. Il labbro era spaccato ma in un paio di giorni sarebbe passato, come le altre volte. E comunque adesso doveva uscire con la mascherina, nessuno se ne sarebbe accorto. Si tolse l’asciugamano che le avvolgeva il corpo e si guardò i seni, sempre troppo piccoli. Al marito non piacevano, e nemmeno a lei. Sembravano due biglie separate da una pista liscissima e bianca. Li prese tra le mani come per incoraggiarli ad uscire. O forse per coprire i lividi.

“Gioia, allora?!”

“Arrivo”

Uscì in accappatoio, il marito era in salotto davanti alla TV.

“Perché hai comprato l’Heineken? Lo sai benissimo che io bevo la Moretti. Hai dato i MIEI soldi a questi tedeschi stronzi! Questi non vogliono i Coronabond e tu compri tedesco, ma ti rendi conto?”

“Luigi, ho fatto la fila davanti al Carrefour per un’ora, quando sono entrata era rimasta solo la Heineken”

“E allora vai all’Esselunga invece di comprare dai francesi, vedrai che lì la Moretti ce l’hanno. Ma tu lo vedi cosa sta succedendo? Lo capisci che dobbiamo comprare italiano? …. Ma cosa vuoi capire tu, che è già tanto che hai finito le superiori. È per colpa degli ignoranti come te che io perderò il lavoro!”

Gioia se ne andò, sapeva che quando suo marito faceva così era meglio lasciarlo da solo. Non osava più replicare, dopo quello che era successo il giorno prima. Andò in cucina e prese un sacco nero.

***

“Serena, tesoro, che stavi facendo che non mi rispondevi?”

“Niente mamma, ero in bagno”

“Ah, mi ero preoccupata, sei lì a Milano da sola proprio in questo periodo…”

“Sto bene, mamma”

“Che ti cucini oggi? Fai la pizza?”

“No, il lievito non si trova più nei supermercati qui”

“Te lo posso spedire io, la Pina ne ha ancora in bottega qui … ma che cosa sono quei rumori?”

“Quali rumori?”

“Sento come delle urla …”

“Ah, sono quelli di sopra, non li ho ancora visti ma litigano sempre. Saranno marito e moglie”

“Ecco vedi, non ti sposare tesoro”

“Non c’è pericolo, mamma. Dai, ti lascio che vado a buttare un po’ di spazzatura, ho quasi finito con gli scatoloni”

“Mi raccomando, mettiti la mascherina”

“Sì mamma. Ciao”

“Ciao, ti richiamo più tardi”

Serena chiamò l’ascensore. Dentro c’era una ragazza bionda, la mascherina le copriva tutto il viso e gli occhi guardavano in basso. In mano teneva un sacco nero.

“Scendi?” le chiese

“Sì” rispose Serena.

La ragazza premette il tasto del piano terra con un fazzoletto e si appoggiò alla parete dell’ascensore. Sembrava esausta.

“Piacere, sono Serena, sono nuova qui. Tu stai al piano di sopra, vero?”

“Sì”

Arrivarono al piano terra e Serena attraversò la strada all’altezza del cassonetto della spazzatura. Mise il piede sul pedale per aprirlo e si ritrovò vicino la ragazza del piano di sopra.

“Sai, sto buttando una gonna bruttissima, è di velluto a costine e ha un colore imbarazzante! L’avevo messa al mio diciottesimo, non mi stupisce che gli altri mi vedessero come una sfigata. Forse la quarantena ci fa bene, no? Ci aiuta a buttare i brutti ricordi…”

La ragazza la guardò. La voce arrivava ovattata attraverso la mascherina, ma Serena vide gli occhi di lei distendersi, come se stesse sorridendo. Le ricordava qualcuno quella ragazza, con la fronte ampia, i capelli sottili e biondi, ma gli occhi blu avevano perso la potenza del mare, erano scialbi come una pozzanghera sull’asfalto. No, non poteva essere lei.

“Io sto buttando i miei reggiseni. Erano tutti push-up, ma le mie tette vanno bene così, piccole come sono”, disse la ragazza, scaraventando il sacco nero dentro la bocca buia del cassonetto.

“Beh, sei coraggiosa”

“Magari lo fossi, Serena…”

Tornarono in ascensore. Serena fu grata alla mascherina che le copriva le guance paffute, ma anche l’imbarazzo quando chiese alla ragazza “Senti, va tutto bene? Vi sento spesso discutere, te e il tuo compagno …”

“È mio marito. Va tutto bene, grazie”

Gioia rientrò in casa. Andò in bagno e aprì la doccia.

“Di nuovo ti fai la doccia?” gridò il marito dal salotto.

Il rumore dell’acqua la calmava sempre, la doccia era il suo involucro di pace. Sperò che stavolta coprisse anche il suono della sua voce.

“Pronto? Qui telefono rosa…”

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Graograman ha votato il racconto

Scrittore

Confermo a pieno il giudizio di Laura. Sai scrivere racconti più incisivi. Segnala il commento

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Simonetta Gallucci ha votato il racconto

Esordiente

Di questo racconto mi piacciono le immagini. Una su tutte: "’l'aria tra le sue cosce era schiacciata come la crema che farcisce due biscotti".Segnala il commento

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Clarissa Kirk ha votato il racconto

Esordiente

Tema molto difficile. Provarci sempre, questo conta. A me è piaciuto Segnala il commento

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Il Faro ha votato il racconto

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blu ha votato il racconto

Esordiente
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albertomineo ha votato il racconto

Esordiente

Ciao Ro, finalmente sei tornata! Anch'io lo trovo un po' stanco questo racconto, non ti ci ritrovo molto, ma a volte i racconti a tema possono non corrispondere con il nostro sentire del momento. Anche a me piacerebbe che lo riscrivessi come sai fare.Segnala il commento

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Ezio Falcomer ha votato il racconto

Scrittore

OttimoSegnala il commento

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Laura Chiapuzzi ha votato il racconto

Scrittore

Gli ingredienti richiesti dal tema del concorso ci sono tutti, ma anche a me il racconto non appare molto convincente, anzi, l’impressione che ho avuto e che sia tu, per prima a non esserne troppo convinta, Dico questo perché non ho trovato la tua scrittura avvincente come al solito, a tratti persino un po’ trascurata. Secondo me, visto che ormai il concorso è andato, potresti recuperarlo e provare a riscriverlo tenendo conto dei suggerimenti riportati nei commenti. Credo che qualche sapiente tocco come tu sai fare lo renderebbe un gran bel racconto:)Segnala il commento

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Ondina ha votato il racconto

Esordiente

Intanto bentornata Ro. Sei sempre apprezzabile, ma qui ho come la sensazione che il racconto non decolli, e il finale non mi convince del tutto. Segnala il commento

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mariomonfrecola ha votato il racconto

Esordiente

Ro, il racconto mi è piaciuto perché l'hai scritto tu ma ... ma ... ma ... non mi convince. Non ho ben inteso ad esempio il finale: Gioia denuncia a telefono rosa le violenze perché spronata dall'incontro con Serena? Ma poi, si sono riconosciute dopo tanti anni? ... mmm ... non mi convince stavolta il racconto Ro, mi sembra un puzzle con tanti pezzi che, però, non combaciano alla perfezione.Segnala il commento

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Grugno ha votato il racconto

Esordiente

Visto che hai sottoscritto il mio patto di belligeranza, spero di far cosa gradita lasciando qui qualche impressione: 1) La scrittura è come sempre molto piacevole e scorrevole 2) Il tema trovo che sia urgente e come tale anche difficile da affrontare. Quindi tanto di cappello 3) Prima del secondo “gambe” credo manchi un “alle” 4) “Saranno gli acari di Milano”, credo manchino le “” 5) dopo “le chiese” forse manca il punto 6) “ma gli occhi blu avevano perso la potenza del mare” trovo che sia un’immagine un po’ scontata e fuori contesto, “erano scialbi come una pozzanghera sull’asfalto” avrebbe potuto reggere da sola secondo me 7) La trama mi risulta un po’ telefonata. Tutti i fili si riannodano nello stesso punto, e questo potrebbe essere una cosa buona. Ma ogni elemento che dai, quando poi si ricongiunge agli altri poche righe più tardi, lo fa senza frizione, senza scintille. E l’effetto che ho avuto è stato di una certa prevedibilità. Non una prevedibilità a priori (leggendo), ma una prevedibilità a posteriori (dopo aver letto). Non so se mi sono spiegato.Segnala il commento

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Franco 58 ha votato il racconto

Esordiente

Non volevo commentare il tuo racconto, perché non mi ha convinto, ma ho pensato che siamo qui anche per questo e non farlo mi sembrava ancora più inopportuno: ho trovato la tua narrazione confusa, a tratti, dispersiva e poco evocativa. L'incipit è troppo lungo, secondo me, e le due protagoniste non sono ben delineate. Il soggetto è interessante, però il disagio e la violenza che cerchi di descrivere è solo tratteggiata, mentre credo che avrebbe meritato maggiore cura e approfondimento, e il finale, con quel "Pronto?Qui telefono rosa?" mi suona quasi ironico, mentre vorrebbe essere serissimo. Non te la prendere Ro, non è niente di personale, e, probabilmente sono io, che non ho i mezzi e la preparazione per apprezzarti come forse meriteresti. Ma, come vedi, sono uno dei tuoi pochi detrattori, e senz'altro uno dei meno adatti a commentarti. Goditi gli apprezzamenti e fai conto che non sia riuscito ad apprezzarti per incapacità mia, e non tua. Segnala il commento

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Federico D. Fellini ha votato il racconto

Scrittore

A me è piaciuto. Se ti può consolare solo in quest’ultimo anni ho partecipato qui su Typee a una dozzina di borse di studio senza vincerne neppure una!Segnala il commento

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Laria982 ha votato il racconto

Esordiente
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Jean per Jean ha votato il racconto

Scrittore
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Anonimo ha votato il racconto

Esordiente
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Il Verte ha votato il racconto

Scrittore

Vado controcorrente. Mi lasciano perplesso alcune cose La coincidenza di ritrovarsi a Milano come vicine mi pare un pò forzata e poi che non si riconoscano da così vicino, anche se con mascherina Non mi arrivano (o forse molto deboli) i temi che menzioni nella descrizione. In ogni caso la tua penna rimane sempre di alto livelloSegnala il commento

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Silvia Lenzini ha votato il racconto

Scrittore

Brava Ro', bella costruzione, bella prosa fluida. Piaciuto molto. Il doppiopetto promontorio è fantastico.Segnala il commento

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Adriana Giotti ha votato il racconto

Esordiente

Tu hai il dono di attirare il lettore nel racconto con leggerezza, e movenze lente e inesorabili. Una volta dentro, il lettore non può più uscire, o meglio, non vuole più uscire. Sei grande Ro Carver. Sei davvero bravissimaSegnala il commento

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Davide Marchese ha votato il racconto

Scrittore
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Andrea Trofino ha votato il racconto

Esordiente
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Paolo Sbolgi ha votato il racconto

Scrittore

Bentornata su Typee, Ro, con un racconto tutto al femminile, di denuncia della violenza domestica. Ma c'è una ventata di leggerezza che introduci nella storia, e sono le identità nascoste dalla mascherina e, nel riconoscimento finale, una sorta di nemesi, tra la sfigata e la bella, tra le violenze e il telefono rosa Segnala il commento

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Ingrid ha votato il racconto

Esordiente

Piaciuto tantissimo Segnala il commento

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LaborLimae ha votato il racconto

Esordiente

Notevole. Prosa scorrevole, ritmo brillante. Mi piace.Segnala il commento

Photo

marcello luberti ha votato il racconto

Esordiente
Editor

Mi è piaciuto, anche per il raffronto tra le due ragazze. Ci sono nel racconto delle tracce perchè loro due si possano riconoscere. Solo le mascherine un pò lo impediscono. E' poco plausibile che non si riconoscano, con quel nome, Serena, non proprio comune. Insomma, consiglierei, forse, un altro finaleSegnala il commento

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Amid Solo ha votato il racconto

Esordiente
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Urbano Briganti ha votato il racconto

Esordiente
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di RoCarver

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