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Romance

Sweet and bitter

Pubblicato il 27/03/2021

Un incontro fortuito riporta alla luce un amore sopito e sensi di colpa

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Per tutto il giorno Vienna era stata spazzata da un vorticoso vento di fohn. A sera il cielo liberato dalla foschia era cangiante d'arancione. La primavera sembrava arrivare all'improvviso. Da radio ORF proveniva una musica di un pianoforte e di un violino. Una composizione recente, mai udita. Una ragazza volteggiava su se stessa davanti allo specchio

Mi stanno a meraviglia! Chi l'avrebbe detto che in una bancarella di un mercatino di Vienna avrei trovato una gonna e una maglia cosi! Non vedo l'ora di mostrarle a Margherita. Chissà che faccia farà! Piaceranno a Tommaso? Ma la mamma cos'ha? Sembrava anche lei entusiasta del viaggio, di concedersi finalmente una vacanza di qualche giorno in una città tanto romantica. Poi è cambiata all'improvviso. Ora sta alla finestra, silenziosa e assente a fissare il cielo. A volte non sopporto la sua presenza, il sempre esserci, l'ansia che le prende se non sa esattamente dove mi trovo. Sarà difficile un giorno dirle addio, eppure quest'oggi ho sofferto il suo distacco. Cosa le sarà successo?

Delia osservava fuori ascoltando la musica. Gli occhi inondati di lacrime rilucevano fiammanti

Forte è stata la tentazione di salutarti ma mi sono trattenuta guardando altrove. Sei ancora bellissimo malgrado siano passati quasi vent'anni. Il cuore mi è balzato nel petto come mai avrei immaginato. Sotto questo sorprendente tramonto, cosa non darei per averti di nuovo accanto, sentire il tuo odore, la tua voce, il tuo abbraccio. Prima di partire per Genova ero tornata sulla nostra panchina al parco Prater sperando in cuor mio di vederti arrivare col tuo cagnolino al guinzaglio. Ricordi il nostro primo incontro? Eri davvero buffo col quel tuo modo di parlare che ti faceva sembrare uno straniero in patria, balbettavi per la timidezza e forse nemmeno te ne accorgevi. Chi, io? Dicevi quando ti facevo notare il tuo irresistibile difetto; sembravi il conte Lukas di qualche cartone animato. Avevi pochi anni più di me e sembravi già terribilmente vecchio. Che fatica trascinarti nei locali frequentati dai ragazzi di Vienna. Non sapevi ballare, non sapevi cantare, non sapevi raccontare barzellette, eppure eri adorabile. Dio come ti amavo! Ma sono fuggita. Avevo paura che la tua gelosia e presenza mi annientassero, di non poter condividere con te un altro amore, quello per un figlio.

Lukas perché non mi hai cercata? Perché hai rispettato quella folle fuga senza muovere un dito? Perché?

A sera, Lukas si concedeva qualche tiro di pipa ma, caricato il fornello, la dimenticò sul tavolo della sala. Si era avvicinato al pianoforte dove sul pianale accanto al metronomo era collocata una armonica a bocca completa di supporto per collo. Suonava diversi strumenti senza essere stato un gran musicista. Un discreto orecchio gli consentiva di riprodurre un brano musicale ascoltandolo con attenzione una sola volta: la musica dolce amara che proveniva da radio ORF s'accordava coi suoi pensieri. Avrebbe tentato di riprodurla accompagnando le note del piano col suono dell'armonica

Mi ero scordato di te, Delia. Poi il tuo volto spunta tra la folla. Non ricordavo fossi così bella. Sul nostro letto avevo svuotato la tua sacca trovando il tuo diario che non avevo avuto il coraggio di aprire. Andando via chissà cosa avevi deciso della vita che portavi in grembo. Quanto sei bella Delia! Quanto è incantevole quella ragazza che ho visto al tuo fianco. Forse un giorno tornerai e mi presenterai tua figlia, nostra figlia se avessi voluto. Guarda che cielo, stasera! La regale Vienna, grigia e distaccata, si è accesa per te di luce mediterranea. Avevi ragione; ero odiosamente geloso, ma non potevi farmene una colpa. Volevi amare ma restare libera di andare e tornare quando volevi. Soffrivo terribilmente ogni volta che mi lasciavi. Ho resistito, mi sono fatto del male per non fartene, ho smesso di essere possessivo quando invece avrei dovuto. Se fossi stato meno stupido avrei letto il tuo diario abbandonato come una bottiglia alle onde. Se avessi seguito il cuore t'avrei cercata per stringerti ancora una volta. Delia, amore mio! Quanto avrei voluto essere amato; quanto avrei voluto amare una figlia!

Seduto al piano, Lukas aveva sciolto le dita dalla stretta dei pugni. Le mani calarono leggere sui tasti come una carezza su un volto amato. Lievi note incerte e distanziate all'inizio, poi tocchi decisi come il fragore di una pioggia che si abbatte improvvisa, un flusso di accordi inarrestabile con varianti sorprendenti rispetto a ciò che aveva ascoltato, un duello di contrappunti amari e dolci tra armonica e pianoforte; nasceva la prima composizione della sua vita, fino ad allora arida di talento e inventiva. Era la voce struggente di un rimpianto e una speranza, di un dolore e un amore davvero grande, a cui aveva rinunciato per rispettare la libertà d'una scelta, una melodia troppo intensa ed estemporanea, perché in seguito potesse rammentarla e riprodurla.

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M.D.P. ha votato il racconto

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Katzanzakis ha votato il racconto

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Tella ha votato il racconto

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Luciano Rossi ha votato il racconto

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Graograman ha votato il racconto

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Storia piacevolmente melanconica.Segnala il commento

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Violeta ha votato il racconto

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Franco 58 ha votato il racconto

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Urbano Briganti ha votato il racconto

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Ti Maddog ha votato il racconto

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Sonia A. ha votato il racconto

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Anonimo ha votato il racconto

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le riflessioni intime dei personaggi somigliano a lettere mai spedite. Scritto sotto il segno della malinconia e del rimpianto, che ne costituiscono la materia stessa. Resta la musica, ma qui sembra esserne sottolineato il carattere effimero - qualcosa che dura giusto il tempo di essere suonata e poi svanisce - che non può consolare. Segnala il commento

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di Mauro Serra

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